Sab 25 Nov 2006
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Originalità e qualità: sinonimi?
Il buon Marinetti già aveva sviscerato e colto l’importanza della questione un secolo fa, e in ogni caso la risposta sembra essere ancora lontana. E con la nuova release di casa UNIVERSAL/GSL non è che gli ispirati Mars Volta rendano più semplice il compito rispondere alla grande questione. Personalmente quando si tirano in ballo i TMV faccio obiettivamente fatica a non rimanere incantato dalla magia che pervade, inonda e circonda questa band(a), da ritenere quasi alla pari di una setta per il carisma e il coinvolgimento che riescono ad esercitare. Con lo scopo ben preciso di destrutturate ogni concetto musicale assodato e percorrere nuove vie senza preconcetti di sorta, alla ricerca della forma canzone aggrappandosi anche all’improvvisazione pur di creare senso di smarrimento. Amputechture è stato ampiamente tacciato di essere un’opera rovente, per i presupposti molteplici e angoscianti legami con il mondo delle religioni, dell’ignoto e dell’occulto. Possono esserci fondamenti relativamente a questo discorso o può anche essere che tutto sia un tam tam sollevato gratuitamente, di certo resta l’evidenza che i dodici evocativi titoli non fanno altro che suffragare la prima tesi, celebrando continuamente feticci e icone di ogni genere religioso come bafometti, cervi e viscere. Le monsoniche provocazioni psych, mai patetiche e insipide, per questo gruppo che dedica la stessa ricercatezza ed attenzione sia alle liriche che al sound, schiantano l’ascoltatore-discepolo. Si può trovare di tutto e anche il suo opposto, strumenti banali trattati con sapienza esplorano l’ancora ignoto. Le molteplici fonti culturali, dalle quali prendono spunto le menti creative Cedric e Omar, sono esimi personaggi della pittura, del cinema, delle arti in generale, i quali gli hanno formato un preciso background, di alto ed eterogeneo livello intellettuale. Ma la compattezza ideologica non scema mai e in questo modo ci si può permettere di spaziare da scampi elettronici (Tetragrammaton) a tracce noise (Meccamputechture). Il lurido giaciglio Asilos Magdalena porta oltre la linea di galleggiamento tutte le debolezze umane finora sommesse e la profonda drammaturgia di questa scheggia rende solo un inutile esercizio fine a sé stesso ricacciare sotto al livello di controllo a questo punto. Mai ampolloso e debole, è uno dei classici lavori che merita le fuckin’ cinque stelline, ma una critica bisognerà pure farla, non ci si vorrà mica illudere che sia stata raggiunta la perfezione? A voi il difficoltoso compito, anche se il tentativo, iniziato con De-loused In The Comatorium e proseguito con Frances The Mute, è chiaramente in atto. Che sogno se venissero prodotti ogni anno almeno tre-quattro album di questo sfolgorante livello, in grado di impegnare un paio di mesi per riuscire a maturare un giudizio netto e poi cento anni per farti allontanare da esso. Io non sono ancora riuscito a sfuggire alla trappola Martiana, e soprattutto lungi da me questa urgenza. |
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Novembre 25th, 2006 at 09:13
Bella li Brusco….devo ammettere che nemmeno io sono esente dal fascino ruffiano dei Mars Volte, ho apprezzato i primi due capitoli (in effetti molto più il primo album)…..
Cazzo, ma 4,5 stelline sono tante, forse gli do una canches (si scrive poi così?).
Novembre 25th, 2006 at 09:36
Non mi piacciono particolarmente i Mars Volta, cio’ non toglie che hanno la mia stima quasi incondizionata come artisti. Sono scandalosamente bravi (anche troppo). Fondamentalmente sono il gruppo più anni 70 degli anni 2000 al punto da risultare quasi anacronistici per certi versi.
quello che penso aldilà dei gusti personali o delle disquisizioni tecniche è che il grande pregio dei MV, che dovrebbe apparire evidente a chiunque si prendesse il disturbo di ascoltare anche solo mezzo disco, è che sono una delle poche band oggi che potrebbe suonare qualsiasi cosa in qualsiasi modo senza fare una grinza o perdere un grammo di smalto.
Una cosa appunto che è relegata generalmente solo a certo prog o avanguardia dei 70ies.
Novembre 25th, 2006 at 12:42
( off topic ) Ma Losing Today non doveva mettere sul proprio sito il nostro banner???
Ce sta corcà, come si dice a Bolzano…
Novembre 25th, 2006 at 14:19
Dialetto bolzanino apparte che vorrdì (”cesto corcè”?!?!?!?), mi hanno detto che era online il banner, ma in effetti nn l’ ho vbisto nemmeno io…..chiedero lumi.
Just in effetti la chiave di lettura del progetto MV è proprio questa, puro e semplice revivalismo di certo prog-rock made in ‘70, l’ originalità sta altrove. Tecnica indiscutibile apparte i primi due album sono davvero degni, su questo devo informarmi, ma il parere di DJ è un buon inizio.
Novembre 25th, 2006 at 15:31
Super erroraccio mio di battitura: nella prima riga il riferimento era a Marinetti,l’esponente del futurismo, non a ’sto fantomatico Martinetti….ma forse anche Martinetti aveva affrontato il problema, chissà
Novembre 25th, 2006 at 16:21
Ti capisco Nicola, è perchè hai attivo il correttore automatico su Word..mi è successo mille volte pure a me con Marinetti….
Novembre 25th, 2006 at 20:06
da me il famoso studioso di etruscologia Sassatelli divine PASSATELLI !!!!
Gennaio 2nd, 2007 at 12:43
[…] Mp3: Meccamputechture […]
Aprile 2nd, 2007 at 16:06
Ho letto delle recensioni abbastanza feroci sull’ultimo lavoro dei Mars Volta, cosa che dimostra ancora di più il loro valore assolutamente puro. I Mars Volta, questo è ovvio, non sono adatti per tutti. O si amano o si odiano. Potevano scegliere la strada breve e di sicuro successo della banalità e dei riff orecchiabili, ma invece hanno intrapreso la via più ardua e faticosa: quella della ricerca e della sperimentazione. Attualmente non mi viene in mente nessuno con lo stesso coraggio…forse i Radiohead. A chi li accusa di esasperare e dilatare i tempi delle composizioni, con inutili fronzoli, si può rispondere che i Mars Volta hanno sempre usato il “noise” come tentacolo per saggiare l’atmosfera circostante, quindi non è una novità, ma una loro caratteristica. Io trovo questo disco visionario e bellissimo fin dal primo ascolto. Un’altra prova del loro valore prezioso che va preservato e non svenduto.
Febbraio 8th, 2008 at 21:43
“… è stato scritto molto tempo fa’: tu sarai il primo e l’ultimo a saperlo: NON LO SAPRAI MAI!”
E’ in un testo dei MV: io so’ che loro sono i migliori, ma oltre ad essere il primo sono anche l’ultimo a saperlo (quindi l’unico)(è scritto nel destino): ma io non saprò mai di essere l’unico e quindi contibuerò a dirvelo (ma è tutto inutile): anche voi non lo saprete mai.
Febbraio 25th, 2008 at 13:59
[…] “THE MARS VOLTA - AMPUTECHTURE” review on INDIE FOR BUNNIES […]