Dom 24 Set 2006
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| Discography: THE RUNAWAY FOUND (Sanctuary Records- 2004), NUX VOMICA (Rough Trade - 2006) |
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Giov incontra Finn Andrews dei THE VEILS (20/09/06) L’autunno…ancora una volta.
Durante questi mesi del cazzo io già lo so come andranno le cose. La mia percezione del mondo, se possibile, si farà ancora più catastrofica e la gamma di colori, a cui in genere il mio cervello fa riferimento per interpretare la vita, tenderà inevitabilmente verso una dominante grigio-bluastra. E poi ci saranno le castagne. Odio le castagne e il loro modo di cadere a terra indifferenti. Loro continuano a starsene in silenzio mentre tutto gli passa accanto. Immobili, ai bordi delle strade. Alzo per un secondo la testa e osservo all’altro capo del tavolo un Finn Andrews enigmatico, serio, magro fino all’inverosimile e altissimo. Sotto un cappello enorme si nasconde un viso dai lineamenti gentili, pallido in un modo alquanto preoccupante. Ha un filo di barba e l’aria di chi è capitato su questa terra per caso, solo per scrivere dolci poesie e contemplare le stelle in solitudine. Sembra un personaggio di Timburtoniana memoria dai lenti movimenti. Mi scava coi suoi occhi blu fino al midollo osseo. Eccomi qua. Nessun diploma in giornalismo o laurea in lettere moderne ma contento lo stesso di poter sedere di fronte a uno degli ultimi esponenti (forse l’unico) di un romanticismo maledetto che ha trovato nella musica rock e in una voce dilaniata dalla disperazione la sua valvola di sfogo più devastante. Sono contento perché posso controllare il gioco. Se solo volessi potrei cominciare a chiedergli cosa pensa della maleducazione delle castagne. Ok Finn…cominciamo! Finn, mi piacerebbe partire dal titolo del vostro nuovo album, “Nux Vomica”. Come mai avete scelto questo nome per il seguito di “The Runaway Found”? Dunque, prima di tutto è il titolo di una delle canzoni contenute nell’album, una canzone molto conflittuale, aggressiva e poi è il nome di un albero [quello della noce vomica per l’appunto] da cui si estrae la stricnina direttamente, per scopi terapeutici. Se usata con le dovute proporzioni può essere una buona cura omeopatica per il mal di stomaco, lo stress, l’ansia eccetera. Diciamo che secondo me gran parte del disco potrebbe esprimere questo sentimento di cura e di distacco dal male e dalla frenesia. Ecco perchè ho scelto proprio “Nux Vomica”. So che suona un po’ strano…alla fine la noce vomica è solo un albero ma in fondo ben rappresenta una cura contro i mali molto “terreni” dell’uomo e ci metterei non solo quelli fisici ma anche quelli morali come la corruzione e il fatto che la mente delle persone spesso le porti a commettere gravi azioni come quella dell’omicidio o della guerra per esempio.
