Ven 4 Ago 2006
Neapolis Festival (Napoli 14/07/2006) - dEUS ~ Eels ~ The Robocop Kraus ~ Baustelle
Posted by Sachiel under INDIE LIVE
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dEUS Discography: WORST CASE SCENARIO (1994 - Polygram), MY SISTER MY CLOCK (1995 - Island), IN A BAR UNDER THE SEA (1997 - Polygram), THE IDEAL CRASH (1999 - Universal), POCKET REVOLUTION (2006 - V2)
Eels Discography: BEAUTIFUL FREAK (1996 - Dreamworks), ELECTRO-SHOCK BLUES (1998 - Dreamworks), DAISIES OF THE GALAXY (2000 - Dreamworks), SOULJACKER (2001 - Dreamworks), SHOOTENANNY (2003 - Spin Art), BLINKING LIGHTS AND OTHER REVELATIONS (2005 - Vagrant), WITH STRINGS: LIVE AT TOWN HALL (2006 - Vagrant) The Robocop Kraus Discography: INFERNO NIHILISTIQUE 2000 (1999 - Swing Deluxe), TIGER ON DAY (2001 - After Records), LIVING WITH OTHER PEOPLE (2003 - After Records), THEY THINK ARE THE ROBOCOP KRAUS (2005 - Epitaph) Baustelle Discography: SUSSIDIARIO ILLUSTRATO DELLA GIOVINEZZA (2000 - Edel), LA MODA DEL LENTO (2003 - Venus), LA MALAVITA (2005 - Warner) |
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Per chi ama un certo tipo di musica, lontana dalle playlist di Mtv e delle radio commerciali, non è facile vivere a Napoli, città in cui la carenza di concerti interessanti si fa sentire tutto l’anno o quasi.Perchè alla fine con il Neapolis Festival qualcosa di buono ci esce sempre, anche se restiamo lontani anni luce dalla qualità dei festival del resto d’Europa.
Edizione 2006 condizionata dalla defezione improvvisa di Morrissey, che avrebbe dovuto essere l’headliner della serata del 14. Gli organizzatori, non essendo riusciti a trovare un rimpiazzo, hanno semplicemente dimezzato il costo del biglietto e allungato le esibizioni degli Eels e dei Deus, e alla fine non ci è andata affatto male. Pomeriggio nemmeno troppo caldo visto il periodo, tiepido esattamente come la prova dei Baustelle. Lo ammetto, non sono un’estimatore di questa band, ma oggettivamente, la loro esibizione è stata piuttosto scialba e penalizzata ulteriormente da un’acustica insufficiente che rendeva incomprensibile le parole cantate e allo stesso tempo infastidiva con i suoni delle chitarre troppo alti. Verso le otto di sera è toccata ai Robocop Kraus, band tedesca sconosciuta ai più, me compreso, che ha proposto la solita miscela di suoni wave anni ‘80 danzerecci. Niente di nuovo, ma devo dire che sono stati abbastanza divertenti e coinvolgenti nell’oretta scarsa di esibizione, risvegliando gli animi intorpiditi dalla precedente esibizione dei Baustelle. E poi, quando il sole era abbondantemente calato dietro l’orizzonte,gli Eels salgono sul palco ed ecco il concerto che non ti aspetti. Per chi li conosce potrebbe non essere stata una grossa sorpresa e per chi invece non li conosce il tutto deve aver dato un’idea forse sbagliata di quella che è la musica del signor E. Insomma, un concerto rock’n'roll, con le chitarre al massimo e pezzi sempre molto tirati in versione quasi punk. Uno stravolgimento delle atosfere intime che su disco permeano molti loro brani, ma soprattutto un’attitudine agli antipodi del precendete tour con il quartetto d’archi . Dall’incedere dell’iniziale “Saturday morning” si è subito capito che il concerto avrebbe preso una piega molto rock, in perfetto stile lo-fi, con la voce leggermente gracchiante e distorta e le chitarre rumorose pestate a sangue. Peccato soltanto per la totale assenza di brani di “daisies of the galaxy” gioiello pop della band