Mer 19 Lug 2006
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Insomma ero dentro sto cazzo di centro commerciale e mi beccavo tutte le radiazioni della musica pop che uscivano dalle casse, gustandomi i primi sintomi di una precocissima Britneyspearsite quando mi vedo attorniato da un sacco di rugosissimi anziani. Ma erano proprio tanti e con la gazzetta rosa sotto al braccio. Tutti intenti a parlare del mondiale, di Moggi, della Juve e della pastina col dado Knor. C’era un donnone di 2,58×3,47 m che si stava incazzando di brutto con un tizio che suonava il clarinetto. Nella mia mente dopo un minuto è scattato il sistema di sicurezza temporaneo: Syd Barrett. A memoria cantavo “I Really Love You/And I Mean You/The Star Above You/Crystal Blue/Well Oh Baby My Hair’s On End About You..” poi mi sono svegliato col nuovo disco dei Razorlight talmente a palla che il cane si stava togliendo la vita sbattendo la testa a sangue sul muro: era andato col cervello. Del tutto. Easy listening e orchestralità, queste le priorità più urgenti per la seconda prova del gruppo di Johnny Borrell e soci. I Razorlight attualmente rappresentano come nessuna altra band inglese in circolazione il pop come deve essere suonato. Catchy ma non per questo banale fino ai minimi termini, cambi di ritmo, un tocco d’improvvisazione, melodie che funzionano davvero e non accenni di idee musicali lasciate a metà o sporcate dalle distorsioni e da dichiarazioni cocenti contro chiunque. Se il precedente “Up All Night” era servito a dare la sveglia e a far convergere migliaia di macchine fotografiche sul faccione pallido di Borrell, che tanto si divertiva nel frattempo a sproloquiare di questo e di quello, riuscendo anche a prendere sul muso una testata di Pete Doherty, questo lavoro omonimo punta solo ed esclusivamente al cuore di un certo tipo di musica e lo fa in modo differente dal debut. Se due anni fa i Razorlight erano sinonimo di camere d’albergo ridotte in maniera vergognosa, vestiti bucati, garage, pop, voce raschiante e concerti sudatissimi stavolta l’aria è cambiata in parte. Già dal brano scelto per aprire il disco (il singolo scelto per il lancio dell’album) “In The Morning” si capisce che le atmosfere sono meno tirate di quelle del disco precedente, lasciando intravedere addirittura un accenno di gospel (la coda del brano è tutto eccetto che “claustrofobica” come la compresisone garage degli ultimi anni ci ha portato ad intendere il rock’n'roll). Ecco allora il pop trascinante di Who Needs Love? che si stampa dietro al cervello e non si stacca più: mille battute di pianoforte e coretti gioiosi perfetti per l’estate. Oppure in primo piano i sentimenti verso una nazione, traditi da una canzone scritta di notte quando in tv o alla radio non c’è niente d’interessante (America). Spesso trasudano i Police e tutta un’atmosfera musicale che è storia e che ormai ha superato già da anni le barriere del tempo. Pulp e Smiths invece le influenze fondamentali di una canzone acustica come Kirby’s house (che nel testo riprende anche per un attimo In The Morning). La voce di Borrell nel disco non raschia più l’asfalto ma vola alta a prendersi dei toni che su Up All Night erano semplicemente impensabili. Ovviamente non è tutto oro quel che luccica. Infatti, di contro a tutte queste belle parole c’è il fatto che aprendo la gabbia di un sound che basava la sua componente d’impatto sugli accordi veloci di una gibson affilatissima e di un basso precision appuntito e penetrante, non c’è più la canzone che perfora i polmoni e irrompe di prepotenza. Niente più Golden Touch o Rip It Up insomma ma, piuttosto, un’insieme più sfumato di belle canzoni pop che sommate arrivano giusto giusto a 35 minuti risicati. Ma va bene anche così. Anzi, va a finire che dentro a sto pezzo tondo di plastica che gira ci ritrovi una nuova versione delle giacchette di pelle taglia super XS, dei jeans strappati e rattoppati con il nastro isolante nero e di tutti gli “stylish kids on a riot” a cui eri tanto affezionato qualche anno fa. La cosa non sembra affatto dispiacerti. Per un momento ti viene quasi voglia di ritornare a gridare al mondo che i “poliziottidi New York non sono poi così intelligenti”.
