ISLANDS
Return To The Sea
Tags: indie rock
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“Who Will Cut Our Hair When We’re Gone” è senz’ ombra di dubbio il miglio disco Canadese degli ultimi 5 anni. Andrei anche a disturbare il decennio se non cozzassi direttamente contro Mt. Zion e Godspeed Your Black Emperor!, ma tant’è, spero si accontentino del primato quinquennale. Dicevo, The Unicorns, grandissimo gruppo, sicuramente una delle risposte più credibili ai Pavement, mai formulate. Poi la dichiarazione del nostrano Ramazzotti (direttamente da un intercettazione telefonica):”Adoro gli Unicorns, se si sciolgono lascio la musica”. Capirete perciò che la clamorosa notizia del 2005, lo scioglimento degli Unicorns, fu più che altro un atto d’amore verso la musica tutta. Ma ora, il terzo giorno, per chi non si è arreso, per chi ha sperato ed atteso, ecco la resurrezione: The Islands. Nome pessimo, copertina pessima, titolo pessimo, ma come sound ci siamo ancora. Sghembità frullate fra indie rock ed elettronica, episodi sicuramente figli di preesistenti registrazioni Unicornsiane e perciò sacrosanti. Tra Pavement, Pixies, Fuck, Neutral Milk Hotel e tanta tanta neo-psichedelia ci sono i The Island. Per ora uno dei dischi migliori del 2006, Poplitical Incorrect come solo uno sgambetto o uno sputo in un occhio gratuiti sanno essere. Da avere.
P/s Interessante pure il documento fotografico che mostra nell’ ordine left-to-right: Sarah Neufeld (violin, Arcade Fire), Nick Diamonds (Islands), Mark Lawson (audio engineer), Richard Parry (upright bass, Arcade Fire), Jamie Thompson (Islands), Becky Foon (cello, A Silver Mt. Zion and Esmerine). Recensione degli Islands precedentemente pubblicata su IndieRiviera |
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27 maggio 2006 @ 13:53
Togliere mezza stella ai Radio Dept. e darla a The Island !!
27 maggio 2006 @ 15:18
PoPlitical incorrect non è male…
27 maggio 2006 @ 19:09
Grazie Helmut, mi è venuta così. Sublim. 5 stelline…..hmmm, non è un po’ troppo. Io le avevo date a “Who Will Cut Our…”, questo mi pare un po’ più maturo. Dopo sta alla valenza che ognuno di noi da alla parola “maturo”. Comunque resta un grandissimo disco e un gran gruppo, tra l’altro proprio ieri ho ordinato dall’ america l’ep d’esordio degli Unicorns.
Buon Uic End!!!!!!!!!!
28 maggio 2006 @ 22:20
B E L L I S S I M O ! ! !
29 maggio 2006 @ 09:57
Più che per le 5 stelle a loro, era per ristabilire un po’ di equità con “Pet Grief”, secondo me “deboluccio”, monotono, soprattutto a confronto con il suo predecessore.
29 maggio 2006 @ 11:17
grande nostalgia degli Unicorns cmq viva gli Islands!
29 maggio 2006 @ 11:34
Grandi ragazzi, fondiamo un fan club pro-Unicorns !!!
29 maggio 2006 @ 16:27
degli unicorns me ne parlasti, se non ricordo male, ai tempi in cui avevamo kultblog. Allora, sempre se non ricordo male, ti dissi “Boh…non li conosco…poi vedrò di ascoltare qualcosa…”. Il tempo non ha cambiato le cose purtroppo amico mio, quindi significa che insieme ai promo la prox volta mi spedisci anche questi o gli unicorns…che ne dici? Potrei contraccambiare con qualcosa di moolto british che a te fa ribrezzo a mille…
30 maggio 2006 @ 11:25
Di british a sto punto sarei curioso di sentirmi i Futurheads. Invece se hai pazienza ancora un po’ te la tolgo io la volgia di promo e di islands/unicorns!!!!
31 maggio 2006 @ 11:29
sfondi un portone aperto lo sai fratello…
vai pure…inondami di promo!!!
16 gennaio 2007 @ 19:01
[...] “RETURN TO THE SEA” review on INDIE FOR BUNNIES [...]
20 giugno 2008 @ 10:34
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20 giugno 2008 @ 15:28
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