Aprile 2006


Ore 11.00. Giro come di consueto in via dello Sgargabonzi e c’è (come di consueto, anche in questo caso) il solito vecchietto barbuto coi jeans strappati in malo modo che suona l’ocarina appoggiato alla colonna e chiede variabili quantità di euro per elemosina. A metà strada (come di stra-consueto) mi hanno già offerto 4 biciclette pittate in tinta unita “ma non ti preoccupare…non sono rubate eh…” e svariati ma abbondanti grammi di fumo. A volte dico di “no” e basta, altre ci penso un po’ su perchè una bici in fondo mi farebbe comodo, ma la cazzata di fingermi straniero e non capire l’italiano non la faccio più. In quel caso ho notato il costo della bici sale vergognosamente in modo esponenziale è devi per forza prenderti anche un cucciolo di cane “in omaggio” come in Snatch. Vaffanculo a tutto il punkabbestiame che mi fa perdere tempo e voglia di ubriacarmi. Mi schiaffo le cuffie sulle orecchie e m’immergo nel disco che mi ha inviato la redazione. Danielson-Ships. Nulla saccio about it.
Alzo gli occhi e mi sembra per un attimo di essere a Woodstock. Campanellini, cori beatlesiani, musica folk, etnica, fricchettonaggio e barbe lunghe. Poi passa. Apro il libretto per vedere un po’ di che roba si tratta. Una lista pressoché infinita di nomi e strumenti da cui spunta un Sufjan Stevens “addetto” all’oboe, ai flauti e ai fischi (?!?) che conferma la mia prima impressione lo-fi freak. Ma il disco più che altro è una sorta di Modest Mouse che provano a suonare folk: strano ma possibile. Indie d’oltreoceano che non aggiunge poi molto ai lavori di gruppi come Wolf Parade se non un’impronta più tranquilla e acustica, che mischiata a fumi alcolici, melodie da feste di paese finite a pasta e fagioli,risulta interessante ma non sconvolgente.Mi levo le cuffie e forse mi compro una bici.Ma senza cane
Cover Album
Band Site
Ships [Secretly Canadian - 2006] - BUY HERE
Similar Artist: Sufijan Stevens, Modest Mouse
Rating:
1. Ship the Majestic Suffix
2. Cast It at the Setting Sail
3. Bloodbook on the Halfshell
4. Did I Step on Your Trumpet
5. When It Comes to You I’m Lazy
6. Two Sitting Ducks
7. My Lion Sleep Tonight
8. Kids Pushing Kids
9. Time That Bald Sexton
10. He Who Flattened Your Flame Is Gettin’ Torched
11. Five Stars and Two Thumbs Up
Un giorno di questi gli anni ottanta mi uccideranno. Lo so perchè il mio incubo ricorrente è la pianola a spalla a mò di chitarra. Rossa essenzialmente. Pacman e Prince Of Persia mi rincorrono la notte in mezzo a un mare di colori pacchiani . Ebbene la colonna sonora perfetta per questa mia uccisione in videoclip potrebbe essere “Some Echoes” degli Aloha, un gruppo rock che ricorda gli Smiths, i Delays e (stavo per scrivere gli Status Quo ma sentivo già le avvisaglie di un leggero istinto di vomitare sulla tastiera…). “Ice Storming” è puro spirito Beatles nel corpo dei Belle And Sebastian, mentre “Between The Walls” è la canzone che vostro padre ascoltava da ragazzo con gli amici la domenica pomeriggio accreditandola come rivoluzionaria, con quella pianolina Grandaddy che oggi è forse un po’ scontata. Spento il lettore ho in mente Morrisey…e Pacman.
Cover Album
Band Site
Some Echoes [Polyvinyl - 2006] - BUY HERE
Similar Artist: matt pond PA, Karate, Minus The Bear
Rating:
1. Brace Your Face
2. Big Morning
3. Your Eyes
4. Ice Storming
5. Between the Walls
6. Come Home
7. Weekend
8. Summer Lawn
9. If I Lie Down
10. Mountain
Epperfortuna che la metà Yin dei Fiery Furnaces (la metà femminile ovvero Elanor Friedberger) aveva dichiarato che quest’ uscita estemporanea per la Fat Possum, sarebbe stata un disco prevalentemente rock…. “Bitter Tea” più che un disco rock, o comunque garage (viste le origini del gruppo), pare più essere un’ audace disco di sperimentazioni, dove gli elementi prevalenti sono l’elettronica (in ogni salsa), i loop e i reverse a dir poco ipnotici. Notevoli le tracce dove è il piano a fare da elemento trainante, immaginatevi i Dresden Dolls flippati, apprezzabili taluni accenti disco e gli sparsi e pungenti orientalisti speziati; ma addirittura sublimi le tracce dove compaiono, come miraggi nel deserto, le chitarre. Un riuscito mix dei primi due album, superato appieno il mezzo passo falso di “Rehearsing My Choir”, ancora invece insuperato (irraggiungibile?!?) “Ep”. Tè miscelato con menta e funghi allucinogeni, altro che amaro!