La tua musica spesso è piuttosto “intima”, personale, triste e piena di bei versi poetici. Dove trovi l’ispirazione per i tuoi testi? Voglio dire, “catturi” dalla realtà e poi rielabori o è tutto un lavoro immaginario e quindi ti basi sui tuoi sogni facendo leva sulla pura fantasia? Qual è la più grande differenza musicale secondo te tra il vostro debut album e Nux Vomica? Quattordici?!? Porca pupazza [esclamazione che si discosta da quella usata nella realtà]!Complimenti amico!!! Beh si…direi proprio di si… Parliamo per un secondo di una delle mie canzoni preferite del nuovo album: “Jesus For The Jugular”. E’ una canzone selvaggia, psichedelica, con un sound che mi ha fatto pensare un po’ ai Doors. Ti ricordi come è nata, in che modo l’hai composta? C’è una canzone del nuovo album che ami particolarmente, magari più delle altre, per qualche motivo? Nel testo della canzone “Under The Folding Branches” sembra quasi che tu ammetta di aver sacrificato l’amore per la tua voglia di raggiungere a tutti i costi il successo. E’ vera questa cosa? Io credo che ogni band nel mondo alla fine comunichi qualcosa, diciamo il suo messaggio profondo. Qual è il messaggio che i Veils, secondo te, comunicano all’esterno? E’ un messaggio di speranza? Di disperazione? Forse tu canti la mancanza di vera armonia che a volte c’è nel mondo oggi? Si può dire quindi che tu, in minima parte ovviamente, dai voce alla disperazione del periodo non proprio tranquillo che stiamo vivendo già da un bel po’ di anni ormai? Senti Finn, lo so che questa può sembrarti una domanda totalmente idiota, e in effetti lo è, ma cerca di rispondermi ugualmente…[qui avrei dovuto spiegargli prima chi è Gigi Marzullo ma mi sembrava troppo complicato…] dunque, se avessi una macchina fotografica con a disposizione una sola fotografia da scattare…una sola rimasta nel rullino, e proprio con quella foto devi rappresentare la musica del tuo gruppo, che tipo di foto scatteresti? Cosa fotograferesti? Una mucca? Un Hamburger? Un paesaggio? …non so perchè ma la pioggia me la aspettavo già! Lo sapevo!!! Ok torniamo sui binari delle persone a posto con la testa…dunque…quali sono le band che più ti hanno influenzato nella vita con la loro musica? Sei cresciuto con la loro musica in Nuova Zelanda? Quali sono le band attualmente di cui proprio non puoi fare a meno? Ammesso che ce ne siano… Chi era Finn Andrews prima del contratto con la Rough Trade, prima di “The Runaway Found”? Cosa facevi in Nuova Zelanda? Avevi un lavoro? Qual è la tua più grande aspettativa futura-speranza-progetto, non solo come rock star ma anche come persona normale con la propria vita ordinaria? Ok amico adesso ne hai parlato quindi la domanda è: hai già qualcosa in mente per il prossimo album? Hai scritto già qualcosa? Puoi già darci qualche anticipazione o è troppo presto perché state pensando solo al tour? Stop. Foto ricordo. Baci, abbracci e ringraziamenti. Fine. |
| Link: The Veils Official Site Mp3: Lavinia (Single Version) Lions After Slumber Scritti Politti cover Need Is Water B-Side |



Settembre 24th, 2006 at 19:43
Ma codesta foto l’ha scattata il fido Just?
Settembre 24th, 2006 at 20:45
Ahaha, grande Giov! Quanto sei narcisista però, pure sulle foto ti piazzi!
Cmq bella intervista…anche se credo che si potrebbe riaprire una vecchia ferita di IDB:
“Quali sono le band attualmente di cui proprio non puoi fare a meno? Ammesso che ce ne siano…”
Io penso che attualmente ci siano molti artisti che sanno fare cose davvero incredibili e comporre opere veramente valide, non saprei darti un nome preciso, ma se proprio devo dirti la verità io oggi ascolto quello che ascoltavo anche dieci anni fa per cui sono rimasto un po’ ancorato al passato…”
Settembre 25th, 2006 at 09:18
Vi prego non ditemi che si parlerà delle foto nei post.
