SEBASTIEN SCHULLER
Happiness

 
 
19 settembre 2006
 
Il “french touch” raramente sbaglia.
Da quando, nello scorso decennio, i cugini francesi hanno esibito questa personale abilità di trattare elettronica applicandola ai più diversi generi musicali, risultati entusiasmanti sono stati sotto gli occhi di tutti. Evidente la ventata di freschezza che ha investito i club di tutta Europa, l’house rivitalizzata (Cassius, Daft Punk) il jazz tirato a lucido (St.Germain, Gotan Project), notevole l’interesse suscitato presso il pubblico rock, incuriosito tanto dalla commistione di pop e psichedelia inaugurata dal duo Dunckel-Godin (aka Air), che dai semplici passatempi melodici di gruppi come Phoenix e Tahiti ‘80.
Con tali presupposti è opportuno fidarsi quando da Parigi si alzano segnali di approvazione per l’ennesimo enfant-prodige.
Il polistrumentista Sebastièn Schuller dopo tre anni dall’acclamato EP “Weeping Willow” giunge finalmente alla pubblicazione del suo atteso, debutto discografico (uscito in parte del mercato europeo l’anno scorso, sbarcato in America solo in questi giorni).
Schuller alla scuola di “french touch” deve aver trascorso molto tempo da attento studente. Ha seguito con interesse le lezioni di pianoforte e atmosfere cinematiche del professore Yann Tiersen, passato ore ed ore chino sui testi di illustri docenti come Kid Loco, Air, luminari nel combinare in modo assolutamente personale sonorità pop ed elettroniche.
Le undici tracce di questo entusiasmante esordio riesce però ad andare ben oltre le semplici e più ovvie influenze nazionali. Forte la sensazione che l’artista parigino, intenzionato ad esprimere al massimo le sue potenzialità espressive, non si sia fatto scrupolo a ricercare valide alternative sonore in giro per il mondo.
Consumando “Happiness” è facile immaginarsi il suo autore vagare per l’Islanda intento a studiare tanto il post-rock onirico dei Sigùr Ros che gli intrecci elettro-minimali dei Mùm, soffermarsi nelle capitali rock, da Londra a New York , spettatore entusiasta della recente evoluzione di Radiohead e Blonde Redhead.
Nel remoto caso in cui le sonorità proprio non riescano a riportare alla mente capolavori come “Kid A” e “Butterfly Is Misery”, ecco correre in nostro aiuto la voce di Schuller filtrata e manipolata, praticamente una copia non autorizzata di quella di Tom Yorke.
Detto questo però non bisogna incappare nell’errore di trattare il parigino come un semplice, seppur abile, imitatore. Il suo sound malinconico e al tempo stesso melodico è ricco di felici soluzioni musicali, fini arrangiamenti, elementi che denotano indubbie e personali capacità compositive. Fosse uscito qualche hanno fa “Happiness” sarebbe stata perfetta colonna sonora per pellicole come “The Virgin Suicides” e “Lost In Translation”, ma non c’è da rammaricarsi, in tempi in cui Hollywood sembra non poter far a meno di lanciare sequel di fortunate produzioni cinematografiche, siamo sicuri che il nome di Sebastian Schuller sta cominciando a circolare anche al di là dell’oceano.
Cover Album
Band Site
Happiness [ Minty Fresh – 2006 ] – BUY HERE
Similar Artist: Blonde Redhead, Air, Sigur Ros
Rating:
1. 1978
2. Weeping Willow
3. Sleeping Song
4. Wolf
5. Ride Along The Cliff
6. Where We Had Never Gone
7. Tears Coming Home
8. Edward’s Hand
9. Donkey Boy
10. Alone You Walk
11. Le Dernier Jour
Tracklist
 
  • http://www.sullivan-street-records.splinder.com Sachiel

    Bel disco, belle suggestioni e belle trovate.Ce l’ho da qualche mese, e devo dire che questo tipo di sonorità e certe manipolazioni elettroniche di ambiente mi piacciono sempre di piu’. Bella segnalazione.

