THE LONG BLONDES
Someone To Drive You Home

[ Rough Trade - 2006 ]
7
 
Genere: indie-rock
 
23 Novembre 2006
 

Le Lunghe Bionde sono un quintetto di Sheffield formato da tre donne e due uomini, di cui uno, Dorian Cox, è l’autore di quasi tutti i testi del gruppo.
Di bionde e biondi tuttavia, nemmeno l’ombra.
Quello che invece c’è in tutti gli episodi che il gruppo ha licenziato dal 2003 – anno in cui si è formata la band – ad oggi è uno squisito indie pop di fattura contemporanea, prettamente britannico ed elegantemente intessuto su coordinate ( new ) new wave e art rock.
Questo adrenalinico debutto conferma sostanzialmente le sensazioni che ci eravamo fatti con i singoli che lo hanno preceduto: Franz Ferdinand old style a go-go, i Rakes più luminosi, l’attitudine declamatoria dei Pulp, Elastica, Raveonettes, Blondie, Le Tigre e una malcelata vena 60’s soul.
Se a questi ingredienti poi ci aggiungi un look così cool da far sembrare Johnny Borrel lo sfigato di turno, un’ iconografia che rende romantiche anche le atmosfere più fredde dei dipinti di Edward Hopper, il successo è quasi inevitabile.

Tutto molto chic, insomma, tutto perfettamente in linea con l’hype del momento.
Ma poi sarà veramente tutto così “ snob ” ?
Secondo me – ma non lo dite in giro – l’urgenza primaria delle Long Blondes è una sola: far ballare i loro fan. E se sul valore del resto ho qualche perplessità, su questo non nutro invece alcun dubbio.
Se non l’avete già fatto, provate a mettere su “ Separated By Motorways “, “ Giddy Stratospheres “ o l’ultimo singolo “ Once And Never Again “ e ve ne farete un’idea.
Se ancora – ma ne dubito – non siete del tutto convinti, perché in fin dei conti su tre pezzi due li avevate già divorati in passato, allora c’è un’altra soluzione: mettete da parte per qualche istante le waverie di cui sopra e puntate decisamente sulla traccia numero nove, “ Swallow Tattoo”, un concentrato di romanticherie adrenaliniche e sentimenti pop come non si sentiva dai tempi del debutto di Maximo Park, che si candida direttamente alla vittoria tra i primi cinque singoli dell’anno.

A questo punto se ancora l’effetto LB non ha fatto presa su di voi, ci potrebbero essere due spiegazioni: o siete in coma e non ve ne siete accorti, o odiate profondamente le derivazioni moderne del britpop come le scimmie artiche e i loro simili.
In entrambi i casi vi posso dare un ultimo consiglio: andate avanti fino all’ultima traccia, “ Weekend Without Makeup “. Se anche questi 4 minuti e 11 secondi di scariche wave per dancefloor non producono nessun risultato, allora lasciate perdere, c’è poco da fare. Io comunque c’ho provato, perché con me la cura LB antinoia ha fatto miracoli. Prima di ascoltare l’album, lo crediate o no, giacevo su un letto d’ospedale privo di coscienza.

L’ultima cosa che ricordo prima di risvegliarmi lì è che ero intento a bruciare con foga le pagine dell’ultimo NME con in copertina i Kooks e gli Arctic Monkeys

P.S.: In questo scenario entusiasmante vanno però fatte un paio di critiche: la prima nota di demerito va alla produzione di Steve Mackey e Richard Flarck, colpevoli di aver “ ripulito “ eccessivamente il suono di alcuni pezzi da quelle imperfezioni che li rendevano più affascinanti; la seconda riguarda la scelta dei brani inseriti nell’album: come si fa a lasciare fuori “ Appropriation ( By Any Other Name ) “ che è uno dei pezzi migliori della band?

