Mar 19 Dic 2006
Baptiste Trotignon ~ Medéric Collignon ~ Béatrice Ardisson
Posted by Helmut under RUBRICHE , Indie Faces: Brand New Melodies
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| Baptiste Trotignon Discography: Fluide (2000 - Naive), Sightseeing (2003 - Naive), Solo (2003 - Naive), Solo II (2006 - Naive), Flower Pop (2006 - Naive) Béatrice Ardisson Discography: La Musique de Paris-Dernière (2000 – Naive), La Musique de Paris-Dernière Vol.2 (2002 - Naive), La Musique de Paris-Dernière Vol.3 (2003 - Naive), La Musique de Paris-Dernière Vol.4(2004 - Naive), La Musique de Paris-Dernière Vol.5 (2006 - Naive) |
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Il Brand New World Melodies Tour fa tappa in Francia, per presentare i nuovi lavori di Baptiste Trotignon, Méderic Collignon e una selezione curata da Béatrice Ardisson.
Iniziamo con “ Flower Power “, albo suonato dal trio Trotignon ( piano ), Vignolo ( contrabbasso ), Romano ( batteria ). Il progetto nasce dall’idea di rivisitare in chiave jazz una manciata di classici della storia del rock e di brani d’autore francesi. Trotignon, pianista di estrazione classica con all’attivo diversi album per la Naive, non è nuovo ad episodi di questo tipo. Già nel precedente fortunato “ Solo II “, il trentaduenne francese si era cimentato nella rilettura per solo piano di “ Julia “ dei Beatles, di “ Love Me Tender “ di Elvis e di un paio di pezzi dal sapore tipicamente cinematografico come “ Que Reste t-il De Nos Amors “ di Charles Trenet ( splendida ed indimenticabile colonna sonora del “ Baisers Volés “ di Truffaut ) e “ Come Tu Mi Vuoi “ di Nino Rota. Con “ Flower Power “ il pianista allarga la portata delle sue ispirazioni: nelle undici tracce dell’album rilegge un Gainsbourg d’annata ( “ Valse Du Melody – Je T’Aime MoI Non Plus “ ) il Dylan leggendario ( “ Mr. Tambourine Man “ ), fino ai Doors più claustrofobici ( “ The End “ ). Più che in “ Solo II “ – bello, ma inevitabilmente destinato ad annoiare chi non sopporta a lungo opere esclusivamente pianistiche – con “ Flower Power “ Trotignon realizza un album pop dai contorni decisamente eleganti, composto stavolta non più solo attorno ai suoi virtuosismi ma aperto ai contributi di Vignolo e Romano, spesso protagonisti dell’ottima riuscita dei pezzi ( la coralità di “ The End “ ne è l’esempio migliore ). Ottimo, e non solo per gli amanti del genere. Il prossimo incontro è con Méderic Collignon, anche egli giovane promessa del jazz d’oltralpe, anch’egli alle prese con un caposaldo musicale del Novecento: il “ Porgy & Bess “ di George Gershwin. Con la composizione gershwiniana – messa in scena per la prima volta nel 1935 - si sono confrontati un po’ tutti i più grandi jazzisti: da Gil Evans e Miles Davis, che nel 1958 resero immortale un brano come “ Summertime “, a Ella & Louis, a Bill Evans, fino al nostro Paolo Fresu, che ne incise una versione nel 2002. Collignon sceglie di estrapolare l’opera dal contesto orchestrale per strutturarla intorno ai suoi strumenti a fiato, all’elettricità del piano Fender Rhodes, al contrabbasso e alla batteria. L’uso della voce di Marie Menand è dilatato ma efficace, presenti ma sostanzialmente brevi sono le escursioni in ambito free, complesse ma seducenti le ritmiche di alcuni brani ( “ Gone, Gone, Gone “ ), straordinariamente belle e fedeli alle precedenti versioni quelle di altre ( “ Bess, Oh Where’s My Bess “ ). Assente “ Summertime “. Se non avete mai ascoltato “ Porgy & Bess “, questa rivisitazione contemporanea potrebbe essere un buon punto di partenza. Lasciamo per ultima la fascinosa e très chic Béatrice Ardisson. Pressoché sconosciuta qui da noi, la Ardisson in Francia è una vera diva. Per diversi motivi. Innanzitutto è la moglie di Thierry Ardisson, il più famoso produttore televisivo nazionale, poi è molto molto bella, conduce a sua volta programmi televisivi e ha il pallino della moda e della musica. E questo è quello che ci interessa in questa sede. Si perché in Italia da questa descrizione si rischia di immaginare una fashion victim di bella presenza tipo Fernanda Lessa, che dopo essere stata eliminata dall’Isola dei famosi si scopre appassionata di musica e inizia a mettere i dischi in giro per l’Italia. Dischi trendy, ovviamente. Da quello che si ascolta nella compilation da lei curata, “ La Musique di Paris Derniere Volume 5 “, Madame Ardisson sembra proprio una sincera appassionata di sonorità di ogni genere: soul, doo-woop, rock, electro, dance, punk, roba ultrakitch, 80’s, jazz, easy listening, indie, pop. Nel progetto da lei curato, tutte queste sonorità vengono riproposte da gruppi sconosciuti, meno famosi o celebratissimi attraverso un mix di cover bizzare e divertenti, nella maggior parte dei casi lontanissime dalla versione originale. In quest’ultimo volume ( gli altri hanno venduto in tutto più di 300 mila copie ) non c’è che l’imbarazzo della scelta: “ Take Me Out “ dei FF rifatta da Scissor Sisters, “ Heart Of Glass “ di Blondie filtrata dal doo-woop delle Puppini Sisters, una geniale versione pop per piano e voce di “ Anarchy In The Uk “ firmata Zita & Cyrus, la Madonna di “ Material Girl “ stravolta da Richard Cheese neanche fosse stata scritta da Frank Sinatra. Chiusura con due ghost track gustosissime: una surreale “ You Really Got Me “ acappella dei Los Chicros e “ Strangers In The Night “, che evidentemente il buon Frank non aveva interpretato bene: la versione migliore è questa di tale Mrs Miller, a metà tra l’exotica di Yma Sumac, un soprano sguaiato ed inebetito e degli assurdi fischiettii di usignolo alla fine. Una compilation unica, da sbellicarsi dalle risate, altro che spocchiose fashion victim! Assolutamente imperdibile per ravvivare noiose cene con amici, estenuanti viaggi in macchina, pomeriggi tristi, feste poco riuscite. E per ascoltare un po’ di buona musica, s’intende. |
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Link: Mp3: |



Dicembre 19th, 2006 at 13:54
Azz..il diavolo di un Helmut che sconfina nel patinato mondo del jazz contemporaneo! Acciderboli! abbattiamoci le mani…tutto very,very intesting. MIl tempo di darmi un impomatata ai capelli (ho scritto capelli?.mh..ok alle basette và…) e mi accingo subito al download
Dicembre 19th, 2006 at 15:35
mi piace approcciarmi agli ascolti ecletticamente, certo quando si parla di Jazz il mio giudizio non può che essere prettamente ” emotivo “, non ho certo gli strumenti per analizzare un’opera jazz in modo esaustivo…per il resto consiglio soprattutto la traccia di zita & cyrus che ne contiene altre due come ghost track..