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Sì. Volendo farla breve, si parlerà di rumore, al limite dell’ascoltabile (eppure).
Quindi se volete fermatevi pure qua e non andate oltre con la lettura.
Quello che troverete in questo disco in termini “sonori” è un bilanciato alternarsi di: Deserti artici interiori, illimitati spazi vuoti, cavità buie e rimbombanti.
Crescere di tensioni e stridori stratificati. Attacchi d’acido escoriante e confusione mentale. Si tratta di un ottima sintesi spaventosamente ed inevitabilmente moderna di molte “avanguardie” e suoni estremi: doom, industrial, ambient, harsh noise, power electronics, grind, free jazz.
Eppure, in fondo, qualcosa di umano resta. Una qualche volontà di ordinare, per quel che si può, il caos. Il ricominciare dalla polvere, dalle macerie, da quel che rimane (è rimasto). Il tentare di riformulare nuovamente un linguaggio dopo che ogni parola ha perso significato. E’ come la premonizione di una nuova età della pietra dove si ricomincerà ad emulare per esorcizzarlo tutto ciò che terrorizza e non si comprende. E’ il desiderio innato e fiero del superamento della paura e del dolore, non una sterile apologia dell’uomo animale ma l’eroica e dolorosa rinascita dell’animale umano.
Perché occorre ascoltare questa (non) musica?
Evidentemente, non occorre affatto. Di dischi simili ne sono anche già esistiti e probabilmente ne continueranno ad esistere, diciamo solo che questo è l’attuale stato dell’arte. Il fatto semmai è che i Wolf Eyes esistono e proliferano ben più di quello che la loro discografia ufficiale lascia intravedere e questo potrebbe bastare per farci dormire sonni meno tranquilli.
Per chi poi volesse sfidarsi e cimentarsi nell’esperienza dell’ascolto di questo disco, sappia che non è affatto escluso che possa rimanerne inspiegabilmente attratto. E’ il terrore-fascino per ciò che è immenso, infinitamente senza fine, inspiegabilmente oscuro. Il fascino proibito delle unghie sulla lavagna. Il vuoto improvviso che provoca tachicardia.
E’ perciò impossibile consigliare a tutti indistintamente questo disco e comunque non necessario. Personalmente non ho resisistito e ci ho provato. Sono vivo. Potete farcela anche voi. |
Novembre 28th, 2006 at 13:58
Io invece non gliela fo’. Non è ilmio genere, non è la mia tazza di the, anzi vista la brutalità del disco, non è la mia tazza del cesso. Stagliero’ altrove.
Novembre 28th, 2006 at 14:56
No, anche per me sono troppo….. c’ho provato eh, ma sono impenetrabili. apprezzo molto invece i Liars (anche se non vedo tra i due gruppi molti tratti comuni) e i black dice, qui trovo il paragone più azzeccato e il gruppo più friendly !
Cmq condivido la rece appieno, discografia immensa in quanto a dimensioni e si, sono sopravvisstuto anche io ai wolf eyes.
Un saluto dottore.
Novembre 28th, 2006 at 17:40
Accuso i Wolf Eyes.
Dottor Helmut detto anche Mister 100 e lode.
Novembre 28th, 2006 at 17:40
Errata Corrige
Mister 110 e lode…
Novembre 28th, 2006 at 17:45
AUGURI HELMUT!!!! Stasera si prevede una super sbornia allora eh??? Grande!!!
Novembre 28th, 2006 at 19:07
Il buon Axel e la new entry Gianluca the moviemaker ne saranno diretti testimoni e, spero per loro, goliardici partecipanti, animati da una colonna sonora esclusivamente brit-pop anni 92-98….so stati cacciati fori gruppi tipo wannadies, space, menswear e simili…
Novembre 28th, 2006 at 19:54
Complimenti helmut!
Novembre 28th, 2006 at 23:06
Ci ho messo circa 10 anni di cui almeno 5 complessi di baratri esistenziali per metabolizzare “The Downward Spiral” dei Nine Inch Nails. Ne sono emerso più forte e più potente, un uomo migliore fondamentalmente, x cui mi sono fatto anche io il mio bravo giro sui Wolf Eyes. Apprezzo la ricerca dei limiti se non li oltrepassi. E diciamolo sto disco li oltrepassa allegramente. Non lo comprerei mai, però non so, gli farei produrre che so un disco degli Him…sicuramente ne uscirebbe un capolavoro sovversivo e almeno gli Him la smetterebbero di suonare come al versione goth dei Puffi.
Ma sono sicuro che questo mio appello rimarrà inascoltato.
E complimenti a Doc Helmut ovviamente
Novembre 29th, 2006 at 00:26
Ok, ragazzi, voglio spezzare la spirale ciclica e refrattale di e-mail in cui siamo incappati e cercherò di rispondere a tutti qui !!!!
Helmut: stracomplimenti, mi sa che sei il secchione del gruppo !!!!
Tommy/giov/Pam/just: con i vostri doppi sensi (voluti o no) di falli da dietro e torroni natalizi mi fate morire!!!
Ilaria: Complimenti davvero, bel duo ben assortito, godito gli amycanbe !
passo e chiudo, buonanotte a tutti, infondo come diceva John Belushi in un celebre film “domani è un altra recensione” !!!!
Novembre 29th, 2006 at 15:15
Io sono il VERO secchione…da sempre…