che avrebbe forse cozzato con l’impostazione generale dell’esibizione. In chiusura una splendida e divertente cover di Frank Sinatra(that’s life) che si unisce ad altre reinterpretazioni di brani altrui tra cui un pezzo di Iggy Pop (Rock Show) e uno di Tom Waits (Jesus Gonna Be Here).Unica nota stonata, a mio avviso,la scomparsa di Everett dal palco durante “Not ready yet” già tirata per quasi dieci minuti, e in seguito improvvisata a lungo dagli altri tre membri della band,portando un pò alla noia e spezzando il ritmo di un concerto tiratissimo. I Deus concludono degnamente una bella serata di musica rock, con un set solidissimo e rumorosissimo tratto per metà dal loro ultimo lavoro Pocket Revolution, e per metà dai loro vecchi successi, ed è qui che i fan della band belga si sono entusiasmati maggiormente. Tom Barnam conquista tutti e subito, la band sembra in splendida forma nonostante si lamentino per un pò di caldo (in realtà era una serata abbastanza sopportabile per noi abituati a ben peggio), e ci hanno accompagnati fino a notte quasi inoltrata a causa di qualche ritardo nei cambi palco. E siamo giusto in tempo di dare un’occhiata al dj seti di Tiga che ha fatto ballare tutti fino a tarda notte, quando però, stanco e appagato per una giornata di splendida musica rock ero già a rigirarmi nel letto tra sogni acustici e confortanti. |
| Link: dEUS Official Site Eels Official Site The Robocop Kraus Official Site Baustelle Official Site Mp3: dEUS - Serpentine (live at Dranouter) dEUS - Instant Street (live at Dranouter) Eels - Last Stop This Town (live at Elysee Montmartre, Paris, 2003) Eels - I Want You (live in Groningen, 1998) |



Agosto 4th, 2006 at 13:01
I gruppi di questo festival non mi attirano più di tanto (i Robocop Kraus, come te, non li conoscevo), tranne i Baustelle che - a quanto pare - non hanno dato una bella prova. Però, a me piace molto il primo album, Sussidiario illustrato della giovinezza; e soprattutto il secondo, La moda del lento. L’ultima loro fatica invece, la malavita, mi lascia un po’di amaro in bocca: in questo caso infatti, il passaggio ad una major ha significato un lavoro iperprodotto che ha perso in spontaneità e freschezza.
Agosto 4th, 2006 at 13:15
Io con i baustelle ho un problema insormontabile:detesto la voce maschile.Per cui non li digerisco bene, pur ammettendo che molti arrangiamenti non sono affatto male.
Agosto 4th, 2006 at 15:21
sachy, detesti la voce maschile die baustelle o la voce maschile in genere ?
Agosto 4th, 2006 at 16:31
I Baustelle a me piacciono moltissimo, anzi il primo è il secondo album mi hanno fatto impazzire, e il terzo pure mi è piaciuto molto.
Dal vivo li ho visti almeno 4\5 volte, ma mi sembra che la dimensione live li svilisce parecchio, non sanno stare molto sul palco, interagiscono poco col pubblico e, non capisco perchè, non fanno molte delle loro migliori canzoni.
Insomma secondo me vanno giudicati su disco, dal vivo diventano abbastanza mediocri…
Agosto 4th, 2006 at 16:44
Non sopporto la voce maschile dei Baustelle ovviamente. Ragazzuoli, visto che lunedi parto, ad agosto qui si continua come al solito?
Agosto 4th, 2006 at 20:55
…si caro sachiello…noi ci facciamo il culo per tirare la baracca!!!! NOI!!! ;D
GIOCHINO DELL’ESTATE (mi raccomando fatelo tutti…)
Andate su google.it e poi sulla sezione immagini, scrivete nel campo la parola devendra e indovinate la prima foto che appare chi immortala insieme al nostro caro folk-amico sudamericano barbuto???
