Lun 18 Set 2006
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«Bang Bang. You’re Dead».
E all’improvviso gli occhi mi si riempiono di sangue; è brutto perché, oltre a sopportare la paura per tutte le pareti che ballano, adesso ci si mette anche il rosso devastante. Etilbenzene nelle vene e bolle di prozac sparse sul soffitto. Ho il ricordo lontano dello sguardo sbarrato alla Ketamina di un mio amico che si muoveva come un animale preistorico e annuiva a tutto. Il lettore va da solo, senza che ascolti minimamente i miei comandi. Beh, la prossima volta si dovrà sturare quelle cazzo di orecchie caro il mio lettore grigio metallizzato. Nel frattempo cortesemente suoni ancora dolci musichette. Maledetti questi della Urtovox: con la scusa del “ci piace un casino il tuo modo intrippato di scrivere” mi costringono anche quasi a spararmi su le supposte d’assenzio pur di riuscire a cacciar fuori qualche frase interessante che segua a dovere il perimetro della loro musica. La loro musica. Bella la loro musica. Parliamo degli Elle e di come Bstrong s’insinua dentro ogni cavità dell’organismo. Pavimentazioni brillanti d’elettronica su cui poggiano vasi fioriti d’indie rock, concimati dal suono di una chitarra elettrica che non conosce banalità. Tutto è al posto giusto, nessun fottuto ragazzino che tocca niente in giro. Niente disordine. Provare il profumo di “To Be On The Way Out”. Tastare con mano. Prendere a piene mani dal sound, senza rancore. L’album è piuttosto “cupo”, “nero”, oserei dire rassegnato alla contemporanea perdizione del mondo eppure ogni tanto arriva una scarica che dice “Dai…non te la prendere…siamo tutti dentro la stessa merda…rialza quella testa…c’è anche il prezzo consigliato di quindici euro e cinquanta…”. Ecco quindi “FAQ” a parlare per tutto il disco. “FAQ”. Perché la vita non potrebbe essere sempre come “FAQ”? Nei secondi di questa canzone voi potete sentirci la storia musicale di Bobby Gillespie che a tarda notte rincontra i fratelli Reid al pub; insieme decidono di andare subito nel loro vecchio studio di registrazione e casualità delle casualità…ci sono i Chemical Brothers con le loro strampalate macchine di scomposizione del suono dietro al vetro. Macchine alimentate a cherosene. Tutti pronti? Via! E’ shoegazer, è psichedelia, è un calcio alle frustrazioni e a questa cazzo d’insonnia che arriverà a marcirti tutte le ossa. E’ acidità perforante, è…te. In fondo. Chill out-pop-rock-elettronica. Rilassatezza-gusto di fragola-te stesso girato di 180 gradi-ansia moderna. Affiora qualche similitudine sonora con il romanticismo di “Neon Golden” dei Notwist e qualcosa di più intimo e semplice di marca Turin Brakes. Poi il disco finisce e tutto rimane uguale…ma tanto lo sospettavate già. Tutto immobile al suo posto…come prima: la scheggia irregolare che galleggia dentro al mare bluastro, una luce in fondo agli occhi che continua a tradirvi e il vostro ego che nuota in un universo di cioccolata al latte. |
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Settembre 18th, 2006 at 11:19
Bel dischetto codesto, mi sa che la prossima settimana anche io ci scrivero’ qualcosa su sullivan street. Come al solito complimenti a Giov per l’ispirazione che si percepisce in ogni sua recensione.
Settembre 18th, 2006 at 11:53
Si ma non emergono messagi subliminali all’interno della stessa…poi non si lamenti l’amico Giov…
Settembre 18th, 2006 at 14:04
disco della madonna
Settembre 18th, 2006 at 14:19
Pochi ascolti mi bastano. Avete ragione…questo deve essere un gran bell’album.
