THOM YORKE
The Eraser
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“Più tenti di cancellarmi e più io appaio”.
Questo non è un disco. Questa è la realtà. Più fate finta che la realtà non esista e più lei vi schiaccia e vi rincorre fino a bucarvi la schiena da dietro. Più fate finta che quel pomeriggio dell’11 Settembre di cinque anni fa non è successo niente e più le urla di chi l’incubo l’ha vissuto in prima persona non vi faranno dormire la notte. Più continuerete a parlare di calciopoli e più le sirene di Haifa vi scoppieranno gli organi interni. Le immagini dei bambini che scappano con le bocche piene di sangue non le devi evitare, perché, in parte, fanno parte della stessa merda che ingoi ogni giorno anche tu. Potere e solo potere, la gente è un numero. Tu che leggi e io che scrivo siamo allo stesso modo solo dei piccoli segni su un codice a barre. La realtà: hai lo sguardo fisso sul computer per troppe ore al giorno, non dormi molto bene, sei stressato e piuttosto pallido, i potenti fanno strani giochi e tutti sono spiati manco fosse un videogame. Thom Yorke queste cose le canta da un decennio: si è partiti da una semplice constatazione delle cose per arrivare alla paranoia più totale. Questo disco è reale. E’ inchiodato alla realtà di oggi. E’ un buon disco, niente di eccessivamente miracoloso: dietro tutto c’è sempre Nigel Godrich ed ecco quindi che molte delle cose presenti nel disco suonano come una costola di KidA o di Hail To The Thief. Tappetini di elettronica “felpata”, bit continui e ritmati come il battito delle vene e quella voce che si lamenta da sempre per qualcosa che gli ha provocato strani pensieri di notte. Diciamoci la verità e non facciamo troppo i ruffiani: nessuno sentiva veramente bisogno di un disco-solista di Thom Yorke, tanto più se suona così Radiohead di ultima generazione, però è anche vero che di personaggi con un occhio malato e con un cervello rivoluzionario che urlano in faccia alla realtà che fa più schifo di un incubo, non ce ne sono molti altri in giro. Rimetto da capo “The Clock” e ipotizzo una data ben precisa per la fine del mondo. |
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25 Luglio 2006 @ 10:38
Diciamo pure se uno non vuole perdersi in cerca delle sfumature è un nuovo disco dei radiohead a tutti gli effetti. Il che non significa che Thom Yorke è i Radiohead, indubbiamente è una figura chiave evvabbè, ma significa anche che senza i Radiohead Thom Yorke non avrebbe fatto questo disco solista. Cmq alcune sono tracce/demo che già orbitavano nei live della band…si vede che il giorno che bisognava registrare il resto della band era in vacanza.
Cmq alla fine per me che sono da anni in attesa del Grande Lampo è ovvio che Thom Yorke sia una figura di culto.
25 Luglio 2006 @ 10:39
Condivido in pieno che “nessuno sentiva veramente bisogno di un disco-solista di Thom Yorke”; e soprattutto che “hai lo sguardo fisso sul computer per troppe ore al giorno, non dormi molto bene, sei stressato e piuttosto pallido” (non mi interessano i potenti). Ho i file di The Eraser sul media player da qualche settimana e non mi decido ad ascoltarli. Spero di decidermi prima della fine del mondo…
25 Luglio 2006 @ 11:58
Cazz, il tempo di passartelo e già l’hai recensito…bomba! Le 3 stelle sono piu che giuste, nè mezza di meno neè mezza di più.
25 Luglio 2006 @ 12:14
Mi associo a Giov e Pam, non sentivo neanche io il bisogno di un disco solista di Thom York. mi aspettavo qualcosa di più sperimentale e di più vicino a KidA. Invece mi ritrovo un dischetto che una summa di tutta l’elettronica che si ascolta ora, niente di originale… originalità che invece mi aspettavo da uno come Thom, non i Radiohead ma un classico lavoro alla Godrich.
Aspettiamo il nuovo Radiohead !!!
P/s la foto è da 5 stelline.
