NUMERO 6
Dovessi Mai Svegliarmi
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L’odore del disgelo, il piacere del risveglio, nonostante tutto.
Stiracchiarsi al sole mattutino e partire. “Dovessi mai svegliarmi” dei Numero 6, nello specifico, parte proprio bene: morbido e avvolgente, coretti e clap clap. “Spara se vuoi”, “Un finale rocambolesco” e “Automatici” sono una tripletta da lasciare di stucco: tre piccoli capolavori di quel pop italiano che accarezza i timpani con arrangiamenti preziosi e curati, scalda il cuore mantenendo però il giusto distacco e solletica la corteccia cerebrale con testi intelligentemente lievi, con quella capacità che è poi il mistero profondo dell’arte pop, di far apparire spensierato anche un trattato di filosofia e permettere l’ascolto a più livelli. Proseguendone l’ascolto la tavolozza dei colori esplode lasciando spazio a chitarre appena più robuste e rockish, giochetti quasi electro-wave, comunque anni ’80, che ti guardi intorno per vedere se sei solo e puoi metterti a fare il “ballo del manichino” senza troppo vergognartene (“A galla i demoni”), jingle-jangle di chitarrine acustiche da qualche parte sopra l’arcobaleno (“Mi succede”), risentimento e sarcasmo stemperati da un falsetto “Vibrante” e da un kazoo strombettante (“Al cuore della storia”), refrain strumentali definiti e definitivi (“Stiamo per perderci”). Poche concessioni al superfluo e qualità compositiva pressoché costante fino all’ultima canzone: “Da piccolissimi pezzi”, altro piccolo capolavoro tra “Karma Police” e “The Passenger”, per quel che mi riguarda il vertice dell’intero lavoro (“Io non faccio poesia. Verticalizzo e bado al sodo”). In definitiva, i Numero 6 mi si sono rivelati come una vera e graditissima sorpresa, di quelle che quasi ti torna la fiducia nella musica Pop italiana. Un’altra meravigliosa anomalia che rischia di restare segreto per pochi. Sarebbe un vero peccato! |
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6 Ottobre 2006 @ 12:13
concordo su tutta la linea.
veramente un disco che ti riconcilia col pop (in) italiano. attualmente in tour… non perdeteli dal vivo!
!g
6 Ottobre 2006 @ 13:03
d’accordo con recensione. scoperti qualche mese in ritardo, ma bravi. e i video, su youtube, non sono niente male. e poi c’è mezza stella in meno rispetto a moltheni. e anche questa ci sta, considerando toilettememoria..
6 Ottobre 2006 @ 13:05
enormous! grazie anche al solerte primo commentatore
(Karma Police? magaaaaaaaaari)
(The Passenger? MatteoBlume, sputa il rospo!)
6 Ottobre 2006 @ 13:06
e grazie anche al secondo… ma tutti antijuventini dovete capitarmi?
per me l’ottimo Moltheni e i Ragazzi si equivalgono…
6 Ottobre 2006 @ 13:48
niente di più facile che “antijuventismo” e ascolto di buona musica si concentrino ambedue tra le persone assennate
6 Ottobre 2006 @ 15:43
Non a caso il nome era venuto fuori nei commenti al post sotto. Sono d’accordo con Bolla, mezza stella in più per Moltheni ci sta.
6 Ottobre 2006 @ 16:26
il titolo toilette memoria non è un buon viatico verso un disco - almeno per il sottoscritto. i miei ricordi di toilette risalgono al 1923, quando… ma questa è un’altra storia, che forse approfondirò con just o con giov…
.
per quanto riguarda invece il disco in questione, dalle influenze segnalate mi sembra musica che si adatta bene alle mie orecchie (6 ott 2006, giornata delle frasi contorte, agghiaccianti ed equivoche)
6 Ottobre 2006 @ 20:22
Vi avverto questa è pubblicità, ma non è comparativa o concorrenziale, senno’ non starei qui con just a scrivere recensioni. Ma sul nostro sullivan street, che trovate nei link a destra della pagina abbiamo recensito nientepopodimeno che il nuovo Micah P.Hinson e i Bardo pond.Mica pizza e fichi!