Settembre 18th, 2006 at 14:34
bel disco davvero. si sente che ci sanno fare. la metafora dei vasi fioriti è molto bella; ma, in generale, tutta la recensione mi piace, un po’perchè non si capisce un cazzo, un po’perchè sembra che pigli per il culo, un po’perchè mi sembra la recensione di un narcos colombiano, comunque per la prosa decisamente ispirata.
al disco ho dato il tuo stesso identico giudizio (stellette), sebbene “il mio background musicale” mi abbia fatto individuare altre influenze…ma questa è un’altra storia…
Settembre 18th, 2006 at 15:37
Non c’è un cazzo da fare, sei il più psychopulp dei Bunnies. Figata di recensione. E per inciso figata di disco, sti Elle frullano alla grande!
Comunque al contrario di Pam invece la mia fonte di disagio nasce dall’inquietatne sensazione di capirci fin troppo in questa rece.
Ecco dovevo dire la mia..bene, adesso posso tornare ad esaminare quei neonati che sfrecciano carponi sul soffitto…
Settembre 18th, 2006 at 16:09
…dannati neonati…non mi ci fanno capire niente ogni volta!!
E comunque signori nel ringraziarvi rendo ufficialmente noto a tutti che anche giov sarà seduto al bancone del bar nella rough trade night romana del 20 settembre. Si pregano i rimanenti conigli indipendenti di unirsi alla allegra comitiva (Helmut per me niente marpionaggio però che sarò già accompagnato da dolce donzella…dovrai fare tutto da solo!!!)
Settembre 18th, 2006 at 16:18
Io purtroppo a Roma non ci saro’, lavoro a pieno regime questa settimana a parte oggi, e le mie finanze attuali ne hanno davvero bisogno. per la faccenda dei neonati, secondo me dovreste vedere meno spesso trainspotting.e dovreste smetterla di farvi di roba scadente.
Settembre 18th, 2006 at 16:28
Quelli della recenisone non volevano essere neonati ma solo bambinetti scassacazzi (esatto proprio come quel tuo cuginetto che entra in camera tua ogni tanto e poi sembra che c’è passato l’uragano Nancy), ci tengo a precisare.
p.s.
per quanto mi riguarda, io non mi faccio di niente… sono praticamente astemio e neanche fumo. Pazzesco no? Pensa solo se mi facessi di roba (scadente o meno) cosa cazzo riuscirei a scrivere veramente (ma forse è probabile che non riuscirei a scrivere più)!!!! Mi arresterebbero dopo due giorni misà… .
Vabbèh…al prossimo concerto allora Sachiel.
Settembre 18th, 2006 at 16:48
Figurati io sono completamente astemio e non fumo e non l’ho mai nemmeno provato.Sono un santarellino praticamente, non fosse per il fatto che bestemmio in abbondanza. Molti miei amici morirebbero dalla voglia di vedermi ubriaco per vedere fin dove posso arrivare.Io le mie visioni le ho da lucido, come te. Ma dopo averti letto mi sento molto meno solo.
Settembre 18th, 2006 at 18:12
wow! Penso che questa sia una delle cose più belle che mi abbiano mai scritto in un post (oddìo non è che battere i discorsi e le battute di just o il menu della colazione di pamello fosse poi così impossibile, però…). Non sto scherzando. Grazie mille amico! Mi dispiace vermanete che non vieni a vederti i veils. La prossima però non devi mancare!!! E se ci saremo tutti e due cazzo ce la prendiamo lo stesso per forza una bella sbornia altrochè!!!!
Settembre 18th, 2006 at 19:20
La sostanza più psichedelica che ho assunto, se si fanno eccezione le canne passive da cui è impossibile sottrarsi, credo siano state le esalazioni della Coccoina a 5 anni mentre giocavo a “Taglia e Colora con la Pimpa”.
Anche se in effetti non saprei quantificare l’effetto di tali esalazioni, dato che già di suo passare ore a ritagliare e incollare cani bianchi a poi rossi è un esperienza psicadelicamente devastante.
Settembre 18th, 2006 at 19:22
poi sarebbe “pois”…
Per una volta che tento di usare un forbito francesismo ecco che succede…
Settembre 19th, 2006 at 18:30
non vedo l’ora di sentirlo, il pezzo su myspace mi piace un casino.
Novembre 22nd, 2006 at 16:08
[…] Link: Elle Official Site Elle MySpace Urtovox Official Site Recensione di “B-Strong” su IndieForBunnies […]