  • http://www.sullivan-street-records.splinder.com Sachiel

    Ci terrei ad annunciare che non esserci domani alla serata al circolo mi porta dolore e sto accusando un sacco. Mi pare che gli okkervil a novembre dovrebbero tornare in Italia, nel caso a roma credo di ricongiungermi per la serata con just, come abbiamo fatto spesso in passato.e ci godremo l’evento indiesnob del cazzo.

  • axelmoloko

    …quindi a quanto pare domani a Roma , al circolo, scatta il primo INDIE FOR BUNNIES raduno…al momento se non sbaglio sono presenti : GIOV, IO, HELMUT e JUST…
    …chi porta le carote ??

  • http://pamello.blogspot.com PaMeLlO

    bell recensione, di cui condivido in pieno gli accostamenti alla french school, ma non solo: il disco l’avevo adocchiato quando uscì anche in italia. malgrado le recensioni che ricevette fossero tutte molto positive, forse i tempi non erano maturi e lo cancellai praticamente subito dal mio hard disk. magari ora provo a risentirlo.
    per quanto riguarda il bunnies raduno – come ho già detto ad helmut – mi piacerebbe moltissimo poterci essere, ma sto cercando di traslocare e domani pomeriggio devo essere a firenze per vedere una casa. magari faccio un pensierino per gli okkervil river. sarò comunque con voi spiritualmente (o, se preferite, aleggerò come presenza inquietante sopra la pinta di giov o di helmut…)

  • http://www.subliminalpop.splinder.com subliminalpop

    Uno tra i migliori dischi del 2005.

  • http://www.sullivan-street-records.splinder.com/ Just

    Succosa recensione…questo era un disco di cui qualcuno mi aveva parlato piu che bene ma che nel marasma di cose da sentire-fare-vedere avevo clamorosamente perso di vista…

    Guardate che io le carote le porto sul serio. Mi sembra un ottimo sistema per riconoscersi a prima vista nonchè soprattutto per passare alla microsotoria del Circolo degli Artisti come “quei coglioni che la sera del concerto Rough Trade masticavano carote”.

  • giov

    ah ah ah…domani durante l’intervista le diamo anche a finn andrews le carote…be ready just!

  • http://www.sullivan-street-records.splinder.com/ Just

    Beh potrebbe essere un modo molto figo e indie per iniziare le interviste di indie for bunnies…tiri fuori il tuo bel sacchetto di carote con un bel fiocchetto verde su ognuna e le consegni ai partecipanti – Hi guys! we’re Indie for Bunnies and here’s your carrot – smuahahah!

  • Helmut

    Let the Carrots decide where you want to go!!!

    1-St’album mi era piaciuto moltissimo, ma ricordo di averlo avuto tra le mani, anzi nell’i-pod, un botto di tempo fa, forse più di un anno e mezzo…cmq era molto bello…anche se lo ricordo più vicino yann tiersen che a roba elettronica…

    2-Domani piaccia a Dio e soprattutto al meteo ci sarò…fate qualche foto, mi raccomando!!! e diteje alle LB di suonare per ultime sennò me le perdo!!!

    3-Ci mancherai Pam…

  • http://pamello.blogspot.com PaMeLlO

    anch’io penso che le carote potrebbero diventare il nostro segno distintivo (a cui poi si sommerebbero le amenità individuali).

    helmut: grazie mille. mi dispiace davvero tanto non poterci essere. cercate almeno, negli iniziali istanti di lucidità, di dedicarmi un giro di bevute o un brindisi e cazzo! fate un sacco di foto! così poi me le mandate. se non sono riuscito a vedere le vostre facce di… live, me le guarderò in retrospettiva…

    ps naturalmente, data l’occasione, potenzierò il mio antivirus, installando un rilevatore di immagini oscene (no video, per favore: perchè you tube mi sta già martellando abbondantemente i cosiddetti…)

  • http://www.marqueemoon.splinder.com GiulianoC

    A Roma purtroppo non ci saranno più gli okkervil river, ma vi confermo che il 5 novembre saranno al St.Indie Festival di S.Elpidio a Mare (Fermo – MArche)
    Il biglietto costa solo 7 euro.
    http://www.marcainvaders.it

 

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