Ven 1 Set 2006
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| Discography: HOTEL TIVOLI (Aiuola - 2004), NON VOGLIO CHE CLARA (Aiuola - 2006) |
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La copertina di quest’intervista potrebbe essere “l’istantanea di una vita che aspetta la propria occasione, per troppo tempo seduta ai tavoli anonimi di un Caffè o nelle fredde stanza di un Hotel”. Ma l’occasione di fronteggiare il destino, di non arrendersi ad un “mondo triste, che pensa solo al denaro” può essere la pubblicazione di un album (eponimo). Di questo e di altro ancora, di Pavese e Boll, di Bacharach e Divine Comedy, dell’amore e delle sue conseguenze, abbiamo parlato con Fabio De Min, vocalist dei Non Voglio Che Clara.
Benvenuto su Indiefordummies, innanzitutto. Potresti spiegare brevemente “la componente femminile, l’esclusività, la negazione e la volontà” che contiene il vostro nome? E’ poco più di una scusa per trovare un senso ad una cosa che non ne ha. Quel nome era una frase letta da qualche parte che solo in seguito ci ha portato a qualche riflessione. E abbiamo capito che ci piaceva proprio perché può nasconde vari risvolti, si può piegare a diverse interpretazioni.
Mi sembra che il vostro albo precedente abbia risentito più direttamente dell’influenza di Bacharach, penso soprattutto al brano “ Hotel Tivoli ”e a “ Il Nastro Rosa “, mentre in “ NVCC “ le componenti più esplicitamente pop del vostro suono tendano maggiormente verso una forma cantautoriale forse talvolta meno accessibile, ma altrettanto ricca di fascino ( e qui mi viene in mente la splendida “ Ogni Giorno Di Più “ ) . “ L’Oriundo “ dimostra, “ una volta di più “, la vostra capacità di narrare in musica drammi individuali trasportandoli in una dimensione collettiva. Il sogno, le speranze, le lotte per raggiungere i propri obbiettivi del giocatore che arriva in Europa per fare fortuna sono, tutto sommato, le stesse che prova l’artista che si esibisce sul palcoscenico ogni sera e insieme quelle dell’innamorato che riflette sulle “ pene d’amor perdute “. In un certo senso la figura dell’ “ Oriundo “ mi ricorda quella di Antonio Pisapia, il calciatore protagonista dell’” Uomo in più “, esordio cinematografico del regista Paolo Sorrentino. C’è la stessa intensità nel tratteggiare il dolore solitario dell’individuo che lotta con la realtà per affermare i suoi desideri. Mentre però il personaggio del film, disperato per i suoi continui fallimenti rinuncerà a vivere, nell’ “ Oriundo “ come nella maggior parte delle vostre canzoni, mi sembra ci sia più un’amara rassegnazione, quasi una “ semplice “ constatazione della complessità della vita che la volontà di gettare la spugna o compiere gesti estremi. La musica “triste” è il riflesso di un mondo in cui “si pensa solo al denaro”? Un mondo in cui tutti “abbiamo perso qualcosa per strada”? “ Cary Grant “ è per il sottoscritto la migliore canzone di “ NVCC “, perché nei riferimenti all’hitchcockiano “ Notorius – L’amante perduta “ e ad “ Hannah E Le Sue Sorelle “ c’è a mio avviso tutto l’universo dei Non Voglio Che Clara. La difficoltà dell’amore, le inspiegabili direzioni che esso prende, le sue infinite capacità di rendere la vita bellissima o infernale o addirittura di toglierla ( come accadrà al nazista innamorato di Ingrid Bergman ). E la musica. Quando Cary Grant fa ascoltare una “ canzone d’amore “ alla Bergman, appena conosciuta, mezza alcolizzata e con la fama di mangiauomini senza sentimenti, lei gli risponde sprezzante che “ le canzoni d’amore mi fanno solo ridere “. Ma l’amore, deriso per paura più che per reale convinzione, le salverà la vita. Così come gli eventi di cui saranno protagonisti i personaggi del film di Allen li porteranno a raggiungere la felicità che desideravano, non senza dolorose sofferenze, ripensamenti, abbandoni e riconciliazioni. In pratica, tutto quello che racconti nelle tue canzoni. Dopo tutte queste citazioni cinematografiche è inevitabile chiederti quanto il