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Luglio 19th, 2006 at 12:45
Mi chiedo, con aria spaesata e con sguard interrogativo: perchè pur leggendone e sentendoli nominare parecchio, e visto che certe sonorità pop mi piacciono, io non li ho mai ascoltati? Interrogativo del mese questo.
Luglio 19th, 2006 at 13:49
Dai Sachiel, non preoccuparti…capita…
.
Comunque in generale se ho capito i tuoi gusti sono sicuro che possano piacerti, forse più il primo che l’omonimo…comunque se ti sei fidato per i track a tiger puoi anche comperarlo a scatola chiusa questo disco!!!
;D
Luglio 19th, 2006 at 14:30
Cavolo! Questa (bella) recensione mi spinge all’ascolto, prima che all’acquisto. Ma dai samples posso dire, finalmente un gruppo che fa buona musica poppeggiante. Concordo con i richiami ai Police. Saluto tutti di ritorno dalle vacanze a Praga. Quesito finale: ora ripongono delicatamente gli asciugamani sul letto delle loro camere d’albergo? Prima, si fregavano le saponettine e tutto il resto?
Luglio 19th, 2006 at 16:22
Cazzo Pam, beato te che vacanzeggi. Ma il secondo a sinistra è Giov !??!?!!?
P/s
Sapete che venerdì alle 9 e 54 sono diventatto babbo di Enrico ???
Volevo condividere l’esperienza con tutto dummies !!!
Luglio 19th, 2006 at 17:04
Davvero?????Auguri!!!!!!!E poi la scelta del nome…..è pressochè perfetta. Anche io chiamerei un figlio cosi’, se non mi chiamassi Enrico pure io pero’.
Luglio 19th, 2006 at 17:10
Intanto le canzoni che ho ascoltato qui mi sono piaciute moltissimo.potrebbe essere uno dei miei dischi dell’estate questo.
Luglio 19th, 2006 at 17:48
Congratulazioni al Babbo…congratulazioni a Giov per la rece…congratulazioni a Sachiel per l’autostima…congratulazioni anche a Pam per le vacanze.
Congratulazione anche ai Razorlight per il nuovo album mi sa e sicuramente per essersi lasciati alle spalle certe pose che tutto sommato servivano più a finire sui giornaletti che a fare musica.
Nel frattempo, in mancanza di meglio, sull’onda dell’entusiasmo collettivo mi congratulo con me stesso per aver appena finito la rece dei Film School.
E mo la spedisco.
Luglio 19th, 2006 at 18:21
Complimenti a tutti.
Luglio 19th, 2006 at 19:19
Auguroni a te e alla tua consorte; e benvenuto al piccolo Enrico!
Luglio 19th, 2006 at 21:16
Veramente un bel disco. Il primo è spettacolare ma anche questo di certo non si butta via nulla. Tutto fa brodo, un buonissimo brodo…:D
Luglio 19th, 2006 at 21:30
Giov è sempre il numero dei dummies-recensori, questo è certo. Sto disco invece mi lascia un pò basito..una versione sbiadita di Ocean Colour Scene e cantautoriato statunitense…lo dovrò ascoltare meglio, ma sono sicuro che non lo farò mai in continuazione come Up All Night…
Luglio 19th, 2006 at 22:04
Mi sono procurato il idsco e l’ho già decretato uno dei miei dischi deell’anno.Punto.
Luglio 20th, 2006 at 08:15
Scusate se non ho risposto ai vostri lusinghieri nonchè ipercalorici commenti ma il mio computer in questi giorni sciopera per tutto…se vi racconto cosa devo fare per riuscire a beccare la linea telefonica “buona” con tele 2 (sempre in attesa di una cazzo di adsl da ormai 10 giorni…) non ci crederete mai…ve lo giuro…ma fa ridere i polli perciò non lo scrivo.
