RADIO BIRDMAN
Zeno Beach

 
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7 dicembre 2006
 
Radio Birdman

Sono bastati appena due studio album in quasi trent’anni ( l’esordio “ Radios Appear “ è del 1977 ) per fare dei Radio Birdman una band di culto.

Seminali iniziatori con i Saints della scena garage punk australiana, artefici di un’esplosiva miscela di Stooges, MC5, 13th Floor Elevators, sonorità surf e, non di rado, dilatazioni psichedeliche doorsiane, i Birdman ( formatisi nel 1974 ) del cantante Rob Younger e del chitarrista Deniz Tek tornano nel 2006 con un nuovo, inatteso e strepitoso album.

“ Zeno Beach “ non è il risultato di una reunion motivata dallo sfruttamento economico del “ mito “ che ha avvolto sempre di più il gruppo negli anni, ma piuttosto l’inevitabile sbocco di un’energia creativa che negli anni non ha mai smesso di pulsare. Dai tempi di “ Living Eyes “, ultimo lavoro a firma Radio Birdman ( licenziato in patria nel 1978 e poi distribuito anche all’estero nell’81 ) prima dello scioglimento, i vari componenti del nucleo originario della band hanno continuato a diffondere il verbo del garage punk attraverso diverse formazioni*, fino al 1996, anno in cui la band torna ad unirsi per una serie di concerti che finiranno, l’anno successivo, nel live “ Ritualism “. Dopo alcuni cambiamenti nella line-up storica ( il bassista Warwick Gilbert e il batterista Ron Keeley lasceranno il posto a Jim Dickson e Russel Hopkinson ) la band licenzia lo splendido “ Zeno Beach “.

E’ incredibile, assolutamente incredibile come tutti questi anni non abbiamo cambiato di una virgola l’irruenza selvaggia dei Birdman, che nelle tredici tracce dell’album suonano ruvidi e nervosi come ai tempi di “ Anglo Girl Desire “ e “ Murder City Nights “ e , in alcuni casi, forse addirittura più convincenti. “ Zeno Beach “ si apre con i riff abrasivi di “ We’re Come So Far ( To Be Here Today ) “, a cui fa seguito la potenza garage\ r&b di “ Connected “, il Detroit sound di “ Remorseless “ e il macabro voodobilly di “ Hungry Cannibals “, una creatura che si nutre di tremendi colpi di hammond e arroganti chitarre punk. Straordinari. Senza se e senza ma.

Non manca la vena psichedelica che aveva caratterizzato gemme del passato come “ Descent Into the Maelstrom “ e “ Men With The Golden Helmet “: “ The Brotherood Of Al Wazah “ suona come un impetuoso magma garage blues che fluisce nei territori lisergici devoti al piano di Ray Manzarek, di cui il tastierista Philip “ Pip “ Hoyle si dimostra, una volta di più, il degno erede.
Il surf punk di “ Zeno Beach “ chiude un ( altro ) album leggendario tra backing vocals solari ed acerbe impulsività giovanili.
Da trent’anni gruppi come i Radio Birdman permettono al Rock di esistere per quello che è la sua essenza: ribellione, selvaggia, sincera, veemente, eterna.

*Citiamo almeno un paio di formazioni create da Younger e Tek. Il primo dopo lo scioglimento del gruppo forma i New Race con lo stesso Tek e Ron Asheton degli Stooges ( ! ), con il quale registra “ The First And The Last “; successivamente dà vita ai grandissimi New Christs che pubblicano prima l’essenziale raccolta di singoli “ Divine Rites “ e successivamente “ Distemper “, entrambi raccolti su “ Born Out Of Time “ ( 1996 ). Dopo alcune traversie ed un altro album – “ Lower Yourself “ -, nel 2002 i New Christs tornano sulle scene con l’ottimo “ We Go This “.

Cover Album

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Zeno Beach
[ Yep Roc – 2006 ]
Similar Artist: Stooges, MC5, Doors, Ventures, Fuzztones
Rating:
1. We’ve Come So Far (To Be Here Today)
2. You Just Make It Worse
3. Remorseless
4. Found Dead
5. Connected
6. Die Like April
7. Heyday
6. See The Road
8. Subterfuge
9. If You Say Please
10. Hungry Cannibals
11. Locked Up
12. The Brotherhood Of Al Wazah
13. Zeno Beach
Tracklist
 
 

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