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Codificazione dell’ampiezza d’onda e trasformazione in codice binario del proprio io. Tanti piccoli “1”, tanti piccoli “0”. Rallegrati figliolo/a: adesso hai anche l’ombelico digitalizzato.
Cos’è l’indietronica oggi? Come si classifica l’odore di Tommy Tapyr, ritratto sorridente in copertina? Scritto, registrato dai Mutt Ramon (al secolo Simon Lancaster e Neil Johnson) nella plumbea e corrotta Repubblica di Ramonia, questo disco è in buona parte, una soluzione ai vostri interrogativi. Esiste vita intelligente capace di incrociare Notwist, Pet Shop Boys e Kings Of Convenience? Nella Repubblica di Ramonia pare di si. “Some Day Soon” è il suono mattutino che non vorreste mai aver voluto ascoltare, perché riconoscete in quella melodia l’avviso dell’apocalisse fumoso per la vostra razza maledetta. “Strangers” vi fa tornare in mente Voltron, Devil Man (fantastico!), i paninari, le pianole, Pacman (fantasticissimo!) e i colori troppo luccicanti di un decennio ormai lontano anni luce dalla vostra fronte. “Derek Jarman’s Garden” è l’Irlanda sciolta e digitalizzata sottoforma di piccoli quadratini con addosso una melodia che di celtico ha anche i peli (rossi) sul petto. Violini, bassa qualità anche nelle parti pensate e non suonate e una leggerezza che finalmente vi farà tornare un bel ghigno elettronico sotto il sole estivo di questi mesi luminosi. |
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Luglio 2006
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Lun 3 Lug 2006










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