Lun 22 Mag 2006
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Seguendo una logica che ricorda il famoso “per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero”: per far crescere una rosa ci vuole un fertilizzante, molto meglio se naturale, cioè fornitoci da nostra signora mucca a seguito di una bella scorpacciata e successiva ruminata. E se la mucca avesse mangiato tra le altre cose una rosa? Allora il cerchio si chiude e dobbiamo concludere che seppur la rosa non abbia denti, essendo costituita di quel che si è detto: la rosa ha i denti in bocca a una bestia. Questa deduzione, che ha evidentemente conseguenze profonde e determinanti sulla visione della realtà tutta ma che tralasceremo in questa sede, proviene dalle “Investigazioni filosofiche” di Ludwig Wittgenstein e dà il titolo al nuovo lavoro dei due Matmos. Le dieci composizioni che lo compongono sono altrettanti ritratti di alcuni dei personaggi più scomodi e radicalmente anticonformisti degli ultimi secoli. Personaggi che attraverso l’arte (letteraria, cinematografica, performativa) o la musica hanno segnato ed allargato le attuali concezioni filosofiche, politiche ed etiche a partire da quelle riguardanti la sessualità. Mi piacerebbe a questo punto sapervi raccontare chi di questi ha fatto o detto cosa ma come è noto l’ignoranza è una brutta bestia e forse il primo grande pregio di un opera come questa è proprio quello di spingere e stimolare a colmare alcune lacune. Parliamo dunque dell’aspetto musicale della questione che, come avrete capito, non è l’unico ma neanche il meno importante dacchè sempre di un cd musicale si tratta. Se è vero infatti che per i Matmos il punto di partenza è sempre mentale, quasi scientifico, un’idea sezionata e studiata fin nei minimi dettagli, è anche vero che il passo successivo è fin troppo “concreto”: si tratta infatti di creare suoni da campionare attraverso gli “oggetti” che l’idea iniziale ha suggerito per poi riassemblare il tutto, con l’aggiunta di qualche strumento classicamente inteso, in forme musicalmente compiute e spesso piacevolmente fruibili. Nel caso specifico gli “oggetti” suonati sono, tra gli altri: rose, denti, letame, l’intero sistema riproduttivo di un bovino femmina, coltelli, forbici, sigarette, piatti, bicchieri, macchine da scrivere e delle simpatiche lumache che spostandosi su una fotocellula variano la frequenza e l’emissione di un theremin. Che tipo di “musica” produce tutto questo? La più svariata: si va da ritmiche affilate e graffianti farcite di divertenti e succulenti effetti cartoon ad organica electro-techno che fa muovere il piede, da liquido soul strumentale a meravigliose oscurità orchestrali e poi jazz ottocentesco che sfocia in sinfonie circensi, musica surf decomposta, un lungo e lussureggiante raga tribale, sfrigolii e singulti. Detto questo: se questa lunga pappardella vi ha solo annoiato potete fare tranquillamente a meno di questo disco, se invece vi ha oltremodo incuriosito correte a farlo vostro. Essendo difficile valutare un’opera simile, prendete con le giuste precauzioni il voto che troverete qua sotto.
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Maggio 22nd, 2006 at 13:38
Adoro i MATMOS !!! “Civil War” semplicemente grandioso. Ora devo assolutamente provare questo…grande segnalazione Astar.
Maggio 22nd, 2006 at 16:02
Molto molto interessante l’ mp3…. civil war mai sentito e loro li conosco solo di fame, da quale comincio?
Maggio 22nd, 2006 at 17:56
Bella recensione…era la prima che volevo scrivere e me l’hai fregata e al momento mi pare pure che sia meglio così eheh!
Maggio 22nd, 2006 at 18:06
bella Astar…non conosco il gruppo però…
cercherò di rimediare….
ciax
Maggio 22nd, 2006 at 18:10
….ascoltato adesso il sample.
Stavo meglio prima che non conoscevo per niente il gruppo misà, però la rece è davvero ben scritta!
Maggio 23rd, 2006 at 12:23
Per cominciare a capire il metodo e le possibilità comincerei con “Quasi Object” che trovi a poco più di 9 euro.
Dal punto di vista musicale i migliori (a parer mio) sono “The West” e “Civil War”.
Ad ogni modo quest’ultimo disco sembra proprio essere molto bello (anche se comprensibilmente può non piacere…riprovaci giov!).
E’ uscito da troppo poco per dirti se è “il più bello”…ma nell’eventualità non trovassi altro o non avessi voglia di farti tutta la discografia, secondo me puoi tranquillamente partire dal fondo.
Notizia Flash:
Ieri sera Ariel Pink ha disertato il concerto che doveva tenere al Clandestino di Faenza causa: ATTACCO DI DIARREA ACUTA.
Per chi stasera deve andare a vederlo nelle Marche, consiglio di fare una telefonata preventiva al locale prima di mettersi in viaggio.
Maggio 23rd, 2006 at 17:22
ahahahahahahahahahahahah!
e non aggiungo altro….
Maggio 24th, 2006 at 18:04
caro giov, mi piaci, ma ogni tanto certi commenti mi rimangono un po lì. questo ad esempio….
;-)
Maggio 25th, 2006 at 11:59
nel senso che anche io come astar ero a faenza per ariel!!!!!
Maggio 26th, 2006 at 09:00
ahahahahahhahahahahahahahahah
seymour mi dispiace…ma io rido perchè c’è QUALCUNO (e ogni riferimento a fran è volutissimo)che qui dentro spaccia il buon ariel pink per il nuovo genio della musica indie.
ciao caro
;D
Maggio 29th, 2006 at 15:39
no, infatti, meglio i lightning bolt
Maggio 30th, 2006 at 10:36
Lighting Bolt ?!?!?!??! Minchia, li giudicai inascoltabili, ma sei il buon Seymour dice così, una riascoltatina gliela do !!!!
Gennaio 6th, 2007 at 14:56
[…] “THE ROSE HAS TEETH IN THE MOUTH OF A BEAST” review on INDIE FOR BUNNIES […]