LES GEORGES LENINGRAD
Sangue Puro
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Applauso, lor signori – clap, clap – sta per iniziare l’unica indie-pastiche tragi-comica (più tragica che comica), irriverente, kitsch, distruttiva, esuberante ed esibizionista, che “demolirà i confini tra musica, presentazione e promozione”. Non esiste morale o messaggio per i posteri; solo assurdità; solo caos – a prezzi stracciati. Introduzione |
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10 ottobre 2006 @ 09:39
O__O
!!!
Ti sei scordato la Trielina. Se ce la mettevi era meglio secondo me.
p.s.
…vada per il kirghizistan.
10 ottobre 2006 @ 10:02
Dio Pam…e io che pensavo di essermi divertito ieri sera con una pizza e na birra. Cazzo ma questa si che è gente che sa stare al mondo! Tempo di saltare a piè pari dentro a mia salopette a costine viola, mi infino i moon-boot e mi faccio sparare da un cannone in kirghizistan…dove sicuramente sti LGL passeranno in tour anzichenò!
Ci si vede sul posto!…io sarò quello con il culo bruciacchiato e il sorriso a 32denti.
10 ottobre 2006 @ 11:20
Apprendo solo pochi minuti fa della disquisizione con Laura e ne sono sinceramente addolorato un pò per lei ed un pò per la mancanza della benchè minima professionalità dei bunnies (di cui faccio parte nonostante mi si senta poco), ragazzuoli non è necessario battibeccarsi con cavolate continue nei commenti ad una recensione: esistono Messenger, Skipe, le mail.
Senza voler far la morale, ma come fate a non capire che uno che viene su questo sito vorrebbe innanzitutto (non SOLO! ma innanzitutto) che si parlasse di musica.
Ed infine, siete dei bravissimi scrittori e la vostra fantasia pullula di furore creativo ma leggendo per fare un esempio questa recensione (divertente niente da dire, e che sicuramente rende lo spirito del disco più di altre mille analisi tecniche o storiche) non vi stupite/ci stupiamo che qualcuno non capisce quello che si sta dicendo…
E se ha il buon senso di chiedere spiegazioni instauriamo un dialogo innanzitutto (non SOLO! ma innanzitutto) professionale.
Sennò prevedo un futuro in cui ci leggeremo solo a vicenda, commentandoci e divertendoci un mondo, raccontandocela e suonandocela da soli in un infinito loop logorante ed alienante.
E’ solo un consiglio, senza avere assolutamente niente contro nessuno, capitemi per favore.
Faccio basta.
10 ottobre 2006 @ 11:28
Nel commento precedente c’è un uso della consecutio temporum e dei congiuntivi poco meno che aberrante:
Colui che trova più errori e lo comunica per primo con una telefonata in redazione vince uno scatafascio di dischi aggratis!!!
Un pò per corregermi: sono incredibilmente pignolo.
Un pò per sdrammatizzare: ora mi ascolto i Les Georges Leningrad.
Cià!
10 ottobre 2006 @ 12:11
Astar senza voler far la morale, alla fine, la fai. Il discorso era stato già chiuso nella mia rece e non serve a niente riaprirlo. Ho chiesto scusa a Laura se ho esagerato con il sarcasmo un po’ “spicciolo” e stop.
peace.
10 ottobre 2006 @ 12:32
sì, anche secondo me: morale poco – o per nulla – necessaria. non fosse altro che il discorso era già stato chiarito.
per quanto riguarda la recensione, di questi discorsi ne sono venuti fuori tantissimi. si è parlato fino all’inverosimile che ci sono diversi tipi di approccio, diversi punti di vista che ognuno usa nel fare una recensione. per quanto mi riguarda, ripeto quello che giov ha già ri-affermato: ognuno scrive come gli pare (nb questo non è assolutamente un riferimento al discorso di laura!); poi – diciamo – il lettore è libero di leggere/criticare/non-cagare/ecc. la recensione.
sarebbe “sbagliato” fare una recensione con lo stream of consciousness di joyce o virginia woolf (ammazza! ho pure studiato!); ma sarebbe altrettanto sbagliato iniziare ad inserire, sotto le recensioni, la guida tv…
10 ottobre 2006 @ 13:33
Io sono in linea di massima d’accordo con “Astar Buonuomo” detto il Moralista Latente..no vabbè
dico dato che ora ci si firma con qualifiche e titoli deh!hi!eh!oh!oh!
