Mutt Ramon - Utterly Mutterly
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Codificazione dell’ampiezza d’onda e trasformazione in codice binario del proprio io. Tanti piccoli “1”, tanti piccoli “0”. Rallegrati figliolo/a: adesso hai anche l’ombelico digitalizzato.
Cos’è l’indietronica oggi? Come si classifica l’odore di Tommy Tapyr, ritratto sorridente in copertina? Scritto, registrato dai Mutt Ramon (al secolo Simon Lancaster e Neil Johnson) nella plumbea e corrotta Repubblica di Ramonia, questo disco è in buona parte, una soluzione ai vostri interrogativi. Esiste vita intelligente capace di incrociare Notwist, Pet Shop Boys e Kings Of Convenience? Nella Repubblica di Ramonia pare di si. “Some Day Soon” è il suono mattutino che non vorreste mai aver voluto ascoltare, perché riconoscete in quella melodia l’avviso dell’apocalisse fumoso per la vostra razza maledetta. “Strangers” vi fa tornare in mente Voltron, Devil Man (fantastico!), i paninari, le pianole, Pacman (fantasticissimo!) e i colori troppo luccicanti di un decennio ormai lontano anni luce dalla vostra fronte. “Derek Jarman’s Garden” è l’Irlanda sciolta e digitalizzata sottoforma di piccoli quadratini con addosso una melodia che di celtico ha anche i peli (rossi) sul petto. Violini, bassa qualità anche nelle parti pensate e non suonate e una leggerezza che finalmente vi farà tornare un bel ghigno elettronico sotto il sole estivo di questi mesi luminosi. |
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3 Luglio 2006 @ 11:07
Bella recensione. Del disco ne avevo sentito parlare (bene). Ma - per curiosità - vivevi a Calcutta o era solo una “finzione letteraria”? :’
3 Luglio 2006 @ 11:29
no ho vissuto da molte parti ma a calcutta mai…però non è escluso assolutamente che un giorno ci andrò davvero…sopo aver letto Shantaram mi sono fissato in modo esponenziale…tutt’è che metto da parte un gruzzoletto in caso volessi fare l’eremita per un po’… ;D
3 Luglio 2006 @ 16:13
Bene, recensione essenziale che pero’ contiene un bel po’ di informazioni utili alla causa. devo dedicare uno spazio della mia vita a questa band.Perchè il mondiale volge al termine e il mio tempo libero inizierà a farsi tragicamente vuoto.Non credo in luglio.Luglio, come detto da qualcuno qui, non è un mese.
passo e chiudo.
3 Luglio 2006 @ 17:57
Bella faccenda, questa si che mi sembra brava gente!
Si pare che ora l’indie si sia pure digitalizzato. In tema ultimamente mi sono capitati tali Psapp, gente di britannia che a giudicare dalle sonorità vive in una specie di supermarioland.
3 Luglio 2006 @ 18:06
Just, gli Psapp sono eccezionali! Penso tu ti riferisca all’ultimo The Only Thing I Ever Wanted. Nella mia personale classifica di Giugno, lo metterei al primo posto! Non vorrei esagerare dicendo che fino ad ora, per me è uno dei dischi dell’anno…E New Rubbers è davvero una bella canzone!
3 Luglio 2006 @ 18:56
Gran bella recensione! Per chi è interessato il cd dei mutt ramon è distribuito in italia da My Honey Records: http://www.myhoney.it/shop_mailorder.htm
4 Luglio 2006 @ 09:24
Minchia, li ho ascoltati solo di sfuggita Pam, i Psapp, mi sa che a sto punto dovrò approfondire…
4 Luglio 2006 @ 09:52
Già Pam mi riferivo prorpio all’ultima fatica del ridente duo britannico…disco molto figo “The Only Thing I Ever Wanted” che da qualche settimana rischia al recensione su Sullivan Street…
4 Luglio 2006 @ 10:13
Fran_pi_ e Just: è un disco che vale (sia l’ascolto che la recensione su Sullivan Street). Pur non essendo un patito di musica elettronica, la particolarità di questo disco mi ha proprio appassionato/catturato; tanto che ora mi voglio procurare anche i loro lavori precedenti.
4 Luglio 2006 @ 11:12
grazie paolo ;D!
i psapp?!? Boh…non mi sovviene nulla ohibò…cercherò…mi fido anche sta volta…