THE TELEVISION PERSONALITIES
My Dark Places
Genere: alt-pop
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I Television Personalities sono la stramba creatura di Daniel Treacy, personaggio dal passato (e presente?) piuttosto problematico: la “classica” storia del tossicodipendente che ruba, passa di galera in galera per poi uscire, farsi ospitare da qualche parente e ricominciare. Leggo che già nei primi anni ottanta fecero qualcosa di buono, raggiungendo una discreta fama, per poi sparire e tornarsene fuori ora, con questo “My dark places”. E’ musica non facile: attitudinalmente punk, nel senso Velvet Underground del termine. Canzoni spigolose dalle strutture scardinate e discontinue ma inspiegabilmente irresistibili (All the young children on crack), musiche filmiche per horror ambientati nelle buie infinità dell’oltrespazio ( Ex-girlfriend Club), splendide indiepop song sciolte in distorsioni chitarristiche ed angelici cori femminili da desiderare solo di abbandonarvicisi gioiosamente(Dream the sweetest dreams, She can stop traffic, I hope you’re happy now), organi sacri ed odore di candele soul che ricordano le visioni notturne di David Thomas coi Two Pale Boys (You kept me waiting too long, Then a big boy came and knocked it all down), divertenti e spiazzanti idiozie ultra-kitch da karaoke ubriachi ( Velvet Underground, My Dark Places, They have to catch us first), toccanti ballate da tuffo al cuore per solo pianoforte e voce, che lo spirito di Daniel Johnston sembra quasi abitare un nuovo corpo (I’m not your tipical boy, Tell me about your day), l’inconsolabile e definitiva conclusione che è lo straziante capolavoro “There’s no beautiful way to say goodbye”. Sopra a tutto, il continuo senso di sfasamento, di malessere più o meno cosciente, la sensazione di spiare qualcosa di oscenamente intimo e privato fanno da collante per questa raccolta di bizzarrie, musiche d’ogni dove e citazioni ai generi più disparati altrimenti difficili da conciliare. Un disco scuro, intenso ma anche tenero, impacciato e commovente. In definitiva: un disco di rara autenticità e dal fascino duraturo.
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10 maggio 2006 @ 21:11
Ottimo esordio Astar, tra l’altro la seconda è strepitosa….. mi ricorda fortemente il Syd Barrett dei primi tempi. Sono ubriaco o ci stà????
12 maggio 2006 @ 01:22
bella, astar. cresce la mia curiosità nei di loro confronti. ti saprò dire. see you at MI AMI beach.
12 maggio 2006 @ 09:37
Ciao Ragazzi,
Complimenti per il Blog. Io mi chiamo Walter e realizzo un proigramma radio nelle marche intitolato “marquee moon – Piattaforma radiofonica di musica aliena”. http://www.marqueemoon.splinder.com
Vi posto questo messaggio per avvertire Fran P che il 23 maggio avremo ARiel Pink nelle MArche a Sant’Elpidio a Mare. Noi siamo gli organizzatori. Costo del Biglietto solo 3€.
Se ci venite a trovare mi fa piacere, così ci si conosce.
Ciao Ciao,
Marquee Moon
15 maggio 2006 @ 10:39
cosa dici?!?!?!?!?!?!?!?!!
non mancherò!!!!!
6 gennaio 2007 @ 14:55
[...] “MY DARK PLACES” review on INDIE FOR BUNNIES [...]
1 giugno 2007 @ 15:37
[...] “MY DARK PLACES” review on INDIE FOR BUNNIES [...]