25 Luglio 2006 @ 13:08
Sul fatto che nessuno ne sentisse il bisogno siamo tutti d’accordo, senza nulla togliere al fatto che la musica di Yroke sia tutto fuorchè vacua.
Il problema di fondo è che i Radiohead si sono chiusi in una spirale, credo abbastanza involontaria, di hype per cui ogni nuovo disco deve essere necessariamente più “strano” del precedente. Cmq non voglio finire per postare qui la mia recensione di Eraser che sto finendo per Sullivan Street..ehehe…cmq le capocce di radio sono sempre argomento di disquisizioni filosofiche …
25 Luglio 2006 @ 13:53
eh eh caro il mio charles…qui si fanno le cose in maniera professionale! ;D
comunque tra i dischi che mi hai passato il migliore è sicuramente l’ultimo dei kashmir…davvero una bella chicchetta… .
State attenti ragazzi…l’apocalisse è più vicino di quanto pensiate…mettete al riparo i dischi.
25 Luglio 2006 @ 14:00
si ma Giov…dì la verità… “Più tenti di cancellarmi e più io appaio” è una citazione di Andreotti?
25 Luglio 2006 @ 20:47
no.
Di Carraro.
;D
27 Luglio 2006 @ 16:03
Individuando nel nostro sito una pericolosa minaccia per le vendite del suo album solista e non semplice, disinteressato promotore di tale produzione, Mr. Thom Yorke ha vestito le odiose spoglie del “The Eraser”. In mattinata l’etichetta che rappresenta il cantante dei Radiohead ci invita, con una mail dai patetici toni “avvocateschi”, a rimuovere gli mp3 dell’album THE ERASER, prospettandoci rognose vie legali qualora non lo facessimo. Io (e spero di riflettere il pensiero di tutto lo staff di indiefordummies ma in generale l’idea di tutti gli amanti di musica indie), mi faccio ricche risate ed elimino i file incriminati, convinto una volta di più che il nostro lavoro di divulgazione di musica indipendente e non soggetta a mere logiche di denaro, sia oggi più che mai fondamentale.
27 Luglio 2006 @ 16:11
Di seguito la mail che abbiamo ricevuto da Thom Yorke o da chi per lui gestisce le sue composizioni :
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4. Infringed Artist : THOM YORKE
5. Infringed Title : “The Eraser” (ALBUM)
6. Infringing Activity : MP3 DOWNLOADING
7. Infringing Web Address : http://www.indiefordummies.com
8. Infringing File Location :
http://www.indiefordummies.com/indie/Mp3/thom%20yorke%20-%20the%20eraser.mp3
http://www.indiefordummies.com/indie/Mp3/thom%20yorke%20-%20the%20clock.mp3
9. Signature : Deborah Sykes on behalf of Web Sheriff Limited
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ERASER” (hereinafter referred to as the “Masters”), together with the
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Yours faithfully,
Deborah Sykes
for and on behalf of
WEB SHERIFF
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27 Luglio 2006 @ 16:41
ma se uno gli dicesse VAFFANCULO! anche se sono inglesi, lo capirebbero lo stesso?
Non capisco una cosa: i file che indiefordummies rende disponibili per l’ascolto, non sono gli stessi che si possono trovare sul sito della label o della band in questione? E se sì, allora che violazione sarebbe? Ma non sarà una presa per il culo di qualcuno che - come me - non ha niente da fare? Tempo fa c’erano delle email che sarebbero state mandate da una sorta di polizia postale…
Fosse per me, non solo eliminerei i file; ma non gli recensirei più nulla: tanto, come abbiamo avuto modo di vedere, il disco poteva anche risparmiarselo…
Se dovesse mai venire in Italia, propongo una “giubbata” ai suoi danni, da parte dello staff di indiefordummies…
27 Luglio 2006 @ 16:49
e anche due stelline in meno…anzi, due e mezzo!