? Dai cazzo, abbiamo altri 364 giorni di recensioni per parlare di cacca, mal di stomaco, immagini, insonnia, merendine e altro…fate i bravi bambini…
Il fatto che si parli delle immagini e non dell’intervista sarebbe piuttosto deprimente almeno per me! Cioè, siamo al momento gli unici in Italia su internet ad avere un’intervista “diretta” con i Veils (forse siamo i primi al momento considerando anche le riviste specializzate in edicola) e se invece di discutere sulla musica del gruppo, sulle domande fatte, sulle risposte, sul concerto eccetera si parlasse delle foto sarebbe avvilente! Poi Helmut brutto minchione che non sei altro scusa ma non eri tu poi quello che se non avesse avuto impegni di lavoro all’ultimo minuto si sarebbe portato anche il cameraman per fare le riprese all’intervista
anyway…si, la domanda dove anche lui conferma di rifugiarsi negli ascolti “passati” mi ha lasciato perplesso per l’ennesima volta e ha riconfermato appieno quello che avevamo già detto nella discussione col cantante dei Non voglio che clara…boh…mi sembra troppo facile dire “ascolto la stessa musica di dieci anni fa, non so farti un nome di una band attuale” e poi fai vai in tour con gruppi attualissimi, conosci gente che suona in gruppi decenti se non buoni, attuali. Boh…sarà il fascino del vintage…sarà la paura di far vedere che ascolti roba “di moda” indie rock non lo so… .
Settembre 25th, 2006 at 09:29
Giov secondo me sarà semplicemente il fatto che lui è un musicista e noi appassionati di musica. E una cosa non include necessariamente l’altra.
Per quanto riguarda le foto rassegnati dopotutto è il segno della tua raggiunta celebrità: quando invece di parlare dei tuoi dischi tutti si infervorano sul tuo nuovo taglio di capelli vuol dire che sei diventata una vera rockstar.
Cmq personaggio affascinante Mr Andrews, anche di persona devo dire che trasuda una certa onestà. Proprio come le sue canzoni.
Settembre 25th, 2006 at 09:55
Per quanto riguarda la musica secondo me vole fa lo strano…ora uno non ricorda UN gruppo nuovo da nominare..può esse pure che si sarà annoiato di fare sempre gli stessi nomi, il che sarebbe meno grave…
Settembre 25th, 2006 at 10:25
cazzo, giov! io ti immiginavo più robusto e un po’più bello…
)
per quanto riguarda helmut, i suoi impegni in curva sud gli hanno - irrimediabilmente - impedito di assolvere i suoi bunnies-doveri (e la roma ha pure perso, se non recuerdo male…
comunque, sono d’accordo con just: se nell’unica intervista dei the veil si parla di te, piuttosto che dei vocalizzi di finn andrews, qualcosa vorrà dire…
ps l’offerta regalo dei pangoccioli per natale è - anturalmente - riservata ai possessori di carta bunnies. scade il fgfer45r3/&()/=… aut.min.ric.
Settembre 25th, 2006 at 11:34
si beh chiamiamolo “fare lo strano”…ci può stare…dare comunque man forte al suo personaggio di tenebroso, difficile e incompreso…mi sta bene…però che senso ha? Uno ti ha chiesto che musica ascolti di recente mica con quante donne fai sesso al giorno o “parlaci delle tue visioni”. Sta cosa si comincia a ripetere nelle interviste…adesso dovremmo fare una statistica (in ogni intervista che facciamo deve esserci la domanda sulle band attuali!
).
Pamello…si in effetti sono piuttosto scricciolo. Comunque rallegrati, Axel oggi metterà altre 780 000 foto pressochè identiche a quella sopra dove appariamo io e Finn da varie angolazioni!!!!!!!! Ma quanto siamo professionali noi bunnies?
Just ti mando via e mail la foto della bassista gnocca.
Settembre 25th, 2006 at 12:53
a parte gli scherzi: bella intervista! la domanda marzulliana sulla foto che scatterebbe è una tra le tante chicche (tra tutte io preferisco l’odio per le castagne). per il resto, questa “esclusiva” è - sopra ogni dubbio - un grandissimo colpo per indie for bunnies (pensa a quanti inglesi sbronzi
digiteranno le famose paroline su google e si ritroveranno catapultati nell’universo malato - e soprattutto italiano - dei conigli indie…)
Settembre 25th, 2006 at 13:19
Cazzo giov…e io che avevo lottato con tutte le mie forze per non aggiungere al mio commento il fatto che quando andavo a scuola io le mie compagne suonavano a malapena il citofono, e il basso credevano fosse un tizio di un metro 50 dal culo basso e butterato che sedeva nella seconda fila.
