Mar 21 Nov 2006
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I treni espresso sono la maledizione del mio tempo. Un tempo che si dilata incessantemente secondo dopo secondo e si espande come un gas nocivo. La cosa che più mi incuriosisce dei treni a lunga percorrenza è la loro capacità di far puzzare tutti quelli che ci sono dentro allo stesso modo. Niente discriminazioni di sorta. Puzzano tutti: ricchi, poveracci, donne, bambini, vecchi e animali. Eccolo il vero livellamento sociale. Ti ritrovi seduto di fronte a un’affascinante ragazza di colore e immagini per un secondo come sarebbe la tua vita insieme a lei. Cambierebbe qualcosa? I profumi, tutte le altre sensazioni sarebbero le stesse o la tua percezione del mondo assumerebbe altre sfumature? Guardi fuori dal finestrino. Tiri fuori i dischi che hai dentro lo zaino. I binari a quest’ora devono essere davvero annoiati. T’immergi nella tua mezz’ora di consuetudine al mirtillo. Spuntano i ricci di Albert. L’album di Hammond jr è davvero un bel tuffo indietro carpiato nelle emozioni di qualche anno fa ma suona bene e poi piace anche a mia madre. Ricordo di essere arrivato a questo disco dopo la cocente delusione per gli ultimi due targati Strokes. Partiamo dal singolo, cioè la canzone che mi ha catturato all’inizio e che mi ha fatto battere il piede a ritmo. Back To The 101: c’è lo spunto di chitarra elettrica che inizialmente fa il verso a quella cazzo di Hilary Duff e al suo singolo distruggi neuroni è vero, però è anche vero che siamo sui livelli di buona musica pop. Musica che Casablancas e gli altri soci ultimamente avevano deciso di incartare come una buona caramella e vendere al supermercato senza considerare che la merce era scaduta da un po’. La batteria suona sempre a metronomo su frequenze altissime. Gli stop and go ci sono sempre e la chitarra sferraglia veloce alla fine del manico. E allora? Allora è l’anima che è leggermente più sincera. Sono le sonorità più ruspanti ed è il blues e i Beatles di Call An Ambulance ed è la voce rauca anzi è quel falsetto su “In Transit” prima che parta veloce il basso e quel filo molto tardo sixties di vita sulle strade di New York fino all’alba e… . Si, la batteria fila bene. La batteria è più presente e sembra venire in contro al tuo stomaco e non picchiettare solo velocissimamente sul charleston. Dal Rosey College in Svizzera a Is This It, l’album che ha riacceso più di una speranza in chi credeva a un certo tipo di sonorità. E adesso questo progetto che mischia spunti vintage a una produzione intelligente. Bravo Jr. Gilet attillati e suono agile. Questo disco è snello. Meno di quaranta minuti, un ritmo dinamico che cambia e una voce che si lascia fare ascoltare piacevolmente e a volte raschia quasi come quella di Kelly Jones. David Bowie nascosto dal pop garage di facile presa e da qualche coretto surf rock. Lou Reed dietro l’angolo e un disco che fa leva sulla chitarra elettrica come strumento portante. Una produzione imbottita di gente cool: Sean Lennon, Ben Kweller, Ryan Gentles (managaer degli Strokes), Jody Porter (Fountains Of Waine) eccetera. La mela non casca poi tanto lontano dall’albero. Qui è tutto molto Strokes, ma lo è in una maniera leggermente meno fighetta e più spensierata. Sembra un bel progetto senza troppe costrizioni. Uno di quelli tipo “oh io mi sono scassato alla grande sparisco per due settimane che c’ho da registrare i cazzi miei su un quattro piste (se vi viene in mente Frusciante è più che ok). Scelgo i musicisti che pare a me e vaffanculo alle bacchette nere di Moretti, alle modelle che Valensi si porta sottobraccio nei pub e alle cinture e ai Rolex di Casblancas”. Basta co sto stile da prima pagina per forza. Suoniamo cose già sentite ma facciamolo con criterio Cristo! Occcchèi basta così. Siete tornati nel vostro ufficio. Io manco a dirlo sono ancora qui sul treno a lunga percorrenza che cerco di impuzzonirmi al meglio la felpa. Voi forse di fronte al computer, immersi nella routine del cazzo che poi con altre modalità, in altri ambienti, con altra gente, è anche la mia. Ma lo sapevate che siete aggrappati ogni giorno al nulla più gelatinoso e trasparente? E io lo so? Antimateria sotto le unghie e melassa nei polmoni. Mah, vabbèh….almeno adesso sapete che se volete un dischetto allegro da “mettere su” senza pensare a qualcosa in particolare avete un nome preciso. Cospargete tutto con uno strato di pomata al cortisone e fate finta di niente. Tornate a vivere come prima. Continuate a fingere che va tutto bene.