27 Luglio 2006 @ 17:18
Anche io mi faccio una risata (come axel) ma ricca di amarezza, stiamo assistendo alla FINE delle CASE DISCOGRAFICHE (as we know it). Volenti o nolenti la musica sta cambiando radicalmente e le attuali modalità di guadagno delle case discografiche non funzioneranno più. Basti pensare che è ancora in auge dai tempi di Elvis un meccanismo di copyright per cui il cantante è poco + che sfruttato dalla label. Cazzo, ci vendono musica come se fosse un oggetto fisico piuttosto che un servizio !!!! Chi compra Britney Spears non compra musica ma un brand: compra un po del suo culo, del suo fisico , del suo sex appel…
Pensate un CD costa più di un DVD, nonostante la tecnologia del dvd sia superiore, i contenuti pure (solo la colonna sonora è 1/50 del tutto) e le persone che ci hanno lavorato (attori, macchinisti, truccatori…) molte di più. Com’è possibile??? E poi ci danno dei ladri se scarichiamo, fanno le vittime fanno la parte dei DERUBATI !!! “Sostini gli artisti” dicono; dico io: comincia a sonstenerli tu Mr. EMI!!!
Purtroppo questi SIGNOROTTI DISCOGRAFICI dovrebbero capire che si stanno fottendo con le loro mani, il PEER_TO_PEER è solo la riprova che la MUSICA non è mai stata così VITALE come ora, CHI SEGUE DUMMIES LO SA!!! Perdio dateci ciò che vogliamo dateci la musica siamo dispostissimi a pagarla, ma basta PRESE PER IL CULO. I negozi chiudono i ciddì si vendono solo nei centri commerciali, sottocosto per attirare i clienti e sapete quanto incide la vendita di dischi in un mega store? Lo 0,01%!!! Capite quindi che è solo un modo per attirare clienti: il maggior venditore di ciddì non trae un reale profitto da questa vendita (questo passaggio sarà cruciale). TRONY potrebbe eliminare i cd dai banconi anche oggi, non ne risentirebbe e inegozi di dischi intanto chiudono strozzate dai prezzi di TRONY= CASE DISCOGRAFICHE OLD STYLE SIETE APPESE AD UN FILO, dipendete da un amante che può benissimo far a meno di voi. Mi dispiace davvero, penso soprattutto a labels che hanno fatto la storia, ma credo che queste potranno adeguarsi….
“THE TIME THEY ARE A-CHANGENG” , presto la musica sgorgherà libera (magari a costi fissi mensili, ci guadagnerebbero tutti), INDIE FOR DUMMIES non cambierà il mondo (musicale) ma è una piccola PICCONATA AGLI ARGINI cui la musica è ancora costretta.
con speranza verso il futuro: FRAN_PI
27 Luglio 2006 @ 18:01
mha…a me sta storia mi fa un po’ cagare….
Avvocati, o pseudo-tali, che scrivono e-mail praticamente minatorie, quando quello che ci si limita a fare su queste pagine è consigliare della buona musica…mha.
Poco importa ai nostri avvocatelli se lo si fa per passione e amore tutto questo, e se ogni giorno qui qualcuno trasmette il fervore e l’esaltazione che un disco gli ha procurato, cercando di condividerla anche con qualcun altro.
Praticamente irrilevante il fatto che è proprio attraverso un tale meccanismo che la gente conosce e quindi compra dischi!!!!
Speriam che tutto questo finisca; che, come pronostica Fran_pi, un giorno finalmente la musica sgorgherà libera.
Probabilmente la strada da perseguire è proprio questa, cioè quella che voi state tracciando, nella speranza che tutto cambi.
Utopico?
Forse.
Anzi, decisamente.
Ma checcimporta!
Continuate a recensire signori, continuate ad amare, a divorare dischi su dischi!
Continuate a ridere di queste brutte mail che arrivano, che così saremo un po’ tutti più allegri!
27 Luglio 2006 @ 19:27
Che la musica si sia liberata del limite e delle logiche di mercato del supporto fisico è un dato di fatto che anche il più fesso dei discografici sa. Perchè RIAA, etichette varie e ciance in tribunali vari restano i fatti concreti: le vendite dei dischi sono in discesa libera da qualche anno, Itunes Music Store a Febbraio 2006 in 3 anni e mezzo ha sfondato i due miliardi di download legali. Punto.
