Mer 28 Giu 2006
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In un appartamento di New York, Yuki Chikudate sta dormendo sdraiata sul letto. La televisione è accesa. Accanto a lei ci sono un mangiadischi, un microfono ed alcune foto in bianco e nero (insieme a delle polaroid a luci rosse). Sono foto della sua città; descrizioni dei più piccoli dettagli della Tokyo degli anni Novanta; nostalgicamente lontana da quella visitata da Bill Murray. Una volta sveglia, la cantante degli Asobi Seksu (”sesso giocoso”) mette un 45 giri nel mangiadischi, si mette a sedere sul letto, prende il microfono con fare sensuale, ed inizia a cantare, metà in inglese e metà in giapponese, cambiando registro con la facilità in cui nei vecchi cartoni giapponesi si cambiava scena. Improvvisamente, le strade tranquille e silenziose, attraverso le quali Ataru Moroboshi tornava a casa da scuola, si colorano delle luci al neon psichedeliche e dream-pop dei Cocteau Twins (”Strawberries”). Gli sbalzi di umore della sua voce riflettono ora la malinconia finale di Hokuto No Ken, con Blondie di spalle, col vento che le muove il vestito, al posto di Lynn (”Goodbye”); ora la sensualità di Fujiko (Lupin III) mentre faceva la doccia - e i nostri ormoni di adolescenti impazzivano - e, improbabilmente, ascoltava i Radio Dept. più elettrici (”Strings”); ora la confusione noise rock di una battaglia di Jeeg Robot d’acciaio (”Red Sea”). Una volta finito di cantare, Yuki si affaccia alla finestra e respira a pieni polmoni l’aria della Grande Mela. Ha i capelli sulla fronte bagnati dal sudore. Gli anni Novanta sono sempre più lontani; la sua casa è dall’altra parte del mondo. Ma Citrus, il secondo album della sua band, è un lavoro prorompente: è un allegro e nostalgico - a volte rabbioso - tentativo di unire la sua infanzia nipponica al suo presente negli States, senza venire a compromessi - soprattutto con se stessa. E’come sfogliare l’album Panini del pop-rock, aggiornato al 1990; o come se i My Bloody Valentine, tenessero un concerto al Cat’s Eye di Kelly, Sheila e Tati; naturalmente live, su Junior TV.
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Giugno 28th, 2006 at 18:47
La descrizione sembra interessante…ma dove li hai scovati???non li ho veramente mai sentiti…
Giugno 28th, 2006 at 18:56
Avevano già pubblicato un album, Asobi Seksu, che però non raggiungeva la qualità di questo secondo lavoro; sebbene facesse ben sperare. Comunque, te li consiglio caldamente…
Luglio 1st, 2006 at 13:07
a dire la verità non mi ha entusiasmato tantissimo! dopo un pò il cantato stufa! ma immagino che dal vivo siano assurdi!
Luglio 1st, 2006 at 15:03
Fossi in te, gli darei ancora qualche possibilità. Per quanto mi riguarda, l’ascolto dei dischi dipende anche dai momenti e dall’umore: mi capita che lo stesso disco, ascoltato in momenti/umori diversi, provochi in me diverse reazioni (positive/negative). Comunque, è solo un consiglio: non vorrei assolutamente recitare il ruolo del professorino che vuole insegnare qualcosa agli altri…
Luglio 3rd, 2006 at 23:45
in effetti è carino ma dopo un po’ stanca. la cosa più bella cmq è la grafica dell’album e del sito!
Luglio 4th, 2006 at 02:10
hO SENTITO L’ALBUM ED E’VERAMENTE BELLO!!!
Complimenti per averlo scovato!!
Luglio 4th, 2006 at 16:31
Grande album e ottima recensione…mi ricordano molto i Cocteau Twins…merita il cd originale!
Luglio 4th, 2006 at 18:22
Grazie a tutti per i commenti; e a Helmut e DefinitlyKevin per i complimenti: in effetti, si possono accostare sia ai Cocteau Twins, ma soprattutto ai My Bloody Valentine. Comunque, un album da avere.
PS Helmut e Helmutte sono la stessa persona???
Luglio 31st, 2006 at 17:47
Recensione fantastica, loro sono ormai sulla bocca di tutti. Album bellissimo non c’è altro da dire, non c’è un suono fuori posto e la voce è bellissima.