cinema sia importante nella tua vita. Quali sono i tuoi registi preferiti e perché? Come mai hai scelto di incentrare la poetica di NVCC quasi esclusivamente attorno all’amore e le sue conseguenze? Anche se io vi avvicinerei più ai Perturbazione, sovente siete accostati ai Baustelle, un gruppo di cui ho amato profondamente i primi due album, ma che negli ultimi tempi non nascondo che mi stia lasciando un po’ perplesso. Li ho visti dal vivo almeno tre volte negli ultimi mesi( l’ultima all’arena La Palma a Roma insieme a voi e Offlaga Disco Pax ) , ma ogni live mi è sembrato più fiacco del precedente, come se questa furiosa volontà - che non condanno, sia chiaro, ma su cui mi viene da riflettere - di farsi conoscere il più possibile attraverso i concerti, provochi una comprensibile mancanza di energia del gruppo. In più ci si è messa la discutibile scelta di suonare al Festivalbar, una platea che non ha veramente nulla in comune con le storie di adolescenza torbida e dolce violenza del gruppo di Montepulciano ma è piuttosto alla ricerca di facili emozioni impacchettate e pronte all’uso… Comprendo che per un musicista la visibilità sia una cosa molto importante, ma ha senso cercare di suonare ovunque e dovunque a scapito della qualità delle proprie performance o in luoghi dove non credo possano trovare molti estimatori? La domanda esula dalle scelte dei Baustelle, ovviamente. Vivendo tra i tavoli di un Caffè e le camere di un Hotel, non avete un poco “nostalgia di casa”? Quali gruppi stai ascoltando ultimamente? Cosa consiglieresti ai lettori di indiefordummies? Ami molto il soul e le sonorità sixties quindi…e per quanto riguarda autori e bands più recenti?Personalmente trovo che la musica dei NVCC abbia dei punti in comune con gente come Divine Comedy, Richard Hawley, i primi Belle & Sebastien e certi compositori francesi come Yann Tiersen e Benjamin Biolay… Prossime date dal vivo? Che aspettative hai riposto in “ NVCC “? Pensi che il disco possa avere una buona diffusione anche al di fuori del circuito indipendente? Ma il sogno di “vivere” solo con la vostra musica resta inarrivabile nei tuoi pensieri o intimamente credi ci possa essere qualche possibilità? P.S. : intervista scritta a due mani da Helmut & PaMeLlO |
| Link: Non Voglio Che Clara Official Site Aiuola Records Official Site Recensione “NON VOGLIO CHE CLARA” su IndieForDummies Mp3: Le Paure from the album “Hotel Tivoli” Cary Grant from the album “Non Voglio Che Clara” Festa N.4 from the compilation “Doppelganger” |



Settembre 1st, 2006 at 12:27
…intervista a dir poco perfetta per il contenuto, i riferimenti precisi e domande mirate al massimo. Si vede che a voi due sto gruppo piace proprio un casino, poi è già è un bel che ne parlate qui sul sito…
dico la mia comunque: nelle interviste ho sempre diffidato al massimo di chi mi dice “Negli ultimi mesi ho seguito poco le nuove uscite quindi mi affido ai soliti…” e poi elenca una serie di nomi rispettabilissimi, anzi, venerabilissimi, ma legati a decenni e decenni fa. Insomma, io credo bisognerebbe anche guardasi in giro per vedere ciò che c’è di bello oggi (per poi scoprire che c’è veramente poco di bello oggi…ma l’importante è il percorso cavolo…non la conclusione…).
Vabbèh…ho scritto due stronzate adesso sto a posto per un altra settimana.
ciaxxx.
Settembre 1st, 2006 at 13:48
Davvero una gran bella intervista.per allacciarmi al discorso di Giov, io in generale diffido dalle persone che quando ti parlano dei loro ascolti ti sfornano quei 5-6 nomi di band di 30 anni fa. Se ti piace la musica non riesco a credere che tra le miriadi di band moderne non ce ne sia una che ti piace. Revivalisti quanto volete, ma è impossibile.Il discorso si fa piu’ grave ancora quando sono dei musicisti che ti rispondono così. Io parto dal presupposto che se fai musica ti viene naturale curiosare in giro per vedere se c’è qualcosa di buono.Così nella musica come in tutte le altre passioni. Vabè discors ampio, profondo, lungo.Troppo.