…ok riconosco che indossare la maglia dei Razorlight quella sera non era molto a tema…ma i capelli…..eh…Robert Smith mi faceva una pippa!!!!
Agosto 4th, 2006 at 22:48
Giov, nel mio cuore ti stagli sempre più in alto, te lo devo dire.
Non so chi tra i due sia il più enigmatico, forse solo Devendra il pirata dei mari del sud.
Agosto 5th, 2006 at 08:03
ahahahahahahhaha. Grazie
La parola “stagliare” mi è sempre stata simpatica, non la usa mai nessuno!!!
Agosto 5th, 2006 at 12:25
L’ultima volta che ho usato la parola “stagliare” è stato a woodstock 99 quando dopo circa 50 minuti di fila sono riuscito ad entrare in un ambitissimo cesso chimico. Era agosto e faceva tipo 40 gradi. Beh ecco, c’era qualcosa che si stagliava verticalmente nella penombra perlacea del suddetto cesso. E non era niente di umano…Lovecraft l’avrebbe definita una struttura folle dalle geometrie non euclidee…Kubrick il sacro monolito nero…
Beh, oh…no, ok non ve lo dico come l’ho definito io..niente di così poetico…
oh l’avete aperto voi l’argomento…
Agosto 5th, 2006 at 12:49
Un dirigibile marrone senza ne elica e timone?
Agosto 5th, 2006 at 13:20
e freud coem l’avrebbe definito? il parto malato di una fase anale ancora insuperata?
Agosto 5th, 2006 at 13:25
Ecco a cosa penserò, da ora in poi, quando leggerò-scriverò-sentirò il verbo “stagliare”. Da oggi la mia vita non sarà più la stessa…
Agosto 5th, 2006 at 13:40
io l’avrei chiamato “web sherif”…non so voi… .
Agosto 5th, 2006 at 13:47
Riccardo Staglianò è un web-giornalista della primissima ora, ha cofondato la … Lo sguardo di staglianò si sofferma sui problemi legali e deontologici del …
la vita di quest’uomo non sarà più la stessa…..
Agosto 5th, 2006 at 13:48
Mi vado a stagliare al mare, saluti carissimi a tutti…
Agosto 5th, 2006 at 13:55
stagliati anche per noi !!!
ma perchè non diciamo a sto cazzo di web master di metter una chat visto che i commenti ormai sono praticamente in presa diretta ?????????
Agosto 5th, 2006 at 21:05
evviva lo staglio.
Agosto 5th, 2006 at 21:16
Ciao, sono Staglioni Ennio, volevo dire che i vostro sito è veramente bello assai, si staglia alto nel web internazionale.
Agosto 6th, 2006 at 10:14
Se esiste Ennio Staglioni, Paris Hilton è vergine.
Ragazzi sono seriamente preoccupato.
Da noi stessi intendo…
Agosto 6th, 2006 at 10:20
Ehi Just eravamo quasi incontemporanea io e te qui sopra…rilancio l’idea della chat stagliona.
Agosto 6th, 2006 at 10:26
saluti mattutini a tutti. Sì, la chat mi sembra una buona idea: però mi preoccupa il fatto che possano risentirne i commenti alle recensioni…
PS io ieri mi sono “stagliato” al concerto dei Baustelle; e senza bagno chimico…vabbè, basta: Just, hai ragione ad essere preoccupato per/da noi stessi…
Agosto 6th, 2006 at 10:58
se ENNIO riuscisse a dimostrare la sua esistenza, magari inviandoci la sua carta d’identità credo che diverrebbe automaticamente il nostro idolo.