6 Ottobre 2006 @ 20:23
Non sono esattamente il mio genere..ma mi pare un bel pop made in italy…magari fosse questa la musica in cima alle classifiche italiane. Magari…
6 Ottobre 2006 @ 20:39
concordo con just, ottimo pop anche se non è la musica che ascolterei a ripetizione.
7 Ottobre 2006 @ 18:51
Il titolo toilette memoria sarà spiegato nell’intervista (ed è piuttosto sconvolgente o almeno lo è stato per me ascoltarlo dalle parole di umberto l’altro ieri…). Pamello io e te non dobbiamo più parlare di cacca che mi guasta tutto il Karma positivo. OK?!?
Fratello Goodman mi sorprendi sempre….ieri in giro mi hai riempito il cervello di nomi new wave anni ottanta che non avevo mai sentito nominare, che fanno musica tostissima, funerea, suonata con barattoli e ti sei comperato due dischi che solo per le rispettive copertine non troveranno mai posto sulle giov mensole di legno apposite. Poi recensisci ottima musica italiana (nota: proprio un bel periodo questo…a breve anche rece Mersenne sul sito…) ma alla fine scrivi canzoni folk semi acustiche e incasinate sul fatto che la ruggine non dorme mai e neanche tu più di tanto.
Per la serie “chi non è matto non ce lo vogliamo”!.
7 Ottobre 2006 @ 19:35
Giusto e solo perchè mi si interpella e amorevolmente “insulta” intervengo in mia difesa precisando che:
I Wall of Voodoo erano (primi ottanta) e sono troppo avanti, tra le cose più geniali che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi anni, sembra di assistere ad una piece teatrale sull’Apocalisse scritta e diretta da Raymond Carver e Sergio Leone con per colonna sonora Ennio Morricone che suona punk coi Kraftwerk, amavo già alla follia “Dark Continent” e mi sembrava giunta l’ora di comprarmi anche “Call of the west”.
Scaricatevi assolutamente e gratuitamente la cover di “Ring of fire” di Cash dal loro sito:
http://www.wallofvoodoo.net/index.html
Di questa canzone ne parlano pure su Blow Up di questo mese.
L’altro disco per l’acquisto del quale mi si “infama” (per dire Giov…è ovvio che è un gioco che piace anche a me!) è la ristampa dei This Heat (giallo/blu) trovato usato (o meglio recuperato dopo tentativo di furto e quindi un pò scalcinato) a 10 euro…era possibile non comprarlo al volo?
Vero oggetto del desiderio, precursori di tutto quel che sarà dalla tecno alla drone music dal noise al post-rock consigliato a chi pensa che Liars e Xiu Xiu siano degli innovatori assoluti ed imprescindibili…non che non sian bravi! Per carità…ma vi ricrederete.
Detto questo mi scuso per avervi rotto le scatole con queste cose “da vecchio” ma ogni tanto mi va di parlare anche dei dischi che amo ma per motivi di età non trovano spazio su indieforbunnies(ringrazio quindi il carissimo giov per avermene dato occasione), ad ogni modo 8 stelline ad entrambi (certo, su 5!).
7 Ottobre 2006 @ 22:23
A me sti This Heat non me piacciono proprio…per carità, precursori lo sono sicuramente stati, ma al di là di quello non mi dicono niente…gloria ed onore ai Numero 6 invece….!!!
8 Ottobre 2006 @ 02:26
Pr carità!
Non si voleva cambiare discorso del tutto!Chiedo scusa se è sembrato così.
Gloria ed onore ai Numero 6!
Senza ombra di dubbio alcuno!
