Mersenne - Stolen Dresses
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Incredibile come i tuoi occhi infuocati mi stiano ancora consumando da dentro. Curioso come ci siano ben 5 gruppi indie dal nome che inizia per “K” che mi coccolano a meraviglia le orecchie. Fantastico come ogni volta che scrivo, intorno a me, diventi all’improvviso tutto più buio della tua coscienza. Diagonale come questi capelli comincino ad assomigliare ad un groviglio malefico di serpenti. Le icone spariscono dallo schermo. Fisso per un secondo l’immagine degli alberi ingialliti e il monitor esplode in mille frantumi vetrosi. Non esce neanche Freddy Krueger a darmi una pacca amichevole. Rimane solo un buco. Dondolo sulle tue parole. Il fatto è che non riesco più a sentire con la tua pelle. Mi dissocio da tutto e resto in ascolto di quello che passa la casa. La casa, nello specifico, trasuda dalle pareti il disco dei Mersenne. I Mersenne sono tre. I Mersenne sono di Bologna. I Mersenne mi fanno venire voglia di scendere in strada, spaccare la mia mazza da hockey sulla schiena di qualche tipo pettinato per bene dalla polo col colletto alzato, baciare la prima donna che incontro e poi piangere romanticamente in attesa del tramonto. A Bologna il tramonto non lo si vede. Lo si intuisce. Ho abitato per sei mesi al centro della città e il sole era più che altro una presenza “per sentito dire”. «Hai mica visto il sole oggi?» «Mmmh no, non mi pare…però ho visto i Mersenne! Erano sul palco…suonavano prima dei Modey Lemon». Nella musica dei Mersenne, si percepisce quel bagliore istantaneo, tipico del sound americano, della bassa qualità in fase di scadenza, quella qualità rabbiosa firmata Weezer, Pixies, Death Cab For Cutie. Aprite le orecchie: questo disco è pop ma con disinvoltura punk. Questo disco parla di una generazione che ha studiato coi soldi di papà per fare l’ingegnere alla NASA e ora lavora part-time al Conad, suggerendo le migliori offerte della settimana a studenti squattrinati che sognano a loro volta di diventare famosi. Arpeggi elettrici e sognanti. Accelerazioni improvvise. Svogliatezza e disinvoltura nella gestione delle distorsioni. Prego signora prenda pure le zucchine. Sono freschissime.
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9 Ottobre 2006 @ 13:45
Questo cd dei Mersenne sa farsi voler bene, lo prendi un po sottogamba all’inizio. Poi sulla distanza ti frega con l’onesta che solo certo indie rock riesce a sfoderare. Niente male davvero!
9 Ottobre 2006 @ 13:46
Giov mi preme sottolineare che la ricorrenza di zucchine e mazze all’interno del tuo post sono l’ennesima manifestazione inconscia della tua latente omosessualità.
Fattene una ragione.
9 Ottobre 2006 @ 13:55
Questo disco non è affatto male, niente che resterà per sempre nel mio lettore, ma resta un’ascolto comunque molto piacevole.
9 Ottobre 2006 @ 14:13
ciao vi leggo da qualche tempo e questa recensione mi spinge per la prima volta a lasciare un commento. intanto vi ringrazio per tutte le dritte sulle band che mi avete dato in questi mesi e continuerete a darmi però certe volte non ci capisco veramente niente. ho ascoltato i brani dei mersenne e mi sono piaciuti molto, ma non riesco a capire come li giudicate voi. mi sono persa dopo le prime righe e non è la prima volta che leggendo una vostra recensione mi accade.
perchè non provate a scrivere in maniera più semplice?
Laura supplente di lettere
9 Ottobre 2006 @ 14:57
ancora devo formarmi un giudizio complessivo su questo disco.
però giov - ti assicuro - se dopo questa tua recensione pubblicano la mia dei les georges leningrad, qui il sito viene chiuso dalla neuro e i recensori sbattuti in qualche oscuro carcere del kirghizistan… (a qualcuno potrebbe andare anche peggio…con risata inquietante in sottofondo…)
9 Ottobre 2006 @ 15:12
ahahahahhahahahah
Just niente in contrario agli omosessuali (anzi, c’è il mio barbiere di fiducia che è tremendamente bisessuale, anche se credo non lo sappia ancora del tutto…) ma ti posso assicurare che non è come dici tu. Però…non so…farò delle verifiche… .