Io una volota mi sono “stagliato” in una capannina di paglia e fieno sul monte sinai, erano le 4 del mattino, era freddo, era buio (il buio vero) ed avevo la dissenteria. Pessima esperienza, ma molto indie credo.
P/s
ieri mio figlio si è stagliato mentre gli facevamo il bagnetto. l’acqua di rimini era cristallina a confronto.
Agosto 6th, 2006 at 12:29
no no…ci ho ripensato l’idea della chat non mi piace più…troppo meschina…troppo sudaticcia…tutti lì appiccicati a dire stronzate a ripetizione…dovrei quindi progettare l’omicidio di Just dopo soli due giorni. Lasciamo stare.
Io spesso mi staglio quando mangio la pizza o le melanzane alla parmigiana. Il bagno di casa mia diventa leggermente meno sacro del monte Sinai.
Vorrei tanto sapere quando si staglia Axel a questo punto che fa tanto il sostenuto… .
Agosto 6th, 2006 at 14:23
Io mi staglio sempre senza problemi, a meno che viaggiando non cambi qualcosa.Ma dopo pochi giorni di ambientamento riesco di nuovo a stagliarmi da vero campione. e con questa vi saluto, almeno fino a domenica, domattina parto, e spero davvero di riuscire a stagliarmi come so. Mi raccomando non deprimetevi troppo qui senza di me.
A domenica prox.
Agosto 6th, 2006 at 17:08
Fran lungi da me assumere le vesti dell’educatore, ma secondo me non è salutare che tu abbia già insegnato a tuo figlio a stagliarsi in così tenera età.
Giov a parte che una volta da bambino sono morto due volte, quindi l’omicidio non è una soluzione risolutiva nel mio caso…ormai sono diventato un idea, come Cheguevara, Elvis, Cobain, Pippo Baudo…se dovessi crepare sarebbe peggio ancora mi ritroveresti su magliette e accendini per tutta la vita. Peggio che mai…
Uno dei miei sogni nel cassetto quando ero giovane & bello era crepare soffocato dal vomito come ci ha insegnato Hendrix, possibilmente in un motel di periferia. Purtroppo sono assolutamente incapace a vomitare, motivo per cui ho sovuto rinunciare al mio progetto di diventare una Rockstar.
Il pensiero di Sachiel che si staglia nelle incontaminate distese scandinave mi è di grande conforto. Almeno credo…
Secondo me Axel si staglia con una tale dedizione e continuità che non ha certo tempo di venire qui a perdersi in inutili commenti.
Credo che a questo punto dovremmo scrivere a 4 mani un pezzo di taglio molto lo-fi..dai molteplici piani di lettura ovviamente..che si intitoli “Stagliati contro il Cielo” ovviamente.
Agosto 7th, 2006 at 07:40
mi comincia a venire da vomitare.
(per me non ci sono problemi nel riuscire a farlo…).
Agosto 7th, 2006 at 08:13
Just, capisco cosa intendi: io ho provato la stessa cosa quando ho realizzato che sono troppo villoso per andare in giro con una canottiera o per farmi un tatuaggio sul braccio. Per il vomitare, anch’io non ci riesco (riuscivo) mai. In compenso, non ho nessun problema a “stagliarmi contro il cielo” anche tre volte al giorno…Giov, adesso ce la fai a vomitare?
PS Giov, cercavo informazioni sui Kent e mi sono imbattuto nella tua recensione di hagnesta hill: non è che anche tu, come Just, sei o ti stai trasformando in un’idea?
Agosto 7th, 2006 at 12:17
aaaahh hagnesta hill…che bei ricordi!
Buonissima band quella dei Kent…se solo si decidessero a pubblicare più dischi in inglese… .
Si…beh in effetti mi sto smaterializzando un bel po’ da qualche anno a questa parte.
…mmmmmh bella parola “smaterializzare”…….
…dovrei forse smaterializzarmi più spesso???
Ma voi dove vorreste smaterializzarvi?