Tracklist
1. Lust In The Movies
2. Once And Never Again
3. Only Lovers Left Alive
4. Giddy Stratopheres
5. In The Company Of Women
6. Heaven Help The New Girl
7. Separated By Motorways
8. You Could Have Both
9. Swallow Tattoo
10. Weekend Without Makeup
11. Madame Ray
12. Knife for the Girls
 

31 Comments

Got Something To Say:

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I riferimenti sono tutti giustissimi (compresi gli Elastica e i Pulp, bravo). Il batterista (il tizio al centro vestito da tovaglia che nella foto cerca di nascondersi) ha una panza notevolissima, la cantante una voce che spacca dal vivo, ma non sono proprio il mio gruppo preferito.

Ci hai preso alla grande caro Helmut! Non mi giocherei la mia collezione dell’Uomo Ragno sul valore assoluto di questa band, ma se si tratta di fare quello che il rock dal vivo dovrebbe fare…e cioè spaccare e far saltare gente sudata, allora gli LB sono una delle (poche) band che più mi hanno convinto quest’anno.
Stereo a manetta, rendete partecipe anche il vicinato cazzo!

mi sembra di notare una certa preferenza per artisti donne, o per gruppi composti prevalentemente da donne, nelle tue recensioni… 😉

ahha, che dici pazza!!
Ma quand’è che riprendi il computer, Pam?
E quand’è che finirai di svolgere i compiti che ti ho dato per casa?

Sulle LB dopo altri ascolti, confermo il giudizio della rece.

Quindi m devo procurare il disco per smuovere un po’ le chiappe con sano pop’n’roll

So di attirarmi le antipatie di molti, ma mi sono stancato ormai da tempo di questo filone britannico. Mi limito ad infilare qualche singoletto di questi gruppi nell ‘IPOD x quando corro…anche xchè francamente prende un pò male fare footing con Mùm o Sigur Ros. Per il resto noia totale.
Ho visto i LB dal vivo e mi sono sembrati piuttosto mediocri e questo disco non cambia di molto le mie opinioni sul gruppo.

Axel, in effetti per me è come te, mi sono stancato di questo filone britannico, e oltre qualche singolo da ipod mentre corro sul tapis roulant in palestra difficlmente vado oltre. Ma ogni tanto qualcosa di buono ci esce, per cui con questi lunghi biondi ci voglio provare.

Sulla crisi del rock mi sono già pronunciato qualche tempo fà quindi sapete come la penso.
Ma alla fine stiamo dicendo tutti la stessa cosa: questo tipo di rock-garage-whatever si è esaurito nel momento in cui è cominciato. E oggi creativamente ha stancato tutti, anche chi lo suona a giudicare dall’opacità di certe band recenti Strokes in testa.
Per il resto finchè si tratta di ballare e fare casino sotto un palco i Long Blondes fanno il tipo di musica giusta…poi vabbè dal vivo non so dato che non li ho mai visti, ma insomma è musica che smuove.
Ci si svoltano pure delle serate ma ciò non toglie il rock dalla melma in cui si trova.

Dipende dalla musica che cerchi: LB suonano buoni pezzi pop, senza molte pretese, contagiosi e molto dancey.
Quindi vanno bene per l’i-pod, per serate alcoliche, per serate alcoliche in qualche locale, per tutti coloro che ascoltano con piacere fliliazioni dirette del vecchio brit-pop.
Trattasi insomma di un genere musicale molto easy, che può piacere o meno.
Va preso per quello che è insomma.

Stavo terminando di scrivere e mi è partito il messaggio…dicevo che l’odierno british pop va preso x quello che è, e secondo me sarebbe meglio ascoltare un pò tutti i generi, da quelli più leggeri a quelli più avant, perchè in ognuno si possono trovare episodi di buona qualità.
Arrivederci.