Sachiel ti appoggio in pieno (eufemismo, considerando come sei grande tu e come sono scricciolo io…)
Pam…I do Hope un giorno che il sito venga chiuso dalla neuro. Anzi…diciamo che sto cercando di lavorare al meglio proprio affinchè ciò accada…e mi sembra che anche tu ci stia dando dentro alla grande nel migliore dei modi.
Se il sito viene chiuso prima che just e fran mettono su la nuova barra invece del kirghizistan ci mandano in uzbekistan.
9 Ottobre 2006 @ 15:17
ebbene si Pam !!!
Come era già successo per la successione UTIOG e Hey WillPower! , avendo a disposizione molte recensioni da voi inviate (…ragazzi un ringaziamento a tutti per il fantastico/prolifico momento compositivo), mi sto divertendo a fare il DJ-REDATTORE…cercando di legare con qualche logica (????) gli articoli che mi mandate…
…domani va in campo “les georges leningrad” (da tempo avevo pensato a questo mix diabolico Giov vs Pam)
mi sa che la prima denuncia alla neuro parte proprio da Laura
9 Ottobre 2006 @ 15:19
…ops…scusate…mi accorgo solo ora che ho saltato un post…sorry. Cerco subito di rimediare.
Dunque Laura: evidentemente sei capitata sempre e solo quando scrivo io (che sfiga direi…) che in genere incasino un po’ le cose ma ti assicuro che se leggi bene capisci tutto e anche di più e, inoltre, se leggi al contrario partendo dalla sesta parola della sesta riga il sesto giorno della settimana riesci a ricavare anche la tua reale dichiarazione dei redditi.
9 Ottobre 2006 @ 15:43
noooooooooooo!!!!!
c’è qualcuno che mi insegue con un paletto di frassino in mano, mentre un innocuo vampiro sta leggendo focus di ottobre e ascoltando l’ultimo dei cursiveeee!!!
axel: non so cose succederà combinando questa recensione con la mia. anche se forse mancherà un pizzico di coda di rospo e qualche zampa di ragno, gli effetti astronomici dovrebbero essere non indifferenti…se poi just avesse pubblicato qui la recensione dei bardo pond invece che su sullivan street records (pubblicità occulta: immaginatevi me sorridente, con una foglia di fico, che mostro un volantino di sullivan street…), non oso pensare a quello che sarebbe potuto succedere…
laura: auguri per la recensione di domani…e, se hai un esorcista sotto mano, bè…
9 Ottobre 2006 @ 16:27
non posso che sorridere, la mia era una domanda seria, la risposta di giov x niente.
non commenterò più.
9 Ottobre 2006 @ 18:17
Cos’è siamo di fronte al primo caso di qualcuno che sorridendo si incazza? Pensa se leggevi la rece dei Bardo Pond…gh–gh—gh–
Ma insomma poi cos’è ad una supplente di lettere sfuggono anche i piani di lettura in un commento di 8 righe…eheheh…
Se Laura esisteeeeee cicciolina è vergineeeeeeee…smuah!ah!ah!
9 Ottobre 2006 @ 18:18
Laura, sono stili differeti. A me quello di Giov piace da morire, forse tu preferisci le recensioni piu’ tecniche e meno emotive. Ritenta sarai piu’ fortunata.
9 Ottobre 2006 @ 18:48
Ok Laura dai…faccio il serio…vedi non è vero che scriviamo sempre incasinato: prendi la mia ultima rece di moltheni, non mi sembra ci sia nulla di particolarmente psichedelico. Ho inviato altre recensioni questo mese che dovranno essere ancora pubblicate e sono piuttosto dirette ed esplicite (tra cui quella dei veils, di sussanna and the magical orchestra, dei vetiver). Solo che ogni tanto (anzi spesso) mi piace scrivere come più mi riesce naturale (ossia come ho scritto questa o quella degli elle o quella dei Bel Auburn). Il modo “intrippato” con cui scrivo spesso è quello che mi diverte di più e che spesso (te lo posso garantire) piace di più alle etichette che ci spediscono i dischi che vogliono veder recensiti sul sito. L’importante è non eccedere e cadere nel tranello di scrivere sempre così. Qui dentro c’è chi usa una dose maggiore (enorme direi!!!) di ironia, chi si lascia andare più alle emozioni e chi invece analizza i dischi da un punto di vista squisitamente tecnico-musicale-oggettivo. Questo è il bello del sito. Spero di aver risposto in maniera meno ironica e più in linea con il tuo post precedente. Ovviamente questa voleva solo essere una spiegazione di come trattiamo noi la musica su IFB, ciò non significa che io modificherò in futuro il mio modo di scrivere.
ciao.
