TELEVISE
Song To Sing In A & E
Genere: shoegaze
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La leggenda vuole che i Televise si siano formati grazie al defunto Syd Barret, il quale avrebbe ispirato Simon Scott, ex Lowgold ma soprattutto ex Slowdive, a chiedere al batterista Nick King ed al bassista Alex Dowding di divenire membri del gruppo. I due accettano con entusiasmo e nel 2004 la band allarga il suo suono con l’ingresso della seconda chitarra di Jamie Armstrong. Con questa formazione i Televise producono un e.p. “Outside Out”, che già lasciava presagire un debutto di grande valore. Le speranze non vengono deluse e il 7 aprile di quest’anno la Club AC 30 licenzia “Song to Sings in A & E”. L’album è un lungo viaggio in 9 parti denso di carezze 4AD e riverberi Creation Records, di echi Telescopes e sognanti vapori Slowdive, luminosamente armonizzati dal “pygmalione” Simon Scott. Il sogno inizia ad avvolgerti alla terza traccia, “If I Told You”, trasportandoti in un universo di sentimenti che credevi di avere smarrito nei momenti più cupi ed intensi della tua vita, prosegue con il singolo “I Don’t Know Why”, denso di strabordante energia pop e si dilata nei vortici spaziali di “Smile”. Le rifrazioni Catherine Wheel della successiva “Underwater” colorano la notte di lucenti bagliori , non prima di rendere omaggio all’astro degli Ultra Vivid Scene con la cover di “Mercy Seat”. “Never Alone”, penultimo brano dell’album, conduce attraverso i quattordici minuti della sua durata ad una celestiale selva oscura di psichedelia imbevuta di umori Spiritualized per poi di abbandonarti dolcemente al soffuso commiato della conclusiva “Life On Mars”.
Se una delle principali finalità della musica (e dell’arte) è quella di donare emozioni all’individuo e non quella, ostinatamente imposta alle masse, dell’intrattenimento divistico che narcotizza l’animo invece di stimolarlo, i Televise assolvono a questo compito con pieno merito, regalandoci un sublime gioiello che, per quanto mi riguarda, è già di diritto ai primi posti della classifica dei migliori dischi di questo grigio 2006. P/s
Se amate questo genere di sonorità, fatevi un giro sul sito dell’etichetta Club AC30 e procuratevi la loro compilation “Never Lose That Feeling”e i loro e.p., composti da una miriade di meravigliose band dell’underground shoegazer inglese… |
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17 luglio 2006 @ 12:18
Fantastico !!! Lo sto ascoltando molto in questi giorni…Underwater è un gioiello…
17 luglio 2006 @ 12:25
Oh che bella cosa!…considerato che avevo perso di vista i Lowgold da un pezzo..e che i Catherine Wheel sono una delle mie band preferite dei 90ies!
17 luglio 2006 @ 12:38
I Catherine Wheel li conosco solo per aver ascoltato “Adam & Eve”, album niente male, anche se ho l’impressione che le cose migliori le hanno fatte in precedenti pubblicazioni…mi sbaglio ? qualche consiglio ? Soprattutto loro che fine hanno fatto ? So per certo che il cantante ha da poco realizzato un album solista…
17 luglio 2006 @ 17:00
Yes, Rob Dickinson il frontman dei CW è uscito con un dischetto solista per niente malvagio dal titolo “Fresh Wine for The Horses”.
“Ferment” e “Chrome” sono altri due ottimi album degli esordi dei Catherine Wheel, abbastanza in linea con lo shoegaze di quei giorni.
“Adam & Eve” in questo senso rimane il mio preferito perchè meno di genere, e un po’ piu di carattere quindi.
Poi ,de gustibus, in effetti è opinione diffusa che i primi due album siano i migliori
17 luglio 2006 @ 18:30
Si si , grandissimo album lo sto ascoltando parecchio anche io…
Devo dire che hanno superato di gran lunga l’altra metà dei Slowdive, i Mojive 3. Ciao
17 luglio 2006 @ 20:46
ho ascoltato qualcosina una volta forse dei cater.wheel ma non mi sembrava fossimo sulla stessa lunghezza d’onda…
24 luglio 2006 @ 17:34
cos’è lo shoegaze?
24 giugno 2009 @ 00:31
Lo shoegaze è un genere bello, tanto bello Bello e zuccheroso e spaziale.