Se DUMMIES o BUNNIES poco importa. Cambiano i nomi ma non le vecchie e buone abitudine. Dopo la chiacchierata e il successivo confronto con i Non Voglio Che Clara, di seguito un’ altra intervista con una delle realtà  più affascinanti dell’attuale scena indie italiana. DiggeiBrusco domanda, il gentilissimo Stefano dei Pertubazione risponde…

Sentite di appartenere alla scena indie? Cosa significa per voi?
Non abbiamo mai fatto mistero del fatto che non esista una vera e propria scena indie. Esistono dei gruppi e delle etichette che per superare la difficoltà  di riuscire a produrre la musica, si mettono insieme e cercano di andare avanti. La musica ‘indie’ è una necessità , non una visione politica del mondo. Poi, per nostro comodo, preferiamo dare delle etichette. Ma i Sonic Youth sono indie? I Radiohead sono indie? De Andrè era un venduto alle multinazionali

Meglio autoprodursi e non dover rendere conto a nessuno? con Mezcal come va?
Certo che la tentazione di autoprodursi è sempre stata fortissima in noi. Da sempre. Chi è che nella vita di tutti i giorni vuole per scelta lavorare sotto padrone? Eppure, quando si suona, prtroppo, suonare diventa solo la punta dell’iceberg e il tempo impiegato per stare dietro ad un pugno di canzoni, diventa sempre più totalizzante. Concerti, stampa, logistica, prove, logistica prove, internet, manifesti, burocrazia, siae, enpals, foto, mail, proposte, prenotazioni, riunioni programmatiche, promozione, copertine, studi. Sarebbe uno dei nostri passatempi preferiti, se qualcuno di noi non avesse anche una famiglia da co-mantenere… Da qui la grande sconfitta del lasciare che tutto quello che ‘oltrepassa’ il suonare venga demandato a qualcun altro.
Mescal ha appena ceduto il suo catalogo alla EMI e noi, insieme a Cristina Donà , siamo stati ceduti di fatto alla EMI.

Come mai secondo voi la scena torinese è così viva?
Bisognerebbe chiederlo a tutti i gruppi interessati. Per esempio, la scena ‘rivolese’ fatica a decollare…:-)))

In circolo con AGOSTO e Canzoni allo specchio con SMS:qual’è stata la canzone della svolta a livello di successo?
Nessuna e tutte e due. Se per ‘successo’ intendi quello di Madonna o di Justin Timberlake, nessuna sicuramente. Rispetto ai nostri obiettivi entrambe le canzoni hanno avuto sicuramente una sovraesposizione che non pensavamo possibile quando sono nate.

Molti brani della vostra produzione sembrano ottimi per colonne sonore: avete richieste a riguardo da parte del mondo del cinema? vi interessa questo aspetto?
Stai toccando un tasto dolente perchè lavoare ad una colonna sonora è sempre stato un nostro desiderio. Tralasciando le cose che non sono andate in porto (avevamo scritto appositamente una canzone per un film che sarà  presto nelle sale, ma all’ultimo la produzione ha fatto marcia indietro per motivi che tutto riguardano, fuorchè la musica), finora le unice colonne sonore che abbiamo creato sono state apprezzate durane i concerti. Sono: Il Concerto per Disegnatore e Orchestra (ma in questo caso abbiamo dovuto crearci il film noi stessi, visto che nessuno ce ne dava uno per intero da musicare) e la rilettura sonora del film Maciste che abbiamo eseguito nell’estate 2006 in occasione del Traffic Festival in collaborazione con il Museo del Cinema di Torino.

Internet danneggia gli introiti degli artisti, ma permette di conoscere band che probabilmente non si potrebbero mai scoprire in altro modo: questo ha comportato secondo i rilievi un sensibile aumento del pubblico ai concerti. cosa ne pensate?
Purtroppo è vero il contrario. I concerti vengono spesso e volentieri marinati dal pubblico, se si escludono le persone che già  suonano e vanno a vedere i loro simili. Ogni tanto nasce un fenomeno come quello degli Offlaga Disco Pax, per esempio, ma si tratta di un’eccezione e non della regola. Se più persone stessero meno su internet e più ai concerti, allora sì che l’indotto ne trarrebbe giovamento. Le ragioni sono molte.

