Mer 25 Ott 2006
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Cosa c’è nel nel cervello di un bambino per anni continuamente tartassato da ore ed ore di tivù e videogiochi, da una sovrabbondanza di input stile Arancia Meccanica?
Nulla di buono? Confusione pura, pura spazzatura. Con l’accento da porre però sui due “pura”. La capacità di raccogliere anche se inconsciamente segni e simboli, elaborarli in logiche, fantasiose quanto volete ma pur sempre logiche, e di generare ed assegnare significati e motivazioni anche a ciò che ad occhi più “adulti” risulta insignificante ed immotivato o semplicemente non importante. Tutta questa “sostanza” negli anni successivi viene progressivamente ordinata, ricollocata e quindi abbandonata, buttata in un gigante cassonetto - Vaso di Pandora. I Paper Rad scoperchiano questo vaso con risultati a dir poco disturbanti. Eh sì, perchè nel frattempo a quella purezza si è aggiunta una pesante dose di adulto disincanto, moderno cinismo e tanta tanta noia. Quello che era divertente e stimolante appare ora solo demente, quello che era tenero diventa inquietante. Eppure estremamente ipnotico ed affascinante nel suo essere stordente. Il desiderio di un impossibile ritorno all’infanzia si fa psicotico fino all’allucinazione. E’ la vendetta del cassonetto che diventa stile! Dell’immaginario di serie Z, di alienanti saghe fantascientifiche popolate da aberranti e brutali mostruosità horror, del fantasy centrifugato col pop più spietato. Scindendo la multimedialità dell’opera dei Paper Rad nel tentativo di capirci qualcosa (tentativo destinato al fallimento e comunque, data la natura dell’opera, completamente inutile) o solo per provare a raccontarla si dirà che quel che ne esce è: A livello visivo: accecanti luci stroboscopiche in multicolor, colori fosforescenti negli accostamenti più improbabili, orrenda grafica digitale della preistoria, macropixel pulsanti. E ancora, in ordine sparso (non potrebbe essere altrimenti), videogiochi vintage, Garfield, Barbie e Ken, animali e mostri di peluches, sorridenti spot televisivi anni 80, stelline a profusione, pixellosi cuoricini parlanti, ortaggi antropomorfi, i muppet babies, dragoni cinesi, trolls ed extraterrestri in quelli che sembrano episodi di una cosa tra un cartone animato ed un videoclip. A livello sonoro: scorie di suono, sigle da spot o telefilm, spazzatura digitale, loops, drones, inacapacità strumentale, gabber hard-core, voci e suoni saturi di distorsione. In definitiva: Cacca e scoregge, un calcio nel culo ad ogni concetto di gusto, bello forte! Evidentemente non può essere che una questione di amore o di odio, in entrambi i casi, estremo! Un segno dei nostri tempi che prima o poi (temo) saremo costretti ad affrontare: un’estetica artistico-culturale che presto ci ritroveremo dove meno ce lo si aspetta. Dimenticavo! Ovviamente i Paper Rad fanno parte di quella ferventissima scena di Providence (anche se nello specifico sono di Northampton - Masschussets) che fa capo alla Load Records. E con questo si è detto tutto (e niente). |
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or 0

Ottobre 25th, 2006 at 09:52
….e per chi ancora non lo avesse capito: Astar è fottutamente sotto stress da tesi finale!
Bel pezzo.
Niente da dire, confermi il tuo stile aggiungendoci tutte le pippe mentali che sicuramente ti stai facendo sti giorni.
Il dvd mi è alquanto ignoto ma se salgo su, presto, spero potrò rimediare.
Ottobre 25th, 2006 at 14:35
Che roba! bel pezzo assolutamente delirante come credo lo sia il contenuto.Chissà se mi piacerebbe, e chissà se avro’ mai modo di capirlo.
Ottobre 25th, 2006 at 16:24
Mi ingrifa parecchio ma non mi si apre la pagina del trailer.
Comunque sempre onore ad Astar!
Ottobre 25th, 2006 at 17:07
credo che la recensione renda onore al contenuto del disco in questione. a proposito: tra tutti gli incroci di cui hai parlato, mi sembra ci sia anche un po’di you tube e clerks. ma potrebbe essere un discorso molto simile alla faccia che si vede sul muro (il giochino-spam di giov).
ps guarda che ken è stato mollato…
Ottobre 26th, 2006 at 09:04
Arguta (ancora non l’avevo usato st’aggettivo) recensione Astar!