Qualcuno (facciamo pure tutti) dirà…maccome tu che spari boiate a raffica! il bue che dice cornuto all’asino…Paris Hilton che grida puttana a cicciolina…sì insomma.
Voglio dire, seriamente: la scelta del linguaggio determina il fruitore. Se volete scrivere per tutti, beh essendo uno che nel campo della comunicazione bene o male ci lavora direi che si è sbagliato approccio: MTV è il punto di riferimento. 32 milioni di spettatori di media giornaliera su tutto il pianeta terra….statistica pure vecchia di quasi 10 anni non voglio sapere oggi.
Se invece volete stare sopra le righe e cercare quell’ascoltatore diagonale, che nella logica del genere o del settore non ci vuole stare, invece direi che ci avete preso.
Quindi insomma abbracciata una linea editoriale, se non punti una direzione non puoi sapere dove stai andando e tutte quelle storie lì, vuol dire anche che sapete a “chi” vi state rivolgendo. Senza togliere accessibilità o fruibilità al lettore casuale che, se legge capisce, si diverte, apprezza..bene. Altrimenti pazienza, non si deve far contenti tutti per forza.
Questo per dire che si sono d’accordo con Astar nel principio: non tutti possono gradire o capire questo approccio alla scrittura. Ma mi sembra una cosa assolutamente normale. Poi sull’applicazione pratica dato che fin’ora ci si è mossi in questa direzione con soddisfazione di tutti (lettori compresi se è vero che gli accessi al sito sono cresciuti) non credo ci siano problemi. Ma non ci troverei nulla di strano o inaccettabile se si volesse cambiare impostazione o filosofia a IFB. Insomma che ha creato IFB mi sembra avesse le idee chiare in merito. Se ci sono cose da modificare o ridefinire non c’è problema, basta discuterne abbiamo un forum apposta.
Per quanto riguarda tutta sta De Filippata nata da un commento csuale insomma io alla cosa ho accennato già nel forum. Se si vuole chiarire il discorso lì non c’è problema. Qui sicuramente l’argomento per la sua importanza e interesse è stato sviscerato pure troppo eheheh.
Mi rinviscero e ve saluto che c’ho fame!
10 ottobre 2006 @ 13:37
Su questo non discuto e sono daccordissimo con voi, ci mancherebbe.
Basta guardare come anche io scrivo talvolta.
La presente recensione ad esempio , che mi ha ispirato la riflessione è a parer mio ottima (come già detto: probabilmente esprime molto meglio il contenuto e lo spirito del disco di tante disquisizioni tecniche e/o guide tv) ma non è difficile immaginare che magari non è comprensibile da chiunque e senza per questo dover cambiare una virgola, nel momento in cui quel chiunque chiede delucidazioni…delucidiamo.
Tutto qui.
Detto questo mi scuso se ho appesantito il discorso e ribadisco che non ho assolutamente niente contro nessuno e mediamente apprezzo molto le recensioni di tutti ed anche il modo di scriverle che ciascuno di voi ha.
Quello che volevo aggiungere riguardava semmai il rendere conto, a posteriori, di ciò che con tanta passione, fantasia e creatività si è fatto, tenendo conto che è comunque un servizio pubblico e (almeno per quanto mi riguarda) non lo si fa per sè stessi.
Se questo discorso vi infastidisce o io non ho capito qualcosa (tenete conto che sono abbastanza nuovo su queste pagine) sarò lieto di chiuderla qui o ricevere vostre critiche/spiegazioni.
Eventualmente e possibilmente in altra sede (mail).
Grazie.
