Discography: MR. BRACE (Tafuzzy Records - 2003), SALVATE IL MIO MAGLIONE DALLE TARME (Tafuzzy Records - 2006)
Adesso che ho di nuovo i capelli lunghi, la barba incolta come i veri cantanti folk e sono secco come un eroinomane, questo disco mi calza alla perfezione. “Salvate il mio maglione dalle tarme” è un concentrato di controllata schizofrenia folk, registrato tra Savignano Sul Rubicone e Riccione ma la mia mente suda: la mia mente è down under in questo momento, sotto l’equatore. Mi ritrovo in questa cazzo di torrida giornata di luglio innamorato non poco di “Ruggine” e allora mi decido: telefono al signor Brace. Gli do appuntamento al bar antigravitazionale e di fronte a una buona dose d’assenzio lo affronto a brutto muso. Niente trucchi signor Brace, parole chiare, niente scorciatoie di comodo. Tanto per iniziare beva un altro sorso di sta robaccia…

Dica un po’ Signor Brace, si è poi comprato un cane “per preoccuparsi di fargli da mangiare”?

Vuole la leggenda che il signor Brace venne alla luce in data imprecisata insieme ad un cucciolo di lupo (cane-lupo naturalmente) ma che sua madre non appena quest’ultimo raggiunse la statura di 40 cm avendone una paura fottuta si rifiutasse di portargli le vivande necessarie alla crescita. Per il suo bene quindi si decise di donarlo a persone più coraggiose. Da allora il nostro Brace non ebbe mai più un cane tutto suo, anche perché, come dice la canzone, il nostro non ha neanche una casa tutta sua e preferisce non coinvolgere povere bestie in questo sventurato destino. Ad ogni modo il signor Lompa che suona le chitarre col Brace possiede una splendida bastardella dal pelo dorato che si chiama Margot, che possiamo considerare quindi a tutti gli effetti il cane ufficiale dei Mr.Brace.


Senta, io la vedo sempre passare sotto casa con questi strani oggetti di plastica in mano, ah ecco…ne ha uno anche in tasca, bene, ma non so niente di lei in fondo. Chi è lei veramente Mr.Brace?

Veramente, nessuno.
Falsamente si dice che io sia un signore di età incerta che vive nei pressi delle cascate del Rio Melo, di mestiere coltivo bottiglie di plastica nel tempo libero fumo sigarette ed ingarbuglio i pensieri.
Devo dirle che tutte queste cose moderne non aiutano la mia psiche già di per sé provata ed instabile e che spesso confondo i detti tramandatimi dai miei avi, con i nuovi slogan, i proverbi con le cose incomprensibili che sento in giro…ultimamente non ci capisco molto…anzi capisco poco e un po’ alla volta, saperlo sai, penso, sia ciò che importa…

Mi può dire chi sono i componenti del gruppo che porta il suo nome, dove vi siete incontrati e perché avete deciso di formare una band invece di aprire un chiosco di bibite a Riccione?
La famiglia dei Mr.Brace è, ora come ora, composta dalla signorina Alice, il buon Lompa, quel giovincello del Fi-low e l’inquietante Psico (anche se alla fine è buono più del pane col salame e il caffè).
Ci si è incontrati nel tempo, sai com’è, interessi comuni, strade che si incrociano, una certa propensione a venire emarginati dalla massa ed a quel punto ti guardi attorno e chi c’è va bene.
Non è più tempo per chioschi di bibite a Riccione, tutti vogliono solo schiacciarsi a vicenda nelle nuove disco in spiaggia dove poter muoversi è un lusso, figuriamoci andare a prendere qualcosa da bere…

Io non so, ascoltando il disco ho trovato tra le influenze un po’ dello scempio caramelloso che annacqua la mente di Bersani e Rino Gaetano (pace all’anima sua…), ah anche Relics dei Pink Floyd mi è tornato alla mente per qualche secondo (l’inizio di “Polvere”) o il folk U.S.A. anni ‘70 o anche l’approccio pop di Daniele Groff (si, lo so, forse sarà l’assenzio ma…), insomma lei mi può dire con precisione qualcosa di più sulle influenze musicali di voi benedetti ragazzi dai maglioni bucherellati?
Questa cosa di Daniele Groff talvolta ritorna, mio malgrado, penso sia una cosa dovuta ad una certa screziatura nella mia voce, non so e non voglio sapere!!! L’inizio di Polvere voleva essere una cosa tipo la colonna sonora di “Dead Man” ad opera di un dilatatissimo Neil Young ma c’è chi dice sia un plagio di un pezzo di Ligabue (fate un po’ quello che volete allora!!!). Rino Gaetano lo adoro ma non penso di avere neanche un quinto del suo talento ed importanza per il resto è l’America attraverso l’Italia, il tutto il meno rock possibile, grazie.

