Bel Auburn – Lullaby In A & C

27 settembre 2006
«Tieni…vedi che te ne pare e se vuoi scrivici su due righe…».
Accendo la tv e mi deprimo alla grande. Ancora poltiglia mimetica. Ancora fangoso patriottismo color oliva. Il Vietnam non vi ha insegnato un cazzo di niente. Non sarete mai l’orgoglio di nessuno. Nauseato, il televisore, si autospegne. Sento i battiti che fanno tremare le finestre. Non è il mio sangue che pulsa in modo ritmico e neanche il terremoto. E’ l’anima di queste canzoni lente e potenti come un Mammuth. Pop-melancholy-tronica (E su questa esigo i diritti!) che mi allarga le vene.
«…vedi che te ne pare».
«…vedi che te ne pare».
«…vedi».
A me pare solo che se mi avessero dato da bere queste ninne nanne da piccolo poi sarei cresciuto su ancora più strano, paranoico e ipnotico di come sono adesso. Non c’è limite al meglio! Fade-in dell’anima. Wow! Per un attimo avevate dimenticato di avere un’anima così ingombrante. Questo disco è Damien Rice che prova a fare post rock ma gli riesce una strana e lenta alchimia elettronica, contorta e avvolgente, in cui miliardi di piccole note schizzano via dal fondo del manico di una chitarra elettrica e si dilatano nello spazio allungandosi fino a diventare strisce bianche….lunghissime….lontanissime….bellissime. Axel ma chi cazzo te l’ha dato sto disco? Ma chi cazzo è questo soggetto che ha composto “Burn Unit”? Perché non l’ho conosciuto? Ma perché non lo conosco??? Perché non ho potuto offrirgli un piatto di pasta scotta e un bicchiere di vino? Imbottigliato e liquido. Questo disco è liquido. Ho deciso. Perché non cominciano finalmente ad imbottigliare i dischi invece di comprimerli sempre di più dentro la plastica? Questo sarebbe il disco perfetto da servire durante lo spuntino di mezzanotte. Potreste mangiare anche ad occhi chiusi. Il riverbero lontano e il feedback e il loop e poi la batteria che entra proprio alla fine quando pensi che sei crepato (“Just Love”). Vabbèh…basta…ho deciso che uscirò e per continuare a sciogliermi fuori, magari di fronte allo sguardo incredulo dei vecchi seduti nel giardino dell’ospizio.
Cover Album
Band Site
Lullabies In A & C [ 2006 ] – BUY HERE
Similar Artist: Cyann & Ben, Bright Eyes
Rating:
1. Lullaby In A
2. Metropolitan (Watercolor)
3. Blind Ward
4. Good Night
5. Roses
6. Lullaby In C
7. Metropolitan (Oil)
8. Burn Unit
9. Just Love

Non ci sono articoli correlati.

 

 

 

13 commenti »

Ultime recensioni

Champ

TOKYO POLICE CLUB
Champ

Ok, confesso! Se devo dirla tutta allora la verità è questa: mi sono accaparrato…

The Noyelle Beat

STANDARD FARE
The Noyelle Beat

Di Sheffield mi viene in mente solo l’oscurità di una notte con poche stelle.…

Oku

KING BLESO & THE VOODOO SOUL UNLIMITED
Oku

King Bleso è in realtà Gopher, veterano della scena hip-hop e reggae italiana (nel…

Hitecherous [EP]

AFRICA HITECH
Hitecherous [EP]

Mark Pritchard e Steve Spacek non sono dei novellini: il primo ha già dato…

United Nations Of Sound

RPA & THE UNITED NATIONS OF SOUND
United Nations Of Sound

Quindi è tutto finito?
Siete davanti al televisore e guardate l’incontro del vostro pugile…

DJ Kicks

JAMES HOLDEN
DJ Kicks

Pochi si saranno dimenticati di questo ragazzetto inglese che nel 2006 sfornò un album…

Lineare

NEVICA SU QUATTROPUNTOZERO
Lineare

Un disco coi controcoglioni. Si potrebbe chiuderla qui, a questo punto. Il cantautore italiano…

The Place We Ran From

TIRED PONY
The Place We Ran From

È un sentimento condiviso, quello che ci attraversa i pensieri in situazioni faticose, che…