Dunque…vedi sachiel? Ormai ti conosco come le mie tasche!! ;D adesso passa anche ad Up All night che è un po’ più ruvido e a me piace leggermente di più (ma voi lo sapevate che nel testo di “Vice” sul primo album c’è il numero di telefono cellulare di Borrell e i fans lo hanno massacrato di telefonate per due anni?)
Pamelio…idem…sono contento che ti piaccia! Grazie per i complimenti alla rece…adesso aspetto la tua sugli okkervil però ;D
FRAN_ io e te ci siamo detti tutto per telefono ma ribadisco i miei migliori auguri (io l’avrei chiamato in un altro modo…non so…boh…voig…o che ne so…boh…anche ivo g non è male…però dai…anche enrico va bene credo!!!)No no tranquillo Fran non sono io nella foto: adesso il mio look attualmente è alquanto piratesco con codino pizzetto orecchini e altre robacce (ma senza benda sull’occhio…). Oh, piuttosto…parliamo di cose serie…me li hai spediti i dischi? TI sono arrivati i miei?
Just grazie…ricambio i complimenti e mi congratulo anch’io cone te perchè insomma prendere in giro sempre sachiel con stile non è cosa da tutti i giorni!
bene adesso credo che potrò finalmente far fermare i lcriceto che corre nella ruota e che da l’elettricità al computer per funzionare… .
Charles…quando minchia torni che dobbiamo scambiare? Ho ancora la lacuna vacante dei dirty pretty things che mi chiama dal profondo!!!
Helmut hai ragione sul fatto che sia leggermente inferiore al debut (ma se prima era una buona probabilità per un gruppo adesso è consuetudine fare il secondo leggermente sottotono al primo, vedi strokes, libertines, brmc, vines, franz ferdinand che però a me facevano già cagare a spruzzo nel primo, ecc ecc…). Non condivido il paragone con i pessimissimi ocean colour s. ma lo rispetto perchè mi sembra che tu sia un bravo ragazzo in fondo!!! ;D
Luglio 20th, 2006 at 10:26
tornando ai film…..ciò ripensato e oltre ai miei già citati:
-la mia vita a garden state
-le avventure acquatiche di steve sizzou
sottoscrivo le citazioni di axel e astar, nell’ ordine:
-NOI ALBINOI
-I TANENBAUM
-LA 25° ORA
e aggiungo:
-BIG FISH
-IN AMERICA (non so perchè ma i film che parlano di padre e figlio mi commuovono sempre)
-UNA STORIA VERA
solo per rimanere negli ultimi anni….
ciap
Luglio 20th, 2006 at 10:27
ah, devo portarti i DPT! spero di ricordarmene…cmq torno domenica, e non oso immaginare alla roba che sarà in commercio tra le nostre luride mani…penso proprio che lunedì mattina alle 7 staremo già smerciando…:D
Luglio 20th, 2006 at 15:19
si…probabile… .
:D
Luglio 20th, 2006 at 20:57
ah…simpatico siparietto stamattina caro il mio Charles: stavo recandomi al lavoro indossando una fantasticissima camicetta Hawaiana con i fiori tropicali psichedelici su fondo celestino (una cafonata che neanche nei peggior film anni settanta…) e bermuda di jeans rigorosamente auto tagliati, quando sono passato di fronte alla farmacia dove lavora tua madre, allorchè, scorgendo il viso familiare che scrutava da dietro la cassa al di fuori ho osato un forse troppo avventato “AHO’…GRAZIA, TE PIACE ‘SSA CAMICETTA?!?”, tua madre con fare molto Cambridge che la contraddistingue spesso ha cacciato un urlo “FAI SCHIIIIFO!!!” a quel punto una signora che stava per salire in bici è quasi caduta per terra dalle risate e non si riprendeva più. Ho replicato con un cordiale “Grazie, anche tu” e sono andato a sgobbare. Ma col sorriso, per lo meno!
)
Luglio 20th, 2006 at 23:45
Io ho una visione insolitamente monocromatica del circo, a metà tra Wenders e “All I Want is You” degli U2. Bianco e nero insomma. Molto romantico.
Lavori in un circo per caso Giov?
Luglio 21st, 2006 at 07:45
no, non potrei mai…ma hai mai visto lo sguardo dei cammelli dietro le rimesse delle roulotte parcheggiate di fianco al tendone? Come potresti lavorare con quello sguardo all’ingiù…?