Fatto che è la conferma che oggi la case di distribuzione non hanno più motivo di esistere. Anche quelle di produzione considerata la qualità dei strumenti di home recording attuali hanno gli anni contati. Mi affitto una sala di registrazione, mi pago un producer che spacca se voglio e fine. Distribusico e vendo da web, da casa, con una connessione a banda larga e lo stesso portatile con cui magari ho mixato i primi demo. Ad un prezzo irrisorio oppure gratis se mi và. Che poi è il proposito dichiarato di George Michael che per divergenze artistiche con la sony se n’è dovuto stare 5 anni a bocca tappata costretto a poter realizzare solo singoli. Vedremo se concretizzerà.
Ora considerato che certe storie le so io che sono un fesso qualsiasi, mi pare quantomeno probabile che qualche multinazionale che si porta sul groppone un intero reparto marketing abbia già maturato qualche sospetto per non dire certezza in merito. E’ altrettanto ovvio però che mungeranno la vacca fino all’ultima goccia prima di decidersi a perdere il potere che hanno sempre avuto su un mercato che, sob! come ci dispiace, non è più loro.
Per la cronaca questi sono discorsi che Frank Zappa, uno che con le etichette ci ha sempre litigato, faceva nel 1978.
Sulla presunta crisi poi del mercato discografico più che archiviarla come la bufala del millennio non c’è molto da dire. In realtà il fatto è che le label discografiche sono diventate multinazionali prosperando sul file sharing, quando ancora si chiamava “te registro na cassetta”. Il vecchio Just è venuto su in ere in cui di dischi ne avevi 15 comprati a creste e coleltte con i cugini e per il resto si scambiavano cassette di amici degli amici, si registrava dalla radio e via dicendo. Crisi mondiale? Macchè la Virgin Records tanto per fare un nome nel frattempo si comprava anche una compagnia aerea e una industria alimentare, mettendosi a fare concorrenza non al fornaio sotto casa ma alla Coca Cola.
Io sono il primo a voler pagare la musica, ma sono anche il primo ad oppormi alla speculazione che fanno le major. non mi piace farmi fregare.
Due tracce messe online, ad una bassa risoluzione audio tra l’altro neppure lontanamente comparabile con quella del cd in vendita, in un contesto promozionale nei confronti dell’artista e dell’etichetta stessa dato che viene pure esplicitamente citata credo che in nessun modo possa danneggiare l’artista.
Per quanto riguarda Thom Yorke, con cui ho avuto anche una bella chiacchierata informale da un finestrino di un pulmino qualche anno fà a Boston, non credo sappia neppure nulla di tutte ste beghe legali. Ha fatto il suo disco e basta…del marketing e della pubblicazione dei contenuti sul web credo che effettivamente non siano materia sua.
Magari portato a conoscenza dei fatti sarebbe il primo a dirci - mandateli a fare in culo -
E avrebbe pure ragione.
27 Luglio 2006 @ 21:07
Tutto ciò è grandioso!!!
Il crollo del sistema.
Neanche lo sanno ma anche loro trasudano paranoia, propri ocome volevo far intendere nelel righe della recensione.
Io domani vado all’anagrafe e li costringo a cambiarmi il nome in Tyler Durden.
Ho deciso.
p.s.
ma se il disco fosse stato veramente un grandissimo disco di quelli epocali cosa sarebbe successo? Adesso Moulder e Scully mi starebbero cercando nei pressi del Gran Canyon?
27 Luglio 2006 @ 21:09
ah…e mi vado anche a tatuare “mo te registro na cassetta” sul braccio!!!
28 Luglio 2006 @ 08:53
28 Luglio 2006 @ 08:54
..Ho vinto qualcosa per “il commento più minimalista 2006/2007″ ?
6 Gennaio 2007 @ 14:56
[...] “THE ERASER” review on INDIE FOR BUNNIES [...]
17 Gennaio 2007 @ 17:49
[...] “THE ERASER” review on INDIE FOR BUNNIES [...]