BAUSTELLE – Live @ Effetto Venezia (Livorno, 05/08/2006)
Genere: concerti
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Discography: SUSSIDIARIO ILLUSTRATO DELLA GIOVINEZZA (2000 – Baracca e Burattini/Edel), LA MODA DEL LENTO (2003 – Mimo/Venus, LA MALAVITA (2005 – Warner/Atlantic)
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Da Montepulciano a Milano ci vogliono più o meno quattro ore: si imbocca l’autostrada dal casello Valdichiana e si continua dritto fermandosi, ogni tanto, a rubare negli autogrill, per sentirsi Alain Delon. Ma dai borghi della provincia senese ai palcoscenici della musica nazionale, il viaggio sembra essere molto più lungo e complicato. I Baustelle l’hanno percorso in tre tappe, in una sorta di viatico da predestinati, che li ha visti passare dalle feste di fine anno del Liceo A. Da Sangallo e dalla Festa della Birra di Acquaviva di Montepulciano, ai palchi dei vari Rolling Stone, Vox Club, ecc. in un estenuante quanto gratificante (e remunerativo) tour in giro per lo stivale.
La band si presenta pressochè puntuale davanti alla folla che si è radunata intorno al palco concerti di Effetto Venezia, manifestazione annuale dell’omonimo quartiere labronico. Francesco Bianconi sembra Neil Hannon dei Divine Comedy, con un vestito leggero grigio e una camicia scura. Rachele Bastreghi è più casual, con un top e i jeans che avrebbe indossato un sabato sera qualunque, per andare al vecchio Blues pub di Chianciano. Insieme agli altri membri della band (Claudio Brasini, Claudio Chiari), anche Ettore, il fratello del cantante. Poche parole, un “Ciao Livorno” prima di cominciare il concerto. Ma chi si aspettava una musica buona per guardare le stelle, inizia ben presto a stropicciarsi gli occhi e ad aguzzare le orecchie, davanti ad un attacco folgorante che, pur conservando la struttura delle canzoni originali, le dilata, le amplifica, con un’attitudine da “cane rabbioso” che sfiora quasi il noise. La “rivoluzione all’interno della forma canzone” dei Baustelle, dal vivo, è questo concentrato di chitarre elettriche e distorsioni, accompagnato dal suono ripetitivo ed ipnotico di basso e batteria, che fa ondeggiare persino chi ha i bambini sulle spalle; persino me che, in uno slancio di follia – io che sono piuttosto riservato e schivo – ho sentito l’irrefrenabile bisogno – fortunatamente represso – di lanciarmi oltre le transenne e salire sul palco, per chiedere l’autografo ad uno che è, praticamente, mio coetaneo (devo preoccuparmi?); ma, soprattutto il piccolo, ma rumoroso, gruppo di fan che, alzando al cielo le bottiglie di Chianti, invocavano ora “Gomma” de Il Sussidiario, ora lo “Ye-Ye” de La Moda del Lento. Unico contrappasso al movimento della folla, l’impassibilità del cantante che, in posizione leggermente obliqua, muove praticamente soltanto le bocca e, svogliatamente, pizzica le corde della sua chitarra. Comunque, nell’ora e mezzo di concerto, i Baustelle riescono a far cantare e ballare praticamente tutti: i bambini che hanno occupato – solo per curiosità – le prime file; ma anche le coppiette in cerca d’ispirazione per il loro amore; così come gli adulti stempiati che non li conoscevano; e i vari turisti e marinai che avevano fatto scalo nel porto toscano. Nel fresco sabato sera livornese, “Detriti, frammenti, citazioni” vengono riassunti nella colonna sonora del “male di vivere” universale, una sorta di prigione da film gangster-noir degli anni ‘60-’70, dalla quale sembra impossibile uscire; un treno di canzonette per chi il suo lo ha già perduto: “Sergio” il matto del villaggio, il bandito donna di “Revolver”, il suicida de “I Provinciali”, l’illuso di “Un romantico a Milano”; ma anche chi ha visto deluse le speranze dell’adolescenza (“Le Vacanze dell’83″ e “Martina”). Nel cielo nuvoloso di Livorno, per una sera, non c’è nessun gabbiano a fare alzare gli occhi al cielo; non ci sono stelle da guardare, ma soltanto il verso di un corvo che, intorno alla mezzanotte, scende sul palco a (mal)augurare il riposo. |
| Link: Baustelle Official Site Mp3: |
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19 agosto 2006 @ 00:19
Mah…mi fido di te Pam, ma i dubbi sugli ultimi Baustelle, specie dal vivo, sono più che ma vivi e presenti…almeno nelle ultime due volte in cui li ho visti io negli ultimi mesi…cmq i due pezzi sono della Moda Del Lento….:-)
19 agosto 2006 @ 08:31
ti capisco, Helmut: per quanto mi riguarda, i miei dubbi si concentrano sul versante studio – in particolare, sulla “direzione” intrapresa con La Malavita: una album che non ho amato particolarmente, al contrario dei primi due (soprattutto La Moda Del Lento).
19 agosto 2006 @ 10:27
paro paro a te…
19 agosto 2006 @ 12:14
A me La Malavita è piaciuto molto, anche se dal vivo quest’anno non ho ancora avuto modo di vederli. Complimenti per il blog, costante fonte di informazione
19 agosto 2006 @ 15:31
Grassie, grassie…
19 agosto 2006 @ 19:35
Ringrazio anche io (che tu sì e io no, Helmut???).
Blutarsky: Per quanto riguarda La Malavita, non voglio dire che è un album “brutto”; ma che avrebbe potuto essere “meglio” – forse – se avesse seguito la falsariga dei due lavori precedenti…
20 agosto 2006 @ 11:46
Secondo me ha dei pezzi che sembrano assist di Maradona, e altri che – al contrario – assomigliano a ciofeche alla Gattuso. Forse è questo il problema.
20 agosto 2006 @ 14:20
No, la Malavita secfondo me è un ottimo album, ce ne fossero così in Italia…ma il fatto è che fare un altro album come Il Sussidiario o la Moda Del Lento era impossibile…
1 settembre 2006 @ 18:59
li amo…sono la mia vita…
quella che mi è piaciuta di più è stata la malavita e il sussidiario forse perchè li conosco di più!!!
ma li amo troppo… lunedì vado a vederli e se svengo sarà per la gioia!!!
10 luglio 2008 @ 10:28
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