…ma poi…che cosa cavolo c’entra il circo adesso?
e comunque le avventura acquatiche di zissou è uno dei film più brutti in assoluto che abbia mai visto in vita mia…e ho speso pure 2 euro per affittarlo a suo tempo!!!
Luglio 21st, 2006 at 09:43
Credo che le Avventure Acquatiche sia un film mostruosamente esilarante ma solo per chi alle scuole elementari era costretto a vedere in Terapia Ludwig due volte a settimana i terrificanti documentari di Folco Quilici. Duravano circa 56 ore a puntata in cui l’unico movimento di camera possibile era quello involontario dovuto ad una qualche distrazione del cameraman. Eccitante quanto fissare un acquario insomma.
Era la descrizione della tua camicia che mi aveva fatto venire in mente certi look circensi.
Luglio 21st, 2006 at 21:01
ho n altra camicia che metto solo in occaisoni veramente trashissime e che se la vede jack white me la frega in un secondo…dire country è dire poco fratello!!!
…però non mi capita di avere tutto sto coraggio da indossarla più di un paio di volte l’anno…
Luglio 22nd, 2006 at 01:29
che siparietto! sei il peggio!:) però diciamo che se la tua descrizione abbigliamentistica si avvicinava anche un tantino al reale mamma tutti i torti non ce li aveva eh…:PPP
Luglio 22nd, 2006 at 08:03
ma dai…ma che senso della moda avete??? Uno la moda se la fa da solo no…. ;D
Luglio 22nd, 2006 at 09:25
Beh ok, vengo identificato in genere per la mia ceelbre collezione di magliette nere e jeans masticati…
Però per gli Eventi Mondani dell’Anno (che io distribuisco a mio insindacabile giudizio in periodi & momenti casuali dell’anno) sfoggio la parte psichedelica del mio armadio dove una camicia di Giov temo che rischierebbe quasi di passare per anonima….
Luglio 22nd, 2006 at 20:42
….si ecco qua…adesso tutti vorrebbero competere con le mie camicie….porca miseria quando avrò l’adsl apriremo un meeting fotografico sui nostri abiti e, allora si, vedremo realmente chi è campione regionale di trash.
Luglio 23rd, 2006 at 12:35
hey! le mie camicie non sono trash…al limite giusto un po’ psichedeliche!
Se ci tieni particolarmente ti cedo da subito a tavolino il gradino più alto del podio nel campionato del trash…deh!hi! eh!oh!oh!
Luglio 24th, 2006 at 07:55
…ma perchè [cazzo n.d.r.] nelle mie rece dopo tre post si comincia a discutere su tutte le peggiori stronzate che riempiono il globo terrestre tranne che della musica recensita?!?!?
…maledetti….
:]
Settembre 6th, 2006 at 00:00
I heard America on the radio about 3 weeks ago and i was stuned by it, and i’ve been trying to find a release date ever since and i finally stumbled upon it. So i thought i’d inform you guys.
Razorlight really do have an amazing song on thier hands this time, this one is much slower than “In the morning” and is much more subtle, but it still creates an amazing sound. The beginning of the song is fantastic and it really does hook you to listen to the rest of the song. Although its called America and goes on about there’s panic and trouble in america my mind goes to all those in 3rd world countries suffering and stuggling to survive. This song has a lot of meaning behind it and because it doesnt specify the trouble several things work about in my mind.
The chorus really is fantastic, it sends shivers down my spine. Razorlight really have begun to shine again in my eyes with this release.
A very good song in my eyes.
But i’d love to hear your opinions on this song, you can stream the song here http://hype.non-standard.net/track/137649 and then post your opinions…
Gennaio 17th, 2007 at 12:54
[…] “Per un momento ti viene quasi voglia di ritornare a gridare al mondo che i “poliziottidi New York non sono poi così intelligenti”. ( Indie For Bunies ) “With a vocal style reminicent of Bob Dylan and David Byrne, Borrell expertly paints a picture of a young lad enjoying the perils and pagentry of success.” ( Indoor Fireworks ) […]