8 Ottobre 2006 @ 08:11
io caro astar vorrei proprio che riuscissi a recensire anche sta roba (rubrica tipo “retropolis”) così potrei contemporaneamente farmi una cultura su un periodo che “non frequento” spesso e allo stesso tempo sfotterti a dovere ufficialmente ;D
…scherzo.
ciaxxx
8 Ottobre 2006 @ 16:01
Astar sei la terza persona che in pochi giorni mi nomina i Wall of Voodoo. La curiosità è cresciuta in maniera espnonenziale.Scarico qualcosa e approfondisco l’argomento. Sul nuovo numero di BLOW UP c’è una classifica delle 100 cover meglio realizzate nella storia del rock. AL numero 1 abbiamo “RING OF FIRE” (johnny cash) riproposta proprio dai Wall Of Voodo.
X quanto riguarda i Numero 6, altra grande scoperta. Non li conoscevo. Quest’album è ottimo. A Novembre suonano a Roma al TRAFFIC io ci faccio un pensierino….
9 Ottobre 2006 @ 07:44
…si ma quelli in copertina sono loro???
Io non posso dar via i miei soldi a persone con quella faccia, cazzo.
(…a meno di avere puntata una lama alla gola)
9 Ottobre 2006 @ 11:33
io invece se il buon helmut mi appoggia qualche soldino ai tizi in questione li dò…il concerto me lo vado a vedere volentieri…
…e poi a mio modesto avviso le foto scattate in questo scenario innevato sono una vera figata… (uno dei 2 assomiglia in modo inquietante a Dave Grohl dei Foo…)
…in merito alla possibilià di realizzare recensioni di album anche di qualche decennio fa, si pensava,una volta in piedi il portale,di aprire una sezione del tipo “Time Machine” o “Pietre Miliari” dove ogni recensore di IFB può scatenarsi recuperando dischi del passato…è ovvio che a questo punto da ASTAR mi aspetto una rece. dei Wall Of Voodoo
(Mi sono procurato “Dark Continent” e “Call of The West”…)
9 Ottobre 2006 @ 13:37
…ovviamente la mia era una battuta. L’album non l’ho ascoltato: innegabile che se mi dovesse piacere i soldi li spendo volentieri per vederli live, anche se non fossero stati dotati da madre natura di una faccia.
Troppi ascolti sto periodo non ci sto capendo più una mazza.
p.s.
axel ma quel tuo “procurato” a cosa allude?? (trattasi di retorica ovviamente…)
9 Ottobre 2006 @ 14:53
Bravi bravi…attendiamo il portale.
Bravo Axel…non demordere ai primi ascolti, non ti fare fregare dal sound un pò anni ‘80, sviscera ed entra nel mondo wall of voodoo e poi mi dirai.
Correte a vedere i video di Swim sul nuovissimo http://www.noswim.com puro divertimento a bassissima fedeltè oh yeah!
9 Ottobre 2006 @ 15:25
beh dalle mie parti la parola “procurato” è spesso legata a concetti del tipo “…beh che vuoi che ti dica è accidentalmente caduto da un furgone in corsa”…giov mettila così ultimamente, musicalmente parlando, sotto casa mia la strada è piena di crateri, l’autista chiude male il portellone e alla prima buca lascia per strada una marea di mp3…
…cmq a mia discolpa posso dire che se l’ascolto mi conquista e soprattutto se le offerte pullulano non mi spavento a presentarmi alla cassa danaro munito…
9 Ottobre 2006 @ 18:52
si beh…sto mese per come stanno andando le cose sul sito misà che devi mette mano al portafogli, fratello!
sotto casa mia sti cazzo di furgoni non passano mai e se passano le buche non le prendono mai!!!
15 Ottobre 2006 @ 12:30
Ciao,
Just discovered Indie for Bunnies today. The first bands atracted me at first, but what I found more interesting were the post on Italian music. Numero 6 for example were a wonderful suprise for me. Unfortunately, where I live now, the only Italian music that gets here is Eros Ramazotti and Paula Pausini :(.
Tks to you, I can for the very first time discover some high quality Italian music.
I write on Polish music and Portuguese. I invite you to discover some of the bands as well. In the end, I hope you also agree that there’s more to Polish and Portuguese music rather than Disco polo or fado.
Take care
Romeu
Music@PL.PT
PS: I’ve added you to my recommended blog list.