Just, la mia forte diffidenza è solo verso certe realtà rock britanniche e va oltre il semplice gusto “personale”. Oltre ad annoiarmi io vedo dietro certi progetti delle “furberie” commerciali che mi preoccupano. Non trovo normale che delle LB (guarda caso messe da tempo sotto contratto dalla Rough Trade – mica la PIZZI&FICHI Records – in fretta e furia) si parli già da un anno, molto prima dell’effettiva uscita del lavoro, che con all’attivo un singolo questo gruppo arrivi a Roma a fare il pienone ad un concerto (OK c’erano anche i VEILS, però molti erano lì per le LB), non trovo concepibile che su Mediaset giri la pubblicità dell’album dei KOOKS, con tanto di voce che proclama “IL DISCO + COOL DELL’ANNO”. Un gruppo, ora di fama mondiale come gli INTERPOL x esempio, ha visto crescere gradualmente la propria fama, ora invece siamo bombardati a scadenza mensile da pischelli con in mano semplici demo, annunciati sempre con squilli di trombe. E guarda caso le sonorità e le provenienze sempre le stesse. E’ sempre e solo un caso ?
Cioè alla fine che me ne faccio di una band di cui recupero solo un paio di singoli buoni per le mie attività motorie ??

Non sono d’accordo inoltre sulla crisi del ROCK. Credo invece che in un’epoca, in cui al giorno escono 1000 band, per forza di cosa aumenta la percentuale di cose criticabili, scopiazzate o di “dubbia provenienza” morale (vedi progetti nati a tavolino). Purtroppo bisogna avere il tempo e la pazienza di cercare. Si trovano ancora progetti musicali che meritano ascolti approfonditi.

Helmut, perfettamente d’accordo con te su: “LB suonano buoni pezzi pop, senza molte pretese, contagiosi e molto dancey…”…e questo penso valga a grandi linee per ARCTIC MONKEYS, KOOKS e via dicendo. La cosa che non sopporto è che una dote comune a miliardi di band dell’attuale scena musicale (…te ne potrei citare una marea di gruppi, meno famosi, che fanno “buoni pezzi pop, senza molte pretese, contagiosi e molto dancey…”) per alcuni gruppi basti per definizioni del tipo “LA BAND DELL’ANNO” “ALBUM IMPERDIBILE” “NUOVA PROMESSA ROCK”…siccome non credo nei “colpi di culo” la faccenda me la spiego con un’attenta strategia di marketing in salsa indie. Che cosa piace agli indie-boys nel 2006 ? Bene…noi siamo pronti a darglielo…secondo voi vendono più le LB o i BEIRUT ???

Non sono d’accordo col fatto che i Kooks vengono annunciati come ” la band più cool dell’anno ” e cose simili.
A noi, che credo sappiamo distinguere a 30 anni certe cose, che ce frega se ce li presentano così?
So robbetta britpop, buona robbetta britpop, e come tali vanno presi.
Normale che il marketing delle label spinga per queste sontuose pubblicità che su dei ragazzini farà pure presa, credo.
D’altra parte meglio che i 15enni ascoltino i Kooks o le LB piuttosto che Ramazzoti, no??Perchè tanto quelle so le alternative…
Per i più giovani questi gruppi di emuli servono a conoscere un genere diverso da quello ultra mainstream della radio italiane. Poi col tempo – COME ABBIAMO FATTO TUTTI – si arriva ad ascoltare altre cose.
Insomma non si può mica pretendere che uno 18enne che fino a ieri conosceva solo gli Oasis passi ad ascoltare di punto in bianco i Matmos o Joanna Newsom…

Anche per me il rock non è in crisi, anzi è vero il contrario: ci sono troppe troppe bands che escono tutti i mesi e non si ha il tempo per seguirle o ascoltarle a dovere.
Colpevole principale? I-pod e programmi di filesharing.

p.s. Alex hai posta…

Mentre postavo ho visto il tuo mess. Alé..
Col discorso del marketing purtroppo non ci puoi fare nulla, sarà sempre così…noi nel nostro piccolo possiamo segnalare cose interessanti che non godono dell’hype della stampa e delle major…è già molto…non a caso le web e blogzine ” libere ” stanno diventando ormai un punto di riferimento per gli appassionati, proprio xchè non hanno problemi nello scontentare qualcuno visto che non ci guadagnano niente cmq…

Il mio discorso ovviamente non era mirato ad organizzare una rivolta musico-popolare x abbattere le logiche di marketing e minchiate varie. Volevo solo condividere con voi il fatto che io a certi gruppi giro alla larga 1) xchè mi annoiano 2) perchè mi “puzzano”…

D’accordo sul fatto che ogni età ha la sua musica.

