Mar 22 Ago 2006
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Vorrei dedicare questo pezzo di scrittura implosiva (oltre che al mio amico Thom Yorke) a quel ragazzotto che un giorno mentre lavoravamo insieme discutendo di musica mi disse “Secondo me gli Aerosmith ròmpon’i'cul’a tutt’!”.
“Come con una cannuccia mi bevi l’anima” scriveva Anna in Russia e io già m’immaginavo infilzato all’altezza dello sterno da un grosso tubo alla cui estremità due labbra succhiavano con gusto. “Lo straniamento è la chiave di molte cose in letteratura” mi insegnavano, con il solo risultato che il più delle volte a stranirsi ero io: mi rifugiavo, per lo più, dentro la musica perforante di qualche indie band sconosciuta e arrabbiata con l’universo. Potevano benissimo essere i Cosmetic. Poteva benissimo essere questo album. Non è un uscita recente ma mi piaceva l’idea di recuperare qualche emozione di questa buona produzione indipendente per preparare il terreno ad un terzo album che tra poco vedrà la luce. Atmosfere romantiche, ipnotiche, alternate a un muro ruvido di rabbia che sembra provenire direttamente da Seattle. La soffice realtà scomposta per ricucire insieme tutti i pezzi dell’amore (Phon) o la semplice acquisizione delle immagini del quotidiano raccontate in modo veloce e distorto (Oggi nevica). Distorsione, pianto, contusione. Dolcezza, rimpianto, evoluzione. I Cosmetic se vogliono sanno graffiare. Buon segno. “Un filo di voce sottile e incapace” ma ben consapevole di covare ancora troppa rabbia per smettere di corrodere. |
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Agosto 22nd, 2006 at 13:41
eh giov!!!
Eh giov!!!
Semplicemente commosso da questo recupero inaspettato ed, a modestissimo mio parere, più che meritato.
All’epoca dalle nostre parti (giusto un pelo dietro alla Riviera Romagnola più selvaggia) questo dischetto macinava parecchi Km sulle autoradio delle nostre macchine scassate e sovente ci si fermava la notte, alla fine di una strada, prima di farsi inghiottire da ettari ed ettari di terre coltivate a strimolire dal freddo, ingurgitare ed espellere fumo e guardare le stelle.
Questo dischetto era la colonna sonora…e fu allora che qualche pazzo, sicuramente annebbiato dalla birra di troppo o qualche altro miscuglio, abbozzava tra l’ilarità e la derisione degli altri, l’idea di provare a mettere su una piccola etichetta indipendente…ridete ridete pure!
L’inizio della follia, della causa persa, dell’utopia che brucia e si fa ideale, verremo derisi per sempre o forse no…ma chi se ne importa…per ogni Rise c’è sempre un Fall!!!
Agosto 22nd, 2006 at 20:20
giov, ma sei tornato (o è il tuo ologramma che continua imperterrito a scrivere recensioni…)? comunque, se ci sei, batti un colpo…o fatti sentire sul messenger.
Per quanto riguarda i Cosmetic, mi sembrano un gruppo molto valido che si inserisce, almeno a giudicare dai samples, in un certo filone rock-italiano tradizionale. Comunque - davvero - canzoni molto valide e appassionanti. Complimenti a loro e speriamo di sentirne parlare sempre più, in un futuro non troppo lontano…
Agosto 23rd, 2006 at 07:35
“L’inizio della follia, della causa persa, dell’utopia che brucia e si fa ideale, verremo derisi per sempre o forse no…ma chi se ne importa…per ogni Rise c’è sempre un Fall!!!”
Astar…lo straniamento misà che sei tu in persona…altro che Anna Achnàtova!!!
Pamello..si ci sono ci sono…è solo che di sti tempi ce l’ho un po’ col mondo intero così evito di postare e commentare sotto le recensioni sapendo già che potrei risultare tutt’altro che simpatico…mi tengo tutti i pensieri accartocciati per le recensioni e basta così.
Ma non preoccuparti…leggo tutto!!! ;D
saludos.