Settembre 1st, 2006 at 14:07
concordo con entrambi…cmq l’intervista è mia e di PAMELLO!!!
Settembre 1st, 2006 at 14:19
Eppure la cosa è frequentissima Sachiel. Di tutti gli artisti che intervisti (sto parlando basandomi ovviamente solo sulla mia limitata esperienza personale) puoi star sicuro che un buon 70% dice di non fare troppo caso a quello che c’è in giro al momento, alle nuove correnti musicali, alle nuove tendenze del rock (che poi siano pura invenzione plastificata di marketing o veramente interessanti questo, già si è detto, è un capitolo a parte che non riguarda il discorso…) e che “piuttosto rispolvero i vecchi vinili di gruppi come…”. Boh…rimango perplesso soprattutto quando poi nei dischi delle persone intervistate che mi rispondono così trovo tracce evidentissime di spunti sonori moolto attuali (o riportati alla ribalta proprio in quel periodo dell’intervista) e tutt’altro che “vintage”.
Settembre 1st, 2006 at 15:34
Intervengo, perchè l’argomento è interessante, oltre a riguardarmi in prima persona.
Innanzitutto è sbagliato pensare che chi fa musica abbia sempre un approccio derivativo/emulativo di qualcos’altro. Nel rapporto fra attore e spettatore, il meccanismo del trovare rimandi e somiglianze riguarda più lo spettatore, che necessita di codificare determinati input.
Gli ultimi dischi che ho acquistato sono stati “Goat” dei Jesus Lizard, “Drum’s not dead” dei Liars e “Gipsy punks” dei Gogol Bordello. Paradossalmente, trovo poco interessanti Richard Hawley o i Belle And Sebastian, proprio perchè vi sono delle assonanze con quello che faccio. Un pizzaiolo difficilmente si fa scorpacciate di pizza.
Inoltre nei periodi in cui mi occupo di musica in maniera intensa preferisco distrarmi con altre cose. E quando scrivo, cerco di isolarmi da quanto sta in giro per non esserne influenzato.
Il motivo per cui solitamente le risposte alle domande sugli ascolti deludono le attese si spiega quindi in maniera banale, e immagino altrettanto deludente. : )
Fabio
Settembre 1st, 2006 at 16:53
ciao Fabio…thanks per la partecipazione alla discussione…dunque: “Innanzitutto è sbagliato pensare che chi fa musica abbia sempre un approccio derivativo/emulativo di qualcos’altro” mi pare di non aver detto questo e se ho fatto capire questo me ne scuso sin da ora…io mi riferivo solo al fatto del non comprare-farsi prestare-cercare-(altro) musica nuova, cosa che mi sembra di capire invece tu abbia fatto di recente e mi sembra anche tu abia optato epr ottimi dischi!!!
“Nel rapporto fra attore e spettatore, il meccanismo del trovare rimandi e somiglianze riguarda più lo spettatore, che necessita di codificare determinati input” Niente di più sbagliato dal mio punto di vista, è un discorso troppo di parte: lo spettatore può avere benissimo molti più criteri-modi-spunti d’analisi migliori di casomai sta su un palco. Non c’è una percentuale ma di certo non si può generalizzare su quest’argomento. Ripeto in my humble opinion.
;D
Settembre 1st, 2006 at 17:27
Intervengo solo per dire che Fdm-Fabio sarebbe l’intervistato…
Helmut
Settembre 1st, 2006 at 21:21
quote:
“Nel rapporto fra attore e spettatore, il meccanismo del trovare rimandi e somiglianze riguarda più lo spettatore, che necessita di codificare determinati input” Niente di più sbagliato dal mio punto di vista, è un discorso troppo di parte: lo spettatore può avere benissimo molti più criteri-modi-spunti d’analisi migliori di casomai sta su un palco. Non c’è una percentuale ma di certo non si può generalizzare su quest’argomento.
qui sono io a dovermi scusare perchè mi sono evidentemente spiegato male. non intendevo mettere su due piani intellettuli diversi chi fa musica e chi ne scrive, ma solo sottolineare come il fatto di trovare accostamenti e riferimenti avviene in maniera naturale quando si ascolta musica perchè il backgroung personale è l’unico strumento di decodifica che abbiamo quando ci poniamo con atteggiamento “analitico” verso un’opera.