Senta Brace, si prego, fumi pure, tanto a me non da fastidio mica…mi può raccontare qualche episodio curioso che è capitato a lei e ai ragazzi, magari, non so, in tour?
La parola tour è una parola grossa, noi per ora si fa sporadici concerti, non ci lamentiamo, spesso sono bellissime situazioni ma altre meno, come l’ultima volta che abbiamo suonato cinque minuti dopo la fine della partita dell’Italia e il tifo in strada era più forte anche della chitarra di Lompa…e ce ne vuole! Episodi curiosi, vediamo…qualche mese fa un nostro amico ci chiamò a suonare nella vetrina del suo spazio espositivo, strana situazione, noi lì come manichini mentre oltre il vetro c’era solo gente piegata sul buffet a smandibolare…fortuna che abbiamo fatto una pausa ed in pochi secondi abbiamo reso chiaro a tutti cos’è la fame, metaforicamente parlando. Poco prima si era suonato in una località sperduta dove il gestore del bar e la clientela si rivelarono essere animisti e concludemmo la serata ascoltando stupefatti i loro racconti sui riti della Santeria mentre i cornetti gelato ci si scioglievano in mano. Concluderei con la performance al Marsigliese di Sogliano sul Rubicone: un altro mondo, altro che teste in fiamme! I ragazzi continuavano a fare avanti indietro al bancone del bar tornando al posto con cinque o sei bicchieri di birra alla volta, giocavano a biliardo, a calciobalilla, urlavano e schiamazzavano come forsennati mentre noi suonavamo ma al termine di ogni brano il silenzio era perfetto, tutti posavano il bicchiere ed applaudivano educatamente per poi ricominciare il fracasso non appena cominciavamo il pezzo successivo.
Consigliamo l’esperienza a chiunque.

So che vi siete esibiti al MIAMI di recente e XL di questo mese [il settimanale allegato di Repubblica] vi ha dedicato metà della pagina 102 (se non è precisione giornalistica questa cazzo!). Insomma, le cose pare stiano girando bene; qual è il vostro prossimo passo?
Continuare a suonare in giro se ci vogliono, magari al Sud (quanto ci piacerebbe!!!) ed incidere un altro disco che è ancora in fase di preparazione e che sarà probabilmente il terzo e conclusivo atto della saga…il tutto con molta calma. Siamo tutti in fase di prendere importanti decisioni per il futuro, tutto andrà, in qualche modo, come andrà.

Ma lo sa che da vicino sembra anche meno rugoso…ma qual è la canzone del disco a cui lei è più affezionato?
La canzone “Brace” che è nel disco precedente, tra le nuove non saprei…sa com’è, le ho scritte io e a lei quale piace?

A me piace moltissimo “Ruggine” (”La Ruggine non dorme mai/anch’io non molto/ e che pesci pigliare è un mistero irrisolto…/- Fantastico! Sembra nonsense ma è pura poesia…) ma anche “Io Chi sono”: mi scatena pensieri molto personali e intimi. Il testo mi rende inquieto ma lo adoro (Chi mi ha voluto adesso sa/ che se mi scegli e poi mi fotti/ io ti faccio male- il top!). Come è nata la canzone “Brace”?
L’ho scritta di getto quattro estati fa su un foglietto della Birra Weissteiner mentre apparecchiavo i tavoli della pensione di mio padre. Avevo in testa questa immagine della Brace (le teste in fiamme…) pensavo alle nuove situazioni, ai nuovi incontri ai quali non sai mai se abbandonartici o se mantenere il freno a mano tirato perché come lei saprà, spesso ciò che appare non è e quel che sembra un tornado spesso si rivela solo un soffio ma tant’è, mi chiamo Brace e come è noto basta anche un alito di vento perché il fuoco riprenda a bruciare come non mai…

Brace, io sono un ragazzo sensibile ai cambiamenti. Lei pensa che il vostro prossimo lavoro si discosterà dal sound di “Tarme”? Cioè, in futuro batterete la strada sicura per arrivare ad essere milionari oppure, magari, farà capolinea anche qualcosina di maggiormente “plugged in” o elettronico (”Casiotone” è un buon inizio mi sembra…)?
Tutto può essere, resti ben inteso che non è l’elettronico o l’acustico che interessa ma il risultato ed il sapore che ha…ecco, il sapore è quello che interessa e pur variando spezie ed odori speriamo che questo rimanga intatto. Inoltre non ho ancora mangiato e lo stomaco brontola quindi cambiamo discorso. Per quel che riguarda la strada sicura per arrivare ad essere milionari forse si confonde…sto controllando sul TuttoCittà ma non credo sia da queste parti, se per caso fosse dalle sue faccia sapere…

Mmmmmh no! Direi decisamente no…almeno per il momento. Senta, io adesso devo proprio andare, grazie per la chiacchierata, il conto al bancone ce lo smezziamo perché c’è crisi anche per noi giornalisti fascinosi…un’ultima cosa…ma lei ce l’ha un orticello per coltivare gli ortaggi?
Non ancora, ma sarebbe un ottimo happy ending per quel che mi riguarda, per ora gliel’ho già detto, coltivo solo bottiglie di plastica…vedesse come vengon su!!!
Non si sa più dove metterle.

Link:
Mr. Brace Official Site
Tafuzzy Records Official Site
Mp3:
Brace from the album “Mr. Brace”
Igloo from the album “Mr. Brace”
Little Implosion from the album “Mr. Brace”
Ruggine from the album “Salvate il Mio Maglione Dalle Tarme”
Salame from the album “Salvate il Mio Maglione Dalle Tarme”