E soprattutto non erano pernientepernienteperniente come Sophia Burns.
Eppure io malinconico,alto e denutrito e con una chitarra in mano come Finn lo sono pure stato ad un certo punto. Dov’è che ho sbagliato?
Settembre 25th, 2006 at 13:31
Bravo Giov!
Davvero un ottimo lavoro!
A un primo ascolto il nuovo lavoro dei The Veils sembra molto interessante.
Settembre 25th, 2006 at 15:41
Vorrà dire che in ogni intervista chiederemo gli ascolti all’intervistato e poi tireremo le somme…al prossimo che dice:”non ascolto niente di nuovo, sono fermo a 30 anni fà” je faremo il cappottone….
Cmq se non ricordo male il cantante dei NVCC quando intervenne nel post disse che in realtà lui ascoltava musica contemporanea - citò tra l’altro i Jesus Lizard mi pare - ma non ascoltava particolarmente i gruppi a cui viene accostato solitamente…
Settembre 25th, 2006 at 17:42
Le domande dell’intervista sono state ottime, geniale quella della foto.Le risposte sono state abbastanza canoniche, ma alla fine questi artisti probabilmente a furia di essere intervistati non credo mettano molto entusiasmo nel rispondere. Eppure certe domande mi sembravano anche divertenti da rispondervi.Vabbè.
Settembre 25th, 2006 at 18:23
Per fare la prova antisnob senno basta cominciare a chiedere: quale sono i tuoi album preferiti dei 70-80? Se rispondono “Non sento quel vecchiume” e cominciano a snocciolare band contemporanee la tesi dello snobismo isterico sarà confermata. Altrimenti, come se dice a roma - tocca stacce!
Settembre 26th, 2006 at 07:15
vabbèh comunque resta il fatto che è stato gentile “sopra la media” nel rispondere in modo cordiale a tutto…poi lo scazzo era già compreso nel pacchetto-intervista…si sapeva…è anche normale…ha suonato bene e la sua telecaster marroncina non era niente male…è vero che la usa per fare solo 4 accordi (ma proprio niente di più) però rende alla grande…anche il tastierista mi sembra uno che ha intuizione…le melodie del piano nel disco sono semplici ma azzeccatissime…danno parecchio colore nei punti giusti. La bassista si, meriterebbe un capitolo a parte…ma scadremmo sicuramente nella volgarità ormonale.
Settembre 26th, 2006 at 19:34
Aoh…a Giov lassa perde la mi regazza!
..magari…piuttosto vi comunico ufficialmente che nella rece di Nux Vomica su Sullivan Street Records si sono fatto i nomi! ..i vostri ovviamente…preparatevi alle milioni di visite extra dsgli innumerevoli lettori di SSR che si fionderanno qui tramite link…
Oggi vivo nel Fantastico Mondo di Just dove sono fidanzato con bassiste strafighe e ho più lettori di Rollong Stone…
Settembre 26th, 2006 at 20:22
Si di Rollong stone abbiamo piu’ lettori, ma per quanto riguarda Rolling stone ne dubito sai?
Settembre 26th, 2006 at 20:24
sbuah!ah!ah!…
uff..possibile che non sai riconoscere una “Licenza Poetica” quando ne vedi una Sachiel?
…incompetente….
Ottobre 12th, 2006 at 10:42
[…] Interview with THE VEILS on IndieForBunnies […]
Settembre 30th, 2007 at 13:47
Quanto ti invidio, sei riuscito a parlare col cantante dei Veils!!!!é difficile che i gruppi piuttosto recenti mi facciano venire i brividi, ma loro…una domanda però gliela avrei fatta…ma “LAVINIA” come caspita gli è venuta, la prima volta che l’ho ascoltata mi ha davvero commosso, sembra che l’abbia scritta io!
Giugno 7th, 2008 at 12:49
[…] Recensione “NUX VOMICA” Intervista con THE VEILS […]