Band Site
Bitter Tea[ Fat Possum - 2006 ] - BUY HERE
Similar Artist: Dresden Dolls, Captain Beefheart, The Kills
Rating:
1. In My Little Thatched Hut
2. I’m In No Mood
3. Darling Black Hearted Boy
4. Bitter Tea
5. Teach Me Sweetheart
6. Waiting To Know You
7. Vietnamese Telephone Ministry
8.
Oh Sweet Woods
9. Borneo
10. Police Sweater Blood Vow
11. Nevers
12. Benton Harbour Blues
13. Whistle Rhapsody
14. Nevers
15. Hidden Track
It’s a beautiful sunny day today and I now for certain that these long haired little pets are the brand new hot engine of rock’n’roll. Pop has been betrayed by a young gang full of teenage angst. Sweat drops fall down from 70’s Stoogesque riffs and holy water rises up from short punk hymns built for the new red spotty x generation. Karen’ O looks si old from here. Ok dudes, here’s (perhaps) your new favourite garage (pop) rock band, full of stars, stripes, junk food, Mickey Mouse and broken Cadillacs. No songs about “strange tales of S.Francisco or silly little humans that look good on a dancefloor”. Only a short distorted fuzzy teen sparkle and a blonde rock monster beside the mic which smells sweet and yells like a wolf. Run to the rifles. Good luck!
Cover Album
Band Site
Be Your Own Pet [ Xl Recordings - 2006 ] - BUY HERE
Similar Artist: Pixies, Yeah Yeah Yeahs, Nirvana
Rating:
1. Thresher’s Flail
2. Bunk Trunk Skunk
3. Bicycle Bicycle You Are My Bicycle
4. Wildcat
5. Adventure
6. Fuuuuuun
7. Stairway To Heaven
8. Bog
9. Girls On TV
10. We Will Vacation You Can Be My Parasol
11. Let’s Get Sandy (Big Problem)
12. October First Account
13. Love Your Shotgun
14. Fill My Pill
15. Ouch
Come si fa a trasformare la propria musica da un’affascinante e leggera composizione psichedelica al limite di un sussurrato post rock nel più bacchettone brit pop da classifica? Facile: ti devi sposare. Ecco quindi Richard Ashcroft, colui che “Con tre album entreremo nella storia” quello di tutte le droghe esistenti, quello che magro come un manico di scopa con dietro il suo gruppo dava al mondo un debut onirico pieno di nebbia, un secondo album che è uno dei più sottovalutati lavori indie rock inglesi della scorsa decade e un terzo ricco di ottimo psyc-pop, rompere la magia e l’intreccio artistico creato con un piccolo genio della chitarra chiamato Nick McCabe e sposarsi con una bella bionda. Di colpo niente più droghe, niente più visioni, “solo” una villa in campagna, un cane e parecchi pannolini sporchi da cambiare la notte (Francesco preparati cazzo!). Insomma addio “New Decade” e benvenuti “Money To Burn”. Oggi siamo al terzo episodio da solista del buon Richard, intitolato “Keys To The World” e anticipato da un ottimo singolo come “Break The Night With Color”, ballata fortemente Embrace, che per un attimo aveva toccato in profondità la mia personale passione per “Weeping Willow” spingendomi quasi a comperare l’album nuovo di pacca. Il disco è di facile ascolto, striato da finissime righine blues (niente di complicato ma accattivante). Recentemente intervistato Richard ha dichiarato che “Why Not Nothing?” nasce dal concetto di chiedersi “Perchè non niente? Perchè cavolo non posso decidere di starmene seduto tutto il pomeriggio sul divano mentre il mondo va in rovina?”. Concetto teoricamente interessante per due secondi (o al massimo tre) ma, Richard, quando ti chiedono da dove provenga l’idea non puoi dire “Me l’ha suggerita mio suocero…una gran brava persona!”. TUO SUOCERO?!? UNA GRAN BRAVA PERSONA?!?!?!? Cazzo! Il Mad Richard dei bei tempi avrebbe detto “Il sacro fuoco della conoscenza” oppure “Jim Morrison dall’inferno” o che ne so “Baudelaire in sogno…” di certo non un suocero panzuto che vive nell’Essex. Vabbè, accontentiamoci di un album pop, inglesissimo, scorrevole e senza troppi “difetti”, dimentichiamo per un attimo quella mezza porcheria di “Human Conditions” e rimpiangiamo in coro il tempo in cui camminavamo spavaldi sul marciapiede dando spallate a tutti senza girarci per chiedere scusa. So It Goes.
Cover Album
Band Site
Keys Of The World [Emi - 2006] - BUY HERE
Similar Artist: Ian Brown, Travis, Bluetones
Rating:
1. Why Not Nothing?
2. Music Is Power
3. Break The Night With Colour
4. Words Just Get In The Way
5. Keys To The World
6. Sweet Brother Malcolm
7. Cry Til The Morning
8. Why Do Lovers?
9. Simple Song
10. World Keeps Turning

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