9 Ottobre 2006 @ 20:18
Quando si ascolta un disco c’è un forte aspetto emotivo, almeno nei dischi che piacciono.E quando si decide di scriverci su qualcosa a volte prevale questo. Talvolta, invece, si inizia a scrivere e l’aspetto tecnico prevale su tutto. Dipende dai momenti, dai dischi e da dove l’ispirazione porta colui che scrive. Comunque Giov, inutile dirlo, continua sulla tua linea. Qualunque cosa tu scriva mi piace.Punto.
9 Ottobre 2006 @ 20:43
a me sta benissimo, non ho la pretesa che tu cambi il tuo modo di scrivere, ho semplicemente detto che io, sottolineo io, non avevo capito bene, e che ho trovato più esaustive le tre stelle che tutto l’articolo. non ho mai detto che scrivi sempre intrippato, ne che scrivere intrippato sia sempre incomprensibile, tutto qui.
volevo solo comunicare con voi ma la tua prima risposta mi è sembrata fuori luogo. non mi permetto di criticare chi scrive e fa il suo lavoro ho posto solo una domanda.
spero di aver chiarito
9 Ottobre 2006 @ 22:33
Ahò regà tranquilli…Giov stava scherzando Laura, tutto qui….c’è stato il più classico dei misunderstandig…
Cmq sappiate che ora su Europa 7 c’è una specie di Processo di biscardi con gli stessi”ospiti”.
C’è un dibattito intorno a Calciopoli.
C’è Moggi in veste DI OPIONISTA che non fa parlare nessuno e nessuno lo contraddice!!
E’una cosa incredibile!!!
Questo tanto per rimanere in tema di serietà e sempre attinenti all’argomento di cui si discute…
10 Ottobre 2006 @ 07:24
Laura a me sembra (come dice anche Helmut)che dovresti farti più spesso na sana risata tutto qua… . Tra l’altro, si, hai chiesto esplicitamente se possiamo scrivere in maniera più semplice. La mia prima risposta fuori luogo…e madonna e che t’ho detto? Ma che c’hai veramente problemi di dichiarazione dei redditi? Poi in maniera penso più educata ti ho spiegato come funziona il sito ma non volevo bacchettarti su nulla e te l’ha ripetuto anche sachiel…ma se continui a fare la permalosetta allora misà che è meglio veramente che non commenti più. Anzi casomai comprate na copia di Rolling Stone in edicola… .
10 Ottobre 2006 @ 08:27
io vorrei invece spezzare una lancia (e giù con le metafore!) a favore di laura.
giov: con questo non voglio dire che qualcuno le ha mancato di rispetto. però, ad una persona che commenta per la prima volta sul blog (e che soprattutto ignora - fortunatamente - le nostre gravi malattie mentali), la risposta che gli hai dato - brutto pezzente!
è molto probabile che sembri un’autentica presa per il culo. questo non sarebbe accaduto se - ad esempio - invece di rispondere a laura avessi risposto a just (che ormai conosce a memoria l’umorismo malsano che pullula in questo ambiente).
laura: io ti posso assicurare che il modo in cui giov ha risposto non era assolutamente una mancanza di rispetto nei tuoi confronti (leggendo i commenti di una recensione a caso te ne potrai rendere conto tu stessa). era - anzi - un modo per accoglierti, per dare il benvenuto al tuo primo (e spero vivamente non ultimo) commento. non era una presa in giro. è che qui ci prendiamo molto poco sul serio…tutto qui
10 Ottobre 2006 @ 09:33
ok dai basta! Chiedo ufficialmente scusa a Laura se l’ho in qualche modo offesa o affini. Anche perchè non avrei ulteriore tempo di insultare anche te, mio lungocrinito amico recensore Pamello, considerando il fatto che Bush sta per far scoppiare un’altra guerra, ho appena avuto un leggerissimo problemino tra la coloreria italiana+la lavatrice+le converse e che devo ancora recensire le ultime uscite Sub Pop, Green Fog, Alpha South e sinceramente le mie orecchie cominciano a fischiare un pochetto… .
Passo e chiudo.