SODASTREAM
Reservations

 
Tags:
 
5 Dicembre 2006
 
Sodastream

(“Lettera di Natale” Pt. 1) Caro Babbo Natale, ho saputo che a causa dello scioglimento dei ghiacci, ci hai rimesso la casa. Mi dispiace, ma ci dovevi pensare prima, tutti quei nani malefici ti hanno scroccato l’ alloggio per anni, “una tantum” potevi anche chiedergliela.

Quest’ hanno ho deciso di fartelo anche io un regalo, te lo lascio nel camino (dentro). Se passi entro un ora decente, la notte della vigilia, potrai trovare, ancora fumanti, i ciddì masterizzati di mia sorella: Hard-Fi, Finley e Mondo Marcio (che quel ragazzo, povero, ne ha passate di tutti i colori). Io anche quest’ anno, come da umile tradizione, non chiedo molto, solo la promessa solenne che anche nel 2007 sarò in grado di rimanere a bocca aperta per un disco semplice (all’ apparenza) come quello dei Sodastream. Non è una cosa scontata, e tu lo sai bene con tutti quei: veniamo giù dai monti, dai monti del Tirolo cantiamo tutti in coro Loacker che bonta.

Ma tu ci pensi se un giorno ci venisse a noia la musica? E se finissero le combinazioni possibili di note? E se nemmeno Ariel Pink potesse più?
Caro Babbo Natale, preferisco non pensarci e godermi i Sodastream.
Forse non tutti sanno che la scena Indie Australiana è grande al pari (almeno) di quella Inglese e Statunitense nel periodo di riferimento degli ’80. E molti si sorprenderanno nell’ apprendere che gli odierni fasti Canadesi sono ben poca cosa rispetto alla magnificenza della new wave “australe” che fu. Basti solo pensare a Go-Betweens, Nick Cave, The Birthday Party, The Triffids o ai recenti The Lucksmith, Art Of Fighting …etc

“Reservation” dei Sodastream, pubblicato in Italia dalla Homesleep, è l’ ennesima conferma di una discografia impeccabile. Riverberano e riecheggiano, in un gioco di rimandi particolarmente ingarbugliato, i Richmond Fontaine e gli Okkervil River (sotto sedativo), Nick Drake e Elliott Smith. Si scorgono dietro tramonti aborigeni le malinconoie tipiche dei Belle & Sebastian, ma prive di quel feedback di ottimismo alla Candy Candy, che da sempre sottende una volpe qualsiasi che corre sulla neve (“To find something you could eat”).

“Reservation” è forse più asciutto e meno orchestrale del suo predecessore, ma la differenza la fanno gli arrangiamenti particolarmente azzeccati, costruiti su quattro capelli di linee guida: basso, steel guitar, viola, piano e batteria.
Una puntuale conferma per i fan e un ottimo inizio per i neofiti.

Cover Album

Reservations
[ Homesleep – 2006 ]
Similar Artist: Nick Drake, Richmond Fontaine, Belle & Sebastian
Rating:
1. Warm July
2. Anti
3. Twin Lakes
4. Tickets To The Flight
5. Anniversary 6. Michelle’s Cabin
7. Firelines
8. Reservations
9. Don’t Make A Scene
10. Young And Able
Tracklist
 
 

A Girl Called Eddy – Been ...

Beh, ma chi lo avrebbe mai detto? Avere fra le mani una nuova uscita a nome A Girl Called Eddy…giuro non ci speravo più. Ma, come ...

Field Music – Making A New ...

Settimo disco per Peter e David Brewis questa volta in formazione allargata e in missione per conto dell’ Imperial War Museum, fondato ...

Subsonica – Microchip ...

di Cassandra Enriquez Ci eravamo quasi abituati a questa assenza dei Subsonica, da sempre iper produttivi e onnipresenti, ma da quattro anni ...

Bombay Bicycle Club – ...

Far parte di una band non è poi così diverso dall’avere una storia d’amore. Di quelle forti, fatte di passione, condivisione e, a ...

Joe D. Palma – Tutto Ok.

di Cassandra Enriquez Dopo l’EP di debutto nel 2017, due anni di tour in giro per l’Italia, condendo il tutto con aperture per Frah ...