mentre avviene molto meno naturalmente in fase di realizzazione dell’opera dato che l’autore è solitamente abbastanza presuntuoso da credere di poter mirare all’unicità.
per come la vedo io
alla prossima
Settembre 2nd, 2006 at 01:33
Credo che piu o meno da questi ultimi due commenti sia uscito fuori quello che era il mio punto di vista. In fondo è un errore prospettico di chi ascolta considerare chi esegue o crea come parte di una gerarchia in cui il fuitore è nel gradino inferiore. In effetti in fondo chi è il musicista se non quell’ascoltatore che con una dose promiscua di coraggio, presunzione ed estro decide ci passare dall’altra parte della “barricata”? Ascoltatori lo siamo tutti, anche delle neostre stesse creazioni altrimenti mancheremmo di quel senso critico indispensabile alla crescita. Poi è ovvio che ognuno si rapporta alla creatività con i prorpi modi e logiche. Io nella referenzialità non ci vedo nulla di male, anzi è lo strumento chiave per lo sviluppo, perchè spesso se non sempre l’idea iniziale contiene in sè la scintilla della creatività ma tutto è tranna che matura o completa.
E in ogi caso si potrebbe porre il proprio tassello nella storia della musica anche senza sapere un tubo di musica anzi sguazzandoci nell’ignoranza piu totale, in fondo il movimento punk è l’esempio emblematico di come l’attitudine e non la formazione faccia la differenza. Avessimo chiesto a Sid Vicious quale sono gli ultimi dischi che ha ascoltato probabilmente ci avrebbe risposto con un sonoro rutto in faccia…
Quando si dice dire così tanto con così poco…eheheh!
Settembre 2nd, 2006 at 07:57
…incredibile…abbiamo discusso in maniera seria e pacata su un argomento attinente a ciò che hanno scritto gli autori dell’intervista per più di 5 post consecutivi: trattasi forse di record stagionale, signori!
E adesso…come ci suggeriva Just…parliamo di……rutti in faccia!
(non so perchè ma la faccia di Sachiel m’ispira il primo gradino del podio…)
Settembre 2nd, 2006 at 12:06
Beh, se parliamo di rutti non credo che voi siate alla mia altezza. In compenso se io diventassi musicista non saprei proprio da chi attingere.Sono troppe le sfumature in ambiro pop-rock che mi piacciono, troppe e diverse, dipende dagli umori. Credo che me ne starei mesi e mesi a registrare canzoni per poi non sape decide re quali pubblicare. in fondo è meglio che resto nell’ambito dei semplici fruitori.
Settembre 2nd, 2006 at 12:09
In realtà nel mio post c’era celato un messaggio satanico e se lo leggete al rovescio a mezzanotte dell’ultimo venerdì del mese, indossando una maglietta sudata dei Black Sabbath evocherete la proiezione astrale delle nauseabonde scarpe da calcetto appena usate di Sachiel.
Ovviamente premunitevi prima di iniziare l’empio rituale premunitevi di un opportuno incantesimo di contenimento per “Demoni Astrali di Livello Inferiore” o le inquietanti calzature maledette prenderanno il sopravvento.
L’incantesimo di contenimento disgraziatamente al momento non ce l’ho sottomano, ma sono sicuro che se cercate su Ebay si trova…
Ecco!
Ora si che siamo tornati sui binari…
Settembre 2nd, 2006 at 12:12
Sachiello abbiamo postato quasi insieme…dobbiamo fare flic e floc!!!
Settembre 2nd, 2006 at 12:13
bene…iniziavo quasi a credere che fosse diventato un sito veramente serio che parla di musica
Dummy for life!!!
Settembre 2nd, 2006 at 13:35
Flic!
Settembre 2nd, 2006 at 15:11
no…siamo in tre (sachiel-Just 12:06-12:09) (Just-giov 12:12-12:13) …in questo caso mastro Just come si fa?
Settembre 2nd, 2006 at 18:38
mmh…non c’è problema…considerato che siamo in 3 a sto punto apriamo pure alle altri vocali, non solo “I” e “O”.