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(14 votes, average: 4.29 out of 5)




Novembre 21st, 2006 at 11:49
giov, amico mio, lascia perdere tutte quelle puttanate di autori moderni e torna ai classici…ai classici!
comunque, sei su un treno? auguri e prega che non si fermi in galleria o investa una mucca pazza…
del disco ne avevo sentito parlare/letto da qualche parte. grosso modo il tuo giudizio è in linea con quello delle maggiori testate…tin!
un saluto a te ed ai conigli
ps la grafica è straordinaria! mi piace davvero un casino! il coniglio nero è davvero forte! complimenti agli artefici!
Novembre 21st, 2006 at 12:04
Prima cosa : Grafica spettacolare !!! Bellissima !!! un applauso stile “stadio dopo il tacco di DIO (Amantino MANCINI) in uno storico derby” sia a Fran che a Just…
per Hammond posso dire che dopo aver parlato con GIOV a Roma mi sono deciso e ho rimediato (solito cd caduto dal furgone in corsa…) questo dischetto…
la prima impressione è che lui canti come Casablancas, e suoni come se fosse ancora con gli Strokes..indi per cui mi risultano gradevoli i primi ascolti e poi mi annoia…forse devo approfondire la questione…o semplicemente no … boh
Novembre 21st, 2006 at 12:10
seee Pam su un treno c’ero a maggio (quella frase ha all’incirca 7 mesi e stavo ritornando da bologna prima di perdere altre due ore e mezza una volta preso un espresso a roma tiburtina!).
la frase sugli autori non l’ho capita ma concordo col fatto che la grafica è davvero bellissima! Adesso il prossimo passo sono le magliette!!!
anzi…
ma-glie-tte!
ma-glie-tte!
Novembre 21st, 2006 at 13:01
Up per la nuova grafica ( ma rivojo J.P. che spunta da dietro l’albero!!! ), applausi per Just e Fran, ma anche per Fibra però!
Novembre 21st, 2006 at 13:26
obbligatorio posizionarsi sui conigli col mouse, schiacciare il tasto destro e selezionare “imposta come sfondo” et voilà…computer inconigliato alla perfezione.
Novembre 21st, 2006 at 13:30
Eh si stò look coniglio fà la sua porca figura!
Mancano gli ultimi tocchi qua e là ma insomma ci siamo e siamo fighi! thank u everybody!
Novembre 21st, 2006 at 13:32
Complimenti per la grafica, bellissima.La recensione la devo ancora leggere pero’. Lo faccio subbbbitttto
Novembre 21st, 2006 at 13:53
Mi piace anche la recensione ovviamente, e il disco prima o poi lo devo sentire, ci ronzo attorno, perchè cacchio il primo degli strokes mi aveva incantato.
Novembre 21st, 2006 at 15:42
Già a me sto disco mi sembra di molto figo.
Poi ho un debole per le muscle car americane tipo quella nella foto.
Poi come al solito mi piace pure la recensione di Giov.
Poi con questa nuova grafica è tutto più figo non so..sbuah!ah!ah!
Novembre 21st, 2006 at 20:25
Credo ci sia un errore ortografico nel titolo del sito, è scritto sice invece che since.
Novembre 22nd, 2006 at 17:14
Che fico ’sto blog! Complimenti anche (oltre per la grafica) per la recensione, ricorda vagamente il modo di scrivere di Welsh
Novembre 23rd, 2006 at 09:23
ciao lollosnake! Grazie per i complimenti…la grafica è nuova di zecca e l’ha disegnata just….per welsh inutile negare che è effettivamente uno dei miei scrittori preferiti insieme ad altri altrettanto psicopatici e stressati come lui.
AH…COLGO L’OCCASIONE AL VOLO PER RICORDARE ALL’UTENZA CHE, SE AXEL FA I COMPITI A CASA, LA PROSSIMA SETTIMANA REGALEREMO UN ALTRO DISCO!!! STAY TUNED.
Novembre 23rd, 2006 at 13:53
“trepido” nell’attesa… volevo chiedere se posso aggiungere il tuo (vostro?) blog fra i miei link, oltre che nei miei preferiti. Che dici, posso?
Novembre 23rd, 2006 at 14:55
ahahahahah ahahah ah e che me lo devi chiedere??? vabbèh dai…se proprio insisti ti concediamo questo onore!!!! ;D anzi se vai nella pagina contact puoi anche prenderti tutto il banner da mettere su.
a presto!
Novembre 23rd, 2006 at 16:51
Eheheh… sono gentile!!;-)
Comunque fichissimo che mettete gli “artisti simili” come ulteriore informazione per chi non ha ancora ascoltato l’album…
Novembre 23rd, 2006 at 17:06
si è vero ma in questo caso al posto dei modern lovers che non c’entrano niente co sto disco ci dovevano essere i television…purtroppo però capita che ad axel lo rincoglionisco di cose cambiando ogni volta dei particolari e alla fine alza bandiera bianca… . Fai conto che Modern Lovers lì non ci sia scritto
Novembre 23rd, 2006 at 17:36
Ok, bella voi!
Aprile 10th, 2007 at 10:46
é un album ridicolo in cui le brutte copie dei riff strokiani accompagnano linee melodiche scontatissime e ripetitive. hanno fatto bene i compagni a non volerle fare come Strokes