Considerazioni molto interessanti quelle sollevata da sto disco…anche se in effetti non sono molto d’accordo sull’immagine dei bambini fagocitatori indifesi di input. In realtà i bambini sono nel mondo della comunicazione moderno il pubblico più dotato di discernimento e di inconscio hanno solo la capacità d’analisi.
Sono gli adulti che sono completamente indifesi davanti alla tv e ai mass media, quando basta infilare in mezzo un culo e due bocce per annichilire lo spettatore con qualsiasi messaggio o contenuto. Il mondo della comunicazione di massa “adulta” è paradassolamente infinitamente più povero nel linguaggio (e spesso nei contenuti) di quello dei bambini.
Provate a far vedere un mediocre (tecnicamente o contenutisticamente) cartone animato ad un bambino di 6 anni e dopo cinque minuti o vi manda a cagare o si addormenta.
I geniali adulti invece passano ore a vedere boiate inenarrabili perfino al cinema e se ne vantano pure…
La genialità nell’approccio di questi Paper Rad mi sembra più che altro nel voler decontestualizzare l’infanzia attraverso le paranoie e le ciniche metriche dell’età adulta. Ma lo considero più un esperimento di smontaggio e decontestualizzazione del linguaggio più che una cinnica analisi della cultura mediatica dell’infanzia.
Ma in fondo un barbapapà per un bambino è un pupazzo giallo e kermit è una ranocchia che parla. Tutto qua.
…che poi Barbie sia sempre stata un po troia quello si sa è un dato di fatto…
Ottobre 26th, 2006 at 09:45
si vabbèh ma barbie in fondo sniffava troppa trielina….Ken è sempre stato un ragazzo a modo e poi non l’ho mai visto fare stravizi.
Ottobre 26th, 2006 at 13:33
Poraccio Ken..c’aveva una sfiga assurda..mai avuto un cazzo di suo..era il classico uomo oggetto ennesimo gadget alla corte di barbie. La casa di Barbie, la macchina di Barbie, il cavallo di Barbie, il salone di bellezza di barbie, la vasca idromassaggio di barbie, la salal delle torture di barbie…eccheccazzo!…il povero Ken mai avuto un cazzo di suo e sempre costretto sul sedile del passeggero in quella merdose macchine rosa…
Poi dicono che la nostra è una cultura maschilista…
Ottobre 26th, 2006 at 20:00
Fortunatamente qui a casa siamo due maschietti e la nostra infanzia l’abbiamo trascorsa tra subbuteo, commodore 64 ( e prima ancora coleco vision) e soprattutto gli inarrivabili:Masters of the Universe!
Ottobre 27th, 2006 at 07:16
mi piacerebbe sapere perchè ken sia stato mollato…forse c’entra il fatto che non sapesse fare surf; oppure perchè si sussurra avesse preso contatti con il gruppo paramilitare di big jim; ma io sono più propenso a credere che si sia rifiutato di partecipare a barbie fatoria o - peggio - abbia declinato l’invito per barbie beauty farm…
boh, come tutti i grandi misteri - forse - non lo sapremo mai…
grandi i masters! ho la collezione completa, stipata in qualche scatolone. io però non dimentico nemmeno i mitici playmobil e - naturalmente il commodore 64 (prima di quello avevo l’atari).
Ottobre 27th, 2006 at 07:39
…nottataccia…’fanculo.
Vabbèh…innanzitutto buongiorno poi se proprio vogliamo tirar fuori dal garage qualcosa allora tiriamo pure l’amiga 500, o voltron con tutti i leoni (e non ditemi che voi non fingevate di essere almeno un leone di voltron da piccoli…) e devil man (cavolo devil man era avanti di vent’anni come minimo…). E gli Exogini qualcuno di voi li collezionava? Comunque si…i masters dominavano anche la mia mente. Skeletor su tutti.
apriamo una donazione on line pro-Ken per abolire il “di Barbie” dopo il suo nome?
Ottobre 27th, 2006 at 08:12
giov: sì, l’amiga 500 è stata la naturale evoluzione della specie. c’erano dei giochi (in particolare quelli del team 17, ma non solo) che erano davvero eccezionali! voltron ce l’avevo, ma non era uno dei miei favoriti: gli preferivo commander dei transformer.
se citi devil man, allora che dire di ken il guerriero? e l’uomo tigre?
Ottobre 27th, 2006 at 08:22
dimenticavo carletto, principe dei mostri!!!
me-he-he a tutti!