Date importanza solo a pareri della critica ufficiale o vi documentate anche sui blog o webzine per quanto riguarda le recensioni? cosa ne pensate di siti come www.indieforbunnies.com ?
La critica è critica da qualsiasi parte venga, così come la musica. Perciò è impossibile non essere curiosi e non rovistare tra le pagine che parlano di noi. Qualsasi progetto, quando perde la misura d’uomo diventa qualcosa di diverso dalle intenzioni originarie. E’ una cosa che potrebbe capitare a noi, o è già  capitata o non capiterà  mai, ma anche alle webzines.
www.indieforbunnies.com è sicuramente un progetto dietro al quale si scorge una vera passione. Ne potremmo citare tanti, post-it rock, polaroid, mescalina. Ma siamo di nuovo alla domanda che spesso viene girata ai musicisti e mai ai critici. Se Repubblica offrisse a qualcuno di quelli che scrive su queste webzines un posto per la recensione degli spettacoli cittadini, questo rifiuterebbe? L’importante, piccoli o grossi, è mantenere la passione per quello che si fa.

Artista italiano e/o straniero col quale vi piacerebbe collaborare? com’è nato il progetto gratuito di cover dei Belle & Sebastian?
Se parliamo di sogni potremmo non finire più…In più crediamo che ogni collaborazione, meglio addirittura realizzata con gli artisti più agli antipodi che esistano rispetto a sè stessi, non possa che apportare beneficio. In questo momento stiamo mettendo in cantiere il seguito de ‘Le città  viste dal basso’, uno spetacolo che abbiamo eseguito a Modena, al Teatro Storchi l’anno scorso. Per questa edizione, se tutto va bene, dovremmo collaborare con Meg, Emidio Clementi e Joe dei La Crus. Il progetto dei Belle and Sebastian è nato davvero per caso. Filippo della Kirsten ci ha contattato dopo un concerto e ci ha spiegato il suo progetto. Era talmente entusiasta che ci ha contagiati. Qualche giorno dopo l’abbiamo chiamato per chiedergli: ma se facessimo una cover dei B&S in italiano? Lui si innamorò dell’idea e andammo avanti.

Cosa ne pensate di situazioni live come quella vissuta all’hanabi in spiaggia a Marina di Ravenna? Siete più tradizionalisti come approccio (teatri / club)?
L’Hana-Bi è l’eden. Per la programmazione e per il posto in sè. Se esistessero trenta posti così in Italia, il tessuto musicale sarebbe diverso. I teatri e i club offrono di certo delle soluzioni diverse per l’esibizione, ma purtroppo i gruppi che vengono considerati ‘piccoli’ e ai quali si chiede di norma nelle interviste ‘perchè avete scelto di chiamarvi così’ e mai qualcosa sulla loro musica, non possono accedere ai loro palchi.

Cd uscito recentemente da consigliare e cd del passato?
Posso rispondere a titolo personale rispetto ai miei ascolti recenti (che cambiano sempre). Recetemente io vorrei ascoltare il nuovo di Sufjan Stevens. Solo che a Rivoli non ce l’hanno. Allora mi toccherà  andare a Torino per reperirlo. Riguardo alle cose vecchie ho ripreso massicciamente Sea Changes di Beck e un’antologia comprata in Francia di Marie Laforet, una specie di Caterina Caselli francese dell’epoca.

Alla fine del tour sarete molto provati immagino, ma l’approccio alle vacanze è solo per ricaricare le pile o anche alla ricerca di idee per le nuove produzioni e le stagioni seguenti?qualche scoop sul fututro lo potete rilasciare?
Io credo che per chi suoni, ogni momento è quello buono per cercare l’ispirazione. Tanto, anche camminando per la strada, c’è sempre una voce che canticchia che ti fa compagnia (non ditelo forte, un giorno potrebbero internarci e buttare la chiave). Un I-Pod automatico. Stiamo lavorando nervosamente al nostro prossimo disco, come è tipico di noi sei. Discussioni, mandate a cagare, paura di prendere strade nuove secondo il nostro immaginario, boicottaggi. Quando poi, ad unirci è una canzone, sembra che tutto scompaia e che sia Natale, dove siamo tutti più buoni.
Una grossa rivelazione te l’abbiamo data rispetto alla nosra futura etichetta, motivo per cui non verremo pubblicati su indieforbunnies e riceverai a casa degli spezzapollici americani che ti pignoreranno il pc. 🙂