E’ pur vero che non mi piace chi vuole fare l’alternativo a tutti costi…prendiamo sta Joanna Newsom: l’hype intorno a ” YS ” se ci pensi bene non è molto diverso da quello dei gruppi che citi.
La tipa – che sarà figa e pure strana visto che suona solo l’arpa – è stata pubblicizzata come se avesse composto il disco dell’anno, che guarda caso è stato prodotto e arrangiato dal gotha del indie ” di nicchia ” ( si fa per dire ): Steve Albini, Jim O Rourke e Van Dike Parks.
Pur riconoscendole grandi capacità, non me dite che ascolta 5 canzoni da più di 10 minuti l’una, co una che a me ricorda Kate Bush per come canta ( e ho detto tutto ) sia un’esperienza unica…a me m’annoia, e pure tanto…e se i Kooks o gli Arctic so sponsorizzati da Nme, a questa l’appoggiano le riviste più elitarie come Blow Up qui da noi o roba simile all’estero…

Just il fatto che tu dica di non aver mai visto i long blondes dal vivo mi lascia un po’ perplesso dato che eravamo io te axel ed helmut quella sera a sentirli suonare prima dei veils…comunque niente di grave..ultimamente cose del genere capitano anche a mio nonno.

vabbèh…comunque…”Pamello drogato di faccine!” ci sta tutto!!!

axel sto guardando laurel canyon (l’ho trovato per caso,credo sia caduto dal camion in corsa che in genere prende le buche di fronte casa tua…) come mi avevate consigliato tu e just…sembra carino… ti dirò meglio poi.

Beh ragazzi sul lato commerciale della faccenda non si puo’ che accettare lo stato delle cose. Il commercio moderno vende idee e non beni o qualità concrete, sui mercati di scala globale è normale che appena un prodotto (inutile parlare di arte e musica in questi termini) mostra delle potenzialità di crescita venga fagocitato. Le major vendono l’idea musica alternativa non certo la musica alternativa in sè. Infatti come dite voi che ci sarà mai di tanto alternativo in un disco che suona come 200 altri e che mi promuovono pure in tv in prima serata? Una mattina sei i Nirvana, alternativo e sovversivo, la mattina dopo sei uno dei tanti che fanno un genere musicale creato ad hoc. E’ normale. Venderevenderevendere..una multinazionale non è il negozio di dischi sotto casa ammesso che esista ancora.
Joanna Newsom sta esattamente nella prima fase “nirvana”, aldilà dei gusti o della qualità dei suoi lavori, la stanno pompando di hype. Se ce la fà dopodomani miliardi per tutti si apre una nuova fetta di mercato perchè di post-medieval-folk c’è già da anni un florido underground. Se non ce la fà, pazienza meglio rischiare un flop che perdere 10 anni di successi. Se non si è capito questa è esattamente la logica che ci ha portato al garage band e al new metal prima.
Ma il new metal almeno delle idee sue ce l’aveva.

Per la crisi del rock purtroppo non sono d’accordo. Come dissi a suo tempo mancano dei riferimenti guida non certo i gruppi che tirano fuori quotidianamente dischi piu o meno validi, se si fà un confronto con diciamo i primi 5 anni del decennio precedente il risultato è impietoso. e non è un caso perchè andando a ritroso la situazione non migliora. Non basta appicciare un distorsore per fare un disco rock. E non parlo solo di “certo” rock, il mio è un discorso in generala che và da quello facile e radiofonico ( che attualmente è molto meglio di quello “presunto” e impegnato per me) passando per il metal più estremo o d’avanguardia. Lì grazie a dio grazie a contaminazioni varie e voglia di uscire dai schemi qualcuno dei rischi se li è presi negli ultimi 5 anni.
Ma per il resto non vedo idee nuove, non vedo la carica sovversiva che dovrebbe pompare l’adrenalina dalla mano al plettro su per le corde, magneti e passando per i cavi fino a un cazzo di distorsore a fondo scala. E insomma è un discorso lungo e in un ottica a 360 gradi complesso.
Fatto stà che pure quest’anno ho fatto fatica a racimolare 5 dischi di rock bello tosto da comprare. E so cose tristi.