10 ottobre 2006 @ 13:41
Ovviamente il buon Just ha postato mentre stavo scrivendo e l’ultima mio messaggio (romanzo? a volte mi rompo le b alle da solo) era da riferirsi a quanto sopra: insomma il post numero 7 divevo essere io…dannazione!!!
Va bene forum invece di mail…non ci avevo pensato!!!
10 ottobre 2006 @ 13:59
incredibile…nove post sul niente più assoluto.
New world record.
10 ottobre 2006 @ 13:59
…anzi…undici.
10 ottobre 2006 @ 14:13
La recensione mi è piaciuta moltissimo. preferrisco non argomentare ulteriormente la questione fruibilità e stile. Andiamo bene cosi’ secondo me, se pensiamo che pitchfork ha recensito l’ultimo dei jet postando semplicemente il video di una scimmia che beve il suo piscio, noi siamo i piu’ professionali del mondo.
10 ottobre 2006 @ 14:41
Ciao ragazzi prima di tutto noto con piacere , dalla rece, che anche Pam di recente si è rivisto Twin Peks su Sky.
In secondo luogo non posso che dispiacermi per le incomprensioni sorte proprio ieri con laura. Forse come ha detto giov si è beccata un paio di recensione di Giov/Pam di filato e…..patatrac, è come l’alcol, se nn sei abituato non lo reggi. Pensa Laura ci sono dei giorni che io passo e guardo solo le figure (SCHERZO!!!!).
Comunque il bello di questo sito penso siano la grande varietà di generi et stili. E poi diciamocelo per gente come Giov siamo anche terapeutici, le sue non sono recensioni ma flussi di coscienza. Forse laura intendeva questo, come darle torto, ma anche bangs aveva cominciato così poi ha inventato un genere. Smetto che sto diventando patetico ?!?!?! Vabbè, a stasera conigli … (writers & readers )
10 ottobre 2006 @ 15:07
fondamentalmente, quello che volevo dire io l’ha detto just (potremmo mettere su uno spettacolo di ventriloqui…): il fatto che un visitatore (sempre pronto ad essere smentito, comunque) venga a leggere le recensioni qui su indie for bunnies piuttosto che su un altro blog/portale, probabilmente è “anche” per come scriviamo le recensioni (oltre ai sample di axel e alla grafica di fran…slurp!slurp!). se poi questo fatto è confermato dalle visite in aumento, mi sembra allora che tutto funzioni alla perfezione. dici bene dunque – just – a proposito della “linea editoriale”. però, riallacciandomi anche al discorso di astar sul servizio pubblico (che fa molto rai…
), aggiungerei che non si può fare un discorso generale, senza considerare il contesto e – soprattutto – il prodotto che si “vende”. se mtv ha aumentato il suo bacino di utenza a dismisura è perchè ha puntato – quasi da subito, quasi – su un certo target d’età, santurandosi in parte (ma questo se lo poteva permettere, perchè erano molti di più quelli che arraffava a botte di hip-hop che quelli che perdeva per non aver trasmesso il video degli smiths). se noi (nel senso di indie webzine) cercassimo di accalappiare più visitatori con dei discorsi più fruibili (come molti altri siti, di cui – comunque – pitchfork non è il peggiore, anche se non brilla per temerarietà e sperimentazione), probabilmente ci rimetteremmo, perchè ad un disco indie dovrebbe – sempre secondo le illustri tecniche di marketing indie-commerciali del sottoscritto – corrispondere una recensione indie (che non vuol dire incomprensibile, badate bene!). è un po’come scrivere un libro, se mi passate il paragone: certamente l’autore punta alla maggiore visibilità possibile (cioè scrive per gli altri, per i lettori), però sarebbe molto poco credibile se scrivesse qualcosa “solo” o principalmente per piacere agli altri e vendere qualche copia in più.
comunque, questo è un altro discorso; io ho ancora l’effetto schizoide degli ultimi antibiotici (e si sente!). alla fine, il giudizio dei visitatori è quello che conta; e io sono stato qui a parlare del niente…
6 novembre 2006 @ 17:49
Les Georges Leningrad will try to be in Italy this next spring to make you move your bones….