banner

THE VEILS
Nux Vomica

12 ottobre 2006

E’ buio.
Guido senza fretta.
La strada sembra venirmi incontro e perforarmi il petto, per poi uscire dalla schiena e continuare il suo macabro gioco infantile con altri ignari automobilisti. Ho appena terminato l’intervista con Finn Andrews e il mio sguardo è fisso verso il vuoto più profondo dell’universo. Rimango immobile nel captare la voce rotta e disperata che esce dalle casse. Non c’è nessuno davanti al mio motore e gli alberi sembrano aver abbandonato già da molto tempo la sottile speranza di poter comunicare con anima viva. E’ solo quando la title track si diffonde in modo piuttosto prepotente dai finestrini semi aperti che mi accorgo della mancanza del tocco delicato della pioggia sul parabrezza e sulle labbra. Peccato. Sarebbe stato l’elemento naturale conclusivo perfetto, di una giornata faticosa, intensa ma piena d’emozioni. All’improvviso sparisce tutto.

Rimane l’essenziale.
La notte.
Il silenzio.
Innegabile come sin dagli inizi la figura del cantante dei Veils mi abbia affascinato: ascoltavo il romanticismo agrodolce di “The Runaway Found” e mi convincevo sempre di più di come quel ‘tocco di qualità profonda’ fosse una cosa già vista dentro la figura di Jeff Buckley, Patti Smith, Micheal Stipe e altri che trascina(va)no dietro di loro un’aura oscura, maledetta…tremendamente affascinante. Ad Andrews non importa niente delle fotomodelle, delle copertine sulle riviste o dell’ammirazione della gente. Uno che, giovanissimo, scappa dalla Nuova Zelanda per andare a Londra in cerca di fortuna con una chitarra e qualche canzone in tasca è già un tipo interessante. Uno che imprime su disco la maledizione di un uragano devastante che a distanza di due anni sconvolgerà realmente gli occhi dell’America e del mondo (“The Valleys Of New Orleans”) non può non essere preso in considerazione. Sognavo ascoltando Vicious Traditions; sogno adesso perdendomi dentro le linee psichedeliche e velenose di “Not Yet”. Dopo il debut, della formazione originale è rimasto solo questo esile frontman dagli occhi tristi e dalle corde vocali dilaniate, che è forse attualmente anche troppo sensibile e timido in un mondo indie rock sfrontato, aggressivo, ‘molto fast food’ fatto di band ‘cotte e mangiate’, mode che durano mezz’ora e sentimenti veramente poco nobili.

Le influenze maggiori rintracciabili in “Nux Vomica” raccontano dei Doors di Bob Dylan, della psichedelia pop dei Verve e il sentimento poetico allucinato di Patti Smith. Un disco molto più ‘corale’, orchestrale e arrangiato in maniera più varia di “The Runaway Found”, che rimane comunque un ottimo esordio. Ma, mentre nel debut c’erano anche un paio di canzoni “deboli” che concedevano tutto o quasi al pop e all’immediatezza dell’ascolto, qui si fatica a trovare una canzone scadente o anche solo apparentemente incompleta. Questo disco ha classe anche nei momenti più “leggeri”. A volte si ha l’impressione di ascoltare il folk un po’ ipnotico e sognante di Devendra Banhart rimescolato in chiave garage da Jack White. Non c’è il pop fine a se stesso, c’è il pop con il solo scopo di emozionare e far pensare a qualcosa di speciale, di personale, magari di introvabile. Il tuo pugno non deve avere come riferimento la faccia dell’avversario, ma il muro che c’è dietro: i nemici non vanno picchiati e basta, vanno picchiati ATTRAVERSO. Ecco… il nuovo disco dei Veils penetra e fuoriesce dalla vostra anima con estrema disinvoltura. Se l’avesse ascoltato il buon vecchio Bruce Lee adesso il Jet Kune Do sarebbe tutta un’altra storia!

Nux Vomica [ Rough Trade - 2006 ]
BUY HERE
Similar Artist: Bob Dylan, The Doors, JJ72
Rating:
1. Not Yet
2. Calliope
3. Advice For Young Mothers To Be
4. Jesus For The Jugular
5. Pan
6. Birthday Present
7. Under The Folding Branches
8. Nux Vomica
9. One Night On Earth
10. House Where We All Live

THE VEILS su IndieForBunnies
Recensione “SUN GANGS”
Intervista con THE VEILS (2)
Intervista con THE VEILS

 

Articoli Correlati:

14 commenti »

Ultime recensioni

Redemption City

JOSEPH ARTHUR
Redemption City

Mettere in fila i propri vuoti e dare un senso alle tante cose che…

Moonfire

BOY & BEAR
Moonfire

Una delle app più quotate di questo 2012 è Instagram. Per chi non la…

Romantic Comedy

BIG TROUBLES
Romantic Comedy

Risulta semplice accostarsi a questo album, il lavoro da sophomore della band del New…

Take Care

DRAKE
Take Care

Il disco d’esordio di Drake, “Thank Me Later” (che è stato anche remixato dai…

Songs Of Innocence

ARE YOU REAL?
Songs Of Innocence

Ascoltando il disco d’esordio degli Are You Real? (italianissima band di vicino Venezia, il…

Glass Swords

RUSTIE
Glass Swords

Attesissimo alla prima prova su lunga distanza, dopo gli innumerevoli e promettenti ep che…

Strange Weekend

PORCELAIN RAFT
Strange Weekend

La tentazione di cominciare questa recensione col solito pippone su come l’Italia, musicalmente parlando,…

Il Mondo Nuovo

TEATRO DEGLI ORRORI
Il Mondo Nuovo

Deve essere andato proprio bene il precedente “A sangue freddo” se il nuovo disco…