Quindi possiamo fare flac-flec-flic-floc-fluc.
Certo le possibilità di vittoria si abbassano drasticamente ma mica posso fà tutto io…
Scusate ma dopo sta brillante pensata ho bisogno di un paio di analgesici…
ah..comunque..FLUC!
Settembre 2nd, 2006 at 20:24
…si Just ma tu gli analgesici li prendi effervescenti o in pastiglie? No perchè se li prendi effervescenti vorrei chiederti se anche a te creano quella fastidiosa sensazione di gonfiore allo stomaco che può sfociare quasi come se ci si stesse quasi per “stagliare contro il cielo” ogni secondo [riferimento a una stupenda e coltissima discussione, su una recensione passata, che ha significati estremamente profondi].
Vabbèh…sachiel ha preso il flic, tu il fluc io opto per il flac….che badate bene non è una giacca elegante addosso a un cinese.
Minchia…misà che co questa si è toccato proprio il fondo… .
cazzo scusate.
Mi vergogno.
Addio.
Settembre 2nd, 2006 at 20:27
just: fin quando non ho letto il commento n°12, pensavo che quelle rutti agghiaccianti misti a rumori di tacchetti fosse il cambio dell’ax di mio nonno che sputava l’anima; invece - bastardo - la tua sumerica maledizione funziona; e vedo sachiel con la maglia del penarol passare attraverso i muri di casa mia, con una lattina di coca cola in mano… (devo preoccuparmi???)
ma il peggio è che la sua presenza interferisce con le onde televisive (al posto di canale 5 c’è la programmazione notturna di tele granducato…)
Settembre 2nd, 2006 at 20:29
FLEC!
(ciao giov)
Settembre 2nd, 2006 at 21:46
Per Favore Basta!!!
Settembre 2nd, 2006 at 21:54
Calma Ehud!!
Settembre 3rd, 2006 at 12:38
Beh se uno lo chiede per favore…sarei tentato di imperversare e stagliarmi con ancora maggior accanimento nei commenti per decostruire certi avvilenti comuni tipo “con le buone si ottiene tutto”! Spesso non si ottiene un bel niente con le buone… Per esempio così su due piedi mi viene in mente che con le buone non si ottengono roba tipo pozzi petroliferi o ideologie religiose.
Ma è domenica mattina, ho appena messo su un nuovo sfondo del desktop di Scarlett Johansson, ho i Venus Hum in sottofondo e in fondo (ho il senso della frase o no?) non c’è motivo di annichilire questo momento di ottimismo cosmico con le mie “acute” osservazioni.
Quindi ok, sempre “per favore” la smetterò.
Settembre 3rd, 2006 at 13:21
Just, vedo che amiamo la stessa ragazza.Preparati a sputare sangue, non mi arrendero’ facilmente.
Settembre 3rd, 2006 at 15:34
ierroV etnemlanif ericsuir a erevircs nu tsop la oirartnoc ìsoc etetop olreggel e eratidem ni ainomra.
Settembre 3rd, 2006 at 18:36
giov…cazzo, non credevo fosse possibile fare del male ad una cosa estremamente molla racchiusa all’interno di una cosa estremamente dura…ma mi hai ferito il cervello con sto post al rovescio…e ho pure finito gli analgesici nel post precedente..merda…
merda?..mmh…gli analgesici effervescenti. Devo stagliarmi contro il cielo. Subito.
Sachiel, sai benissimo che la tua è solo una passeggera infatuazione. Se solo vedessi come mi guarda capiresti da solo che non c’è più posto per nessun altro all’infuori di me nella sua vita. Mi dispiace ma era giusto che tu sapessi (erano anni che sognavo di dire questa frase).
Vabbè, il fatto che mi guardi dalla foto sul desktop è puramente un dettaglio marginale, ora non stiamo facciamo quelli che accecati dall’invidia vogliono sempre rovinare tutto.
Pam spero ti sia rimasta almeno un edizione Bigniami del Necronomicon visto che non hai seguito le mie dettagliate precauzioni circa l’invocazione del Scarpini Maledetti.
In caso contrario rassegnati o prova a chiamare i Ghostbusters.
Marzo 23rd, 2007 at 00:18
A leggerla a distanza di tempo, devo dire che l’intervista è proprio interessante…