BROADCAST
The Future Crayon
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Definitivamente affrancatisi dalla sciocca e superficiale etichetta di semplici cloni di Laetitia Sadier & soci e dopo aver licenziato - appena un anno fa – lo splendido “ Tender Buttons “, gli inglesi Broadcast tornano sulle scene con un’antologia che raccoglie 18 brani estratti dalla loro nutrita discografia.
“ The Future Crayon “ copre quasi interamente la decennale attività del duo formato da Trish Keenan e Jamie Cargill, andando a pescare tra compilation ( All Tomorrow Parties 01 ), e.p. di difficile reperibilità ( Extended Play e Echo’s Answer ) e 7 pollici introvabili ( Come On Let’s Go ). Il risultato, lo si capisce fin dall’iniziale “ Illumination”, non è una raccolta “ for fans only” come spesso accade in questi casi, ma una delle loro migliori release. “ The Future Crayon “ porta impresso a fuoco il marchio di fabbrica del gruppo di Birmingham: una musica che offre sentimenti umani a laptop e sintetizzatori, un suono capace di evocare panorami cinematici in bianco e nero e tingersi di avvolgenti atmosfere easy listening, di cavalcare le metronomiche distese kraut-pop degli Stereolab - con i quali condivide il raffinato gusto della canzone d’autore francese - senza dimenticare le coordinate elettroniche di casa Warp, Sarebbe stato un delitto non aver potuto ascoltare l’ipnotica dolcezza di “ Unchanging Window \ Chord Simple “ e “ Where Youth And Laughter Go “, il lirismo da soundtrack retrò di “ Daves Dream “ , i glitchismi dal retrogusto fifties di “ A Man For Atlantis “ e quelli groovey di “ Minus Two “, le colonne sonore per spy movie sint(h)etici “ One Hour Empire “ e “ Hammer Without a Master “e l’epico western elettronico “ Belly Dance “. Acquisto imprescindibile per i molti estimatori del gruppo, “ The Future Crayon “ è anche un’invitante occasione per coloro che si accostano per la prima volta all’universo sci-fi dei Broadcast. Questi ultimi – ne siamo certi – ci ringrazieranno… |
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11 Ottobre 2006 @ 14:23
Ciao Davids, completamente daccordo sulla necessità di scindere questi dagli Stereolab, meno sul giudizio che dai di tender bottoms che per me era stato un po’ meno di the noise made by people: fantastico. Ciap
11 Ottobre 2006 @ 17:02
Bene, io questi non li ho mai ascoltati, e certe atmosfere elettro-pop descritte solitamente mi piacciono abbastanza.Non mi resta che recuperare il tempo perduto.
11 Ottobre 2006 @ 17:10
io non conosco nada di quello che nomini a parte i Clinic, ma se ho capito bene il genere non è proprio il mio…
Però bella dritta lo stesso!!!
11 Ottobre 2006 @ 18:05
per la serie, parliamo - solo e soltanto - di musica: ma quello nella fote sei te? ;D
il disco mi potrebbe interessare, sebbene il genere non sia esattamente il mio. ho letto però un paio di recensioni così così di questo disco (come ti avevo già detto). l’unica soluzione è comunque ascoltare qualche canzone e vedere se me piascee…
11 Ottobre 2006 @ 19:49
Il disco merita secondo me…non è il classico electro-pop, anzi direi che ne è abbastanza distante…i tipi in questione sono maestri nel fondere diverse influenze…secondo me sono molto affascinanti…se poi ti piace il genere, sono da paura..
Fran..the noise made è un bel disco…ma secondo me ha meno personalità di tender buttons…
Cmq per la cronaca Blow Up gli da 8…e, sempre per la cronaca, è uscito il nuovo dei Clinic..è molto molto bello…
11 Ottobre 2006 @ 20:39
Mi piacciono sti mischioni di generi e sottogeneri. Mi fanno venire in mente il “Mostro di Fine Quadro”…un bibitone improbabile che si realizzava a fine festa (ai tempi quanto ero Giov-ane & Bello) con le scolature di tutte le bottiglie rimaste incompiute. Tecnicamente non piaceva a nessuno ma alla fine se lo scolavano tutti…eheheh!
11 Ottobre 2006 @ 22:17
Su Blow Up leggo che si è’ dato 5 a The Decemberist(album ottimio) e ai Bellrays(non l’ho ancora ascoltato ma per il genere che fanno mi sembra strano, solo rock&soul da una vita).
Poi però c’è un bell’OTTO(8) a Justin Timberlake…
Mah..
12 Ottobre 2006 @ 00:28
Sto disco di Justin Timberlake ovunque ho letto è stato sempre un gran bene. Le cose a questo punto sono due: o lui è un mito,o meglio lo è diventato in una notte perchè da come me lo ricordo io è un persoanggio di un inutilità cosmica…oppure il suo agente è un mito e ha tirato su una baracca di marketing da far paura.
Adesso comunque me lo scarico subitosubito..ma giuro che se non è minimo un lavoro decente non compro più una rivsta di musica in vita mia.
12 Ottobre 2006 @ 07:10
…ma Justin Timberlake e Orlando Bloom non sono la stessa persona???
Boh…vabbeh…tanto per rimanere in tema, se è per questo Blow Up ha dato anche una insufficienza cosmica all’ultimo dei Veils come mi ha fatto leggere il buon Brace.
Boh…
12 Ottobre 2006 @ 09:04
sì, anch’io ho letto le recensioni positive su justin timberlake. avrà assunto quel tizio del video fatto girare da axel…
e sì, i the veils hanno ricevuto critiche deludenti, ma non solo da blow up (io ne ho letta una non eccessivamente positiva su rockstar e da qualche altra parte sulla rete).
il 5 ai decemberists, non so: a me personalmente, questo gruppo non ha mai fatto impazzire. mi sembra - tanto per fare i recensori seri e parlare di musica…
- che la componente letteraria “sommerga” quella musicale (non so di preciso cosa ho detto, comunque…).
ps just: prova a mixare justin timberlake con i bardo pond (o i les georges leningrad) e vedi che viene fuori…
12 Ottobre 2006 @ 09:18
Fortunatamente non ho un bibbia di riferimento musicale. Questa è una buona notizia perchè mi rende un Uomo Libero sotto questo cielo. Ora non è solo per Blow Up è che proprio ovunque, pure dentro i biscotti della fortuna cinesi, mi trovo scritto che Justin Timberlake ha fatto un gran disco. Non sono neppure prevenuto, dopotutto mi piace Robbie Williams potrei pure farmi piacere un Justin Timberlake. Purtroppo però a casa mia, sarà na concezione anni 70 un po’ obsoleta per carità, titoli e copertine sono ancora un cordone ombelicale con la musica di un disco. Per questo sono al momento convinto che il nuovo disco de sto Timberlake sia un cagata pazzesca.
Cmq non temete vi saprò dire. E’ uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo.
Pam: Timberlake con i Bardo Pond ci stà bene grossomodo come la nutella sulle olive ascolane. Per carità i gusti so gusti…ma insomma da quando vomitare è diventato un piacevole passatempo?
12 Ottobre 2006 @ 14:24
pessimo il 5 a decemberist che a sto punto li voglio scaricare prima dell’ acquisto….
ancor più pessimo l’ 8 a timberlake, io non so se Blow Up e Bitchfork a sto punto siano finanziati dal governo statunitense. Cmq max rispetto per blow up !!!! UP THE WIRE !!!!