Infine caro giov rincoglionimento mio a parte a cui ormai dovreste essere rassegnati, quando siamo andati a vedere i Veils degli LB avevo ascoltato un paio di tracce e nulla più il disco me lo sono ripescato inseguito. Quindi ti dovessi dire non li ho presi per la band di apertura e nulla più, ma in seguito li ho rivalutati.

…andate a cagare tu e axel….quel film è una palla assurda!

Giov sei gay.

Nel mio caso lo prenderò come un contrasto generazionale. Nel caso di Axel non so…

ahahahahahahahahahhaha la prossima volta che mi consigliate un film so dove mandarvi….al volo proprio… .

Ma dai laurel canyon è carino. vabbè so’ vecchoo come just in fondo….

Ciao ragazzi, mi associo in tutto e per tutto ad axel…..e anche io sulla “crisi del rock” mi sono più volte espresso, ma riassumo:

LA MUSICA E’ IN UNO STATO DI SALUTE OTTIMO, chi ricorda un momento più prolifico di questo?
Le major sono in difficoltà, non funziona più il vecchio marketing tipo: pago le radio per la programmazione massiccia di questa band !!!

Oggi la gente ha altre fonti (come questo blog). Le major danno la colpa ad internet (come può una risorsa essere un problema????) e rispondono producento 1.000 dischi in un anno, uno vende ( i KOOKS di turno) e le Major rientrano nelle spese.

E’ chiaro quindi che ci sono parecchie cose criticabili e mediocri (come dice axel). La genet ha + spirito critico, anche grazie a mezzi di divulgazione come questo, e le major stanno mostrando una certa miopia……

E’ UN MOMENTO DI GRANDE CAMBIAMENTO….

Sono d’accordo con il futuro “dottor” Helmut…basta fare gli stravaganti per forza…i Kooks e gli Arctics Monkeys suonano dell’onesto brit-pop che per quanto mi riguarda si apprezza sempre!
Live Forever!!!

Non so se sia un momento di grande cambiamento o meno. Certo è che con internet la fruibilità, legale o meno, di certa musica è aumentata esponenzialmente. E questo ha sicuramente avuto delle ripercussioni anche sul circuito mainstream, nel senso che ora capita di sentire per radio o in tv gruppi che fino a qualche tempo fa ci saremmo sognati di vedere. Da una parte è un bene,ma d’altro canto abbiamo comunque un sovraffollamento di gruppi rock definiti “cool” e che iniziano a stancare davvero. E poi, almeno da noi, la grande massa continua ad ascoltare ramazzotti e altre porcate, e solo una piccola fetta di pubblico si avvicina a queste band anglosassoni e poi magari col tempo arriva ad ampliare maggiormente la sfera di ascolti. Ancora poca cosa, dunque, per parlare di grosso cambiamento, secondo me. E poi mi associo a just, perchè quanti dischi rock (non indierock) possono essere ricordati a lungo in questi ultimi anni? Pochi, magri l’esordio degli stroke, song for the deaf dei queens of the stone age, i tool e davvero poco altro.La musica indie vive sicuramente un periodo florido, ma quello a cui faceva riferimento just è qualcosa di diverso. E’ che inesorabilmente manca.

Sulla relazione tra ” crisi del mercato, qualità della musica, i-pod e peer-to-peer ” è da un pò che vorrei scrivere qualcosa…
Per quanto riguarda il Rock, prossimamente recensirò un album che è stra-rock…l’ultimo dei Radio Birdman…poi me direte se il rock è morto o no…
Bonanotte!!

helmut: i compiti…ehm…veramente, ho dimenticato il quaderno a casa…
certo che li ho fatti! mica ero a guardare la roma perdere con lo shaktar donetsk! mi manca da inviare soltanto la recensione degli i am kloot…
per il computer, che te devo di’: aspetto…

 

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