I AM KLOOT
BBC Radio 1 John Peel Sessions
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Un blues strascicato, suonato sul Titanic prima dello schianto con l’iceberg. La folla che guarda attonita – prima di essere spazzata via – le stelle buttate giù dal cielo. “È questa la tempesta che aspettavamo? È questo il grande lampo atteso da una vita?”
Momenti per ripensare alla nostra esistenza. Ci passa davanti, in un sottofondo musicale rock-blues (con cedimenti folk) la compilation dei nostri ricordi. Band perfetta – gli I Am Kloot – per celebrare i nostri ultimi istanti, col loro “vivere per le piccole cose: un accordo cambiato quando non si dovrebbe; una frase che ti attrae a sé, senza richiedere troppa attenzione”. Mix ideale questo riassunto dei loro album più riusciti, Natural History e I Am Kloot (rispettivamente debutto e conferma nel panorama indie europeo ed americano), negli attimi di panico prima dell’immane tragedia, mentre i ricchi sono calati su scialuppe di salvataggio ed i poveri buttati in mare. Gli I Am Kloot continuano a suonare imperterriti – come se tutto il resto non li riguardasse – proprio queste tracce, registrate negli studi di Maida Vale per lo show del compianto John Peel; alternando sapientemente il contributo di chitarra, batteria e basso (ma soprattutto di questi ultimi due). Tra i fortunati che stanno per salvarsi o tra coloro che annaspano impotenti, il nostro ultimo istante di vita è dunque una canzone: che ci ricorda i primi due album degli Oasis (“Storm Warning” e “Life In A Day”); o le malinconie acustiche di Simon & Garfunkel (“From Your Favorite Sky” e “Proof”); oppure gli ultimi Coldplay (“Strange Without You”). Magra consolazione ascoltare una canzone prima di morire; ultimo sussulto del folle baraccone che affonda. |
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20 dicembre 2006 @ 11:03
Gods and Monsters mi ha lasciato un po’ freddino, ma questa session proprio non me la faccio sfuggire.
20 dicembre 2006 @ 11:36
Il Golf è uno sport nobile….
20 dicembre 2006 @ 12:13
tommy: gods and monsters ha lasciato anche me – e, a quanto pare, molti – un po’freddini. ma natural history è stata una buona prova. diciamo che – secondo me – questo disco niente aggiunge e niente toglie a nh e i am kloot.
helmut: http://www.golfitaliano.it
20 dicembre 2006 @ 17:25
Bellissimo il pezzo ” oltre il par “, da vero intenditore.
20 dicembre 2006 @ 18:08
riporto qui la battuta che ti ho fatto sul messenger (piuttosto just-iana):
ma ti par…
farò finta di scorgere, sotto la spessa patina da presa per il culo megagalattica, una parvenza di sincerità…
20 dicembre 2006 @ 23:11
Dopo l’umorismo aziendale, che è il sintomo definitivo e irreversibile, del crollo mentale di un individuo credo si posizioni solo l’umorismo indie-trash di cui mi si addita come precursore.
Nun ce provate…che ognuno si assuma le proprie responsabilità…
Pam te brucio è faccine!
21 dicembre 2006 @ 00:56
No guarda Just, la forma corretta è:
” Pam, te brucio E faccine “.
P.S. Durante le feste vediamoci che te damo li sordi pe li flaier…
21 dicembre 2006 @ 17:27
Questo disco è nella mia lista della spesa da troppo tempo, dovrebbe uscirne a breve, spero.