Gio 21 Set 2006
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Questo è un disco uscito l’anno scorso ma dovevo un favore al grande coniglio lucente. Porcaputtanaporcaputtanaporcaputtana…indeciso se alla fine scrivere o no alla fine decido sempre alla fine che scrivo. Ma alla fine. Allora…tre due uno via! Durante “Picky Bugger” rifletto su cose piuttosto polverose e dondolo a ritmo come un burattino. Il falsetto mi condiziona l’esistenza. Solarità. E non è poco. “Station Approach” è sicuramente la miglior canzone dei Doves dai tempi di “The Cedar Room” mentre “Forget Myself” sono i Gomez diventati finalmente gioiosi solo per il fatto di essere vivi. Dimentico davvero me stesso. Scordo tutte le ansie da prestazione che incatenano questa mia mente in stand-by nei confronti del mondo. Torno a scorrere come un fiume: “No, I Know I Won’t Forget You/ But I’ll Forget Myself If The City Will Forgive Me”. Mi perdo nel fumo dei tombini di New York anche se gli Elbow stanno da tutt’altra parte. Non sono a New York eppure la notte è proprio quella di New York. Ste chitarre acustiche m’hanno sempre acchiappato, ma la vera differenza qui la fa il basso. E il tom della batteria. Bello vitaminico. Amplificatori valvolari for life? Può darsi. Mi stufo subito di analizzare grammaticalmente il disco e già va meglio. Mi sdraio come un maiale blu e comincio a squagliarmi, finchè non penetro liquefatto nel letto e rimango intrappolato dentro il materasso. Disco celebrativo. Trattasi di disco celebrativo. Credo. Evviva la vita; medita sulla morte, diventa anche un po’ triste se vuoi cugino, ma poi vai, corri a piedi nudi dove cazzo vuoi. Corri Forest…corri.. Non senti che bel giro di chitarra? E non trasudi questa atmosfera annebbiata? Bene. Adesso se avete anche la possibilità di arrivare all’edizione con il bonus dvd incluso fatelo. Un videoclip di ottima fattura per ogni traccia dell’album. Una regia sperimentale, oscura piena di riferimenti alle emozioni che una persona prova e non sa neanche di provare. Parla il subconscio per voi. Dovete solo stare a guardare. Noi siamo le tue viscere. Noi siamo l’indie rock che ti mancava e siamo anche il basso distorto che hai sempre voluto. Ci siamo evoluti. Da Generazione X a Generazione Apatia. Il ritmo di dischi come questo ci fa muovere bene. [per qualsiasi dubbio, spiegazione, semplificazione, rivolgersi all’indirizzo della redazione] |
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Settembre 21st, 2006 at 14:24
mi piace questo deja-vù che ha colpito indie for bunnies…in rapida successione 3 ottimi album direttamente dal 2005 (anno musicale a mio avviso di gran lunga migliore di quello in corso)… adoro gli Elbow adoro quest’album…
Settembre 21st, 2006 at 14:31
o ho asleep in the back e cast of thousand.Codesto mi manca, devo recuperarlo, non ora che sono diventato povero, ma nei prossimi mesi non di ricchezza ma almeno di sopravvivenza(+ acquisto di qualche disco).
Devo.Cazzo se devo.
Settembre 21st, 2006 at 16:40
“dalla generazione x alla generazione apatia”: considerando che sta per uscire beck, the information e clerks 2 di kevin smith, mi sembra che questa recensione sia molto appropriata (sebbene utilizzare questo aggettivo per una tua recensione, giov, risulti un po’strano).
possiedo anch’io cast of thousands, però non l’ho ascoltato molte volte. il motivo è che questi qui - almeno per il sottoscritto - sono troppo “americani”, pur essendo di manchester. e nonostante il basso distorto, non mi prendono molto…
concordo con axel nel giudicare il 2005 un anno estramamente positivo per il panorama indie. per quanto mi riguarda, la mia personale classifica (ho questa malattia sin dai tempi in cui suddividevo i giochi dell’amiga 500 per categorie) conteneva dischi del calibro di andrew bird & the mysterious production of eggs; the arcade fire, funeral; antony & the johnsons, i am a bird now; ma ce n’erano molti altri, degni di nota…
Settembre 21st, 2006 at 18:20
Giov, il grande coniglio lucente mi ha detto di ringraziarti. grazie!
pam: questo disco mi piace proprio perchè è + americano di altre cose anglofile sempre uguali.
2005 vs 2006 ….nn saprei e gli yo la tengo, fiery furnaces, i battles, gli isan, i grizzly bear, xiu xiu, m ward, adem, island……insomma anche questo 2006 sta regalando grandi ritorni, forse meno esordienti.
Settembre 21st, 2006 at 21:39
a proposito, com’è andato il bunny raduno ????
Settembre 22nd, 2006 at 07:30
…benone!!! PErò è iniziato troppo tardi, c’era troppa ressa in un locale molto piccolo, ti dico solo che i veils hann ocominciato a mezzanotte ma in definitiva: andrews dovrebbe mangiare un po’ di più, just odiare un po’ meno il traffico che c’è nella zona di s.pietro, axel tifare un po’ meno roma, helmut tifare un po’ meno long blondes, la mia ragazza svenire un po’ meno e io dormire un po’ di più. Ci siamo divertiti alla grande! L’intervista è uscita a mio parere molto bene e sono contento di come hanno suonato anche…molto selvaggi per certi versi. Il prossimo raduno dobbiamo essere tutti però!!!
Settembre 22nd, 2006 at 09:07
Degli Elbow ho amato molto Asleep in The Back…poi li ho un po persi di vista. Magari è il caso di recuperare.
I Veils in concerto mi hanno definitivamente convinto della qualità del loro ultimo lavoro.
E del fatto che devo sposarmi con un bassista..ma questa è un altra storia…
Settembre 22nd, 2006 at 12:02
Al prossimo mconcerto dovremmo esserci tutti, è vero. Just odia il traffico, non crede nel traffico, ci ho passato comunque un discreto numero di ore in auto nelle mie incursioni romane. In compenso, il mio innegabile carisma potrebbe ridurvi a dei meri comprimari in occasione di un bunnies-raduno futuro.siete avvertiti picciotti.