Mer 31 Mag 2006
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A volte quando fai musica non conta dove sei nato ma ciò che senti di fare e di esprimere. Probabilmente è questo il caso degli Essex Green, progetto parallelo del chitarrista dei Ladybug Transistor che ha base alla grande mela, ma che possiede più di un legame con un certo pop di matrice britannica. Arrivato alla terza prova di studio, il terzetto newyorkese ha sfornato un disco che gioca a fare i Belle and Sebastian dei primi tempi, mescolandoli con gli Hidden Cameras e un certo tipo di indiepop alla Shins. Quello che ne esce fuori sono dodici popsongs molto ben riuscite, anche grazie ad una formula che alterna voce maschile e femminile permettendo ai brani di assumere sfumature diverse di volta in volta. Cannibal Sea è un disco assolutamente consigliato a chi ha affinità con un certo sound melodico tipico di certe produzioni d’oltremanica, ma non solo: infatti, come a voler ricordarci da dove vengono, i tre ragazzi spesso fanno incursione in territori folk-rock tanto cari a band storiche come i Byrds. Per cui si passa con facilità dalle tastiere sintetiche di “Penny & Jack” al country di “Rue de lis” oppure al folk ubriaco di “Rabbit”.Alla faccia di tutte le etichette possibili, questo disco sfugge ad una precisa catalogazione ma striscia e si insinua in ogni piccola sfumatura della struttura pop classica. Inoltre, nonostante la varietà di fonti da cui gli Essex Green attingono la loro musica, Cannibal Sea è decisamente un lavoro che comunica una grande coesione di fondo, e che non stanca una volta arrivati alla fine del disco. In poche parole procuratevelo in qualche modo,anche se probabilmente quasi nessuno se ne accorgerà dalle nostre parti, ed è un vero peccato.
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Maggio 31st, 2006 at 14:37
io me ne sono accorta già da un po’ di tempo e concordo totalmente con la tua recensione
)
ps. “Penny & Jack” è davvero carina!
Maggio 31st, 2006 at 15:43
Ottima la prima Sachiel, benvenuto abbordo. Sono daccordo con te e anche io come Jag (ciao Jag) è da un po’ che lo ascolto. Belle sonorità, “Don’t Know Why” è davvero carina”, ma quanto avrei voluto un po’ d + da loro, sarebbe sato il disco perfetto per questa primavera. Il ruolo “Shins” della stagione è ancora vacante!!!!
Maggio 31st, 2006 at 16:00
Evvai che stiamo diventando un team da paura!!!
Bravo guagliò
Maggio 31st, 2006 at 16:11
Sachiel sappi che da oggi sei ubiquo.
Non sono pronto a scommettere la mia collezione de “L’Uomo Ragno” sulla longevità di questo tipo di dischi ma direi che in questo periodo dell’anno queste melodie frizzanti fanno la loro porca figura.
Oink!
Maggio 31st, 2006 at 16:12
Grazie ragazzi, ma già pregusto il giorno in cui Giov stroncherà il disco che ho recensito.Sono soddisfazioni….anche se a quanto pare è un appassionato di sonorità british come il sottoscritto.
Maggio 31st, 2006 at 19:55
viva le sonorità british e ancora complimentoni per la rece (sul disco però non mi pronuncio perchè se ho ben capito mmmmmmh insomma….vabbèh lasciamo perde va…. ;D)