Gio 6 Lug 2006
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I marciapiedi ancora umidi; l’odore dei quarter-pound dei fast-food; l’aria che preannuncia la pioggia; lo spostarsi da un pub all’altro, da una pinta all’altra, in cerca di un po’di sollievo per la nostra solitudine; il camminare in una città (”The City”), Londra forse - ma potrebbe essere una qualsiasi città anglosassone (Cork?); le luci dei semafori, le macchine che passano e sembrano ferirci col rumore dei loro motori e la loro indifferenza. La nostra storia d’amore è appena finita (”It’s Over”) e cerchiamo un rifugio nella “musica ottimistica per tempi pessimistici” di Mike Milosh. Col suo secondo disco, Meme, il canadese di Toronto ci spinge a sospendere ogni azione e concentrarci su noi stessi: sui più piccoli rumori notturni della nostra insonnia, che hanno il suono dei Telefon Tel Aviv (”Couldn’t sleep”); sui timidi tentativi di ricominciare, sulle note di pianoforte di “I’m Trying”, che fanno pensare alla Barbara Morgenstern del recente The Grass Is Always Greener (”I’m trying”); sulla voce sensuale - che ci ricorda Goldfrapp - di avventure senza futuro, che non riesce a colmare il nostro vuoto (”You Fill Me”); e sul fatto che, ri-cominciare ad uscire dal rifugio à-la Four Tet della nostra stanza (”Playing With Yen”), e separarci dal nostro laptop, non è mai facile.
Meme consiste di undici tappeti sonori che tracciano, su una mappa esistenziale, il ritrovarci improvvisamente soli, attraverso segni di percussioni, scratch, piano e liriche semplici quanto ipnotiche; sono canzoni da ascoltare seduti sull’autobus o sulla metropolitana, per riposarci un po’ dalla fatica dell’esistenza. E anche se il rischio è quello di fermarci all’immobilità dei nostri pensieri, una volta finito il disco, riprenderemo a girare per la città con una grande gioia dentro. |
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Luglio 6th, 2006 at 12:26
vèri intresting!…mi piace questa elettronica esistenzialista!
Luglio 6th, 2006 at 22:35
very very interesting, ci stiamo lentamente avviando alla inizio ufficiale de “la grande stagione dell’ indie-tronica” !??!?!
se così fosse sono almeno contento che sia finita l’ondata revivalista-ruffiana new-new-wave.(con tutto il rispetto per chi già c’era e per chi l’ha fatto con innocenza)
Luglio 7th, 2006 at 07:37
ringrazio tutti per i commenti e mi associo a Fran_pi_ riguardo la new wave ruffianante-revivalista.
Novembre 18th, 2008 at 10:54
[…] Recensione “MEME” […]