ELECTRIC PRESIDENT - Live @ Plastic (Milano - 05/12/2006)
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Discography: Electric President (2006 - Morr Music)
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Berlino. E’ inverno, il nuovo anno è iniziato da pochi giorni e io mi innamoro. Mi innamoro di una città, della sua gente, della sua musica. Ho una stanza al quarto piano di un palazzo nel cuore di Kreuzberg con una finestra enorme da cui vedo scritte antiche pennellate su facciate scrostate. Cade la neve in continuazione, lenta, leggera, ma costante. Nel tardo pomeriggio, sono sempre in camera. Mi piace aspettare il buio davanti alla mia finestra. Spesso faccio l’amore. Faccio l’amore e mi addormento prima di cena. Ho un po’ di dischi da suonare a quell’ora, sono tutti dischi della Morr. La musica dell’etichetta e la sua città mi sembrano della stessa natura. I miei preferiti sono i Lali Puna, continuo a suonarli. Subito dopo vengono gli Electric President, non sono di Berlino, ma qui hanno trovato la loro fortuna, non poteva essere altrimenti. Milano. Sono passati diversi mesi da quei momenti. Il disco degli Electric President era uno dei miei favoriti, per le sue chitarre delicate, per l’elettronica sensibile, per le melodie a presa rapida cantate da Ben Cooper. Ma ora, ho come la sensazione di averlo digerito e archiviato, di non averne un bisogno viscerale. Mi si presenta però l’occasione di vederli dal vivo, qui a Milano. Decido di rispolverare il disco allora, e mi vergogno subito di essere stato un amante superficiale e distratto, di aver perso tempo ad ascoltare tante insulse novità invece di approfondire sentieri già solcati. In poco, torna ad essere uno dei miei dischi dell’anno, e mi sale una certa impazienza di vederli dal vivo. E’ un martedì sera piovoso e inospitale. Entro al Plastic in perfetto orario, guardo il palco infelice, mi scolo due birre e mi siedo in poltrona nella saletta accanto. Chiacchiero del più e del meno, aspettando che la sala si riempia, ma nulla: all’inizio del concerto siamo al massimo una trentina. Mi aspetto un set intimo, da ascoltare abbracciati e invece il colpo d’occhio è molesto. Ben Cooper si presenta con un berretto da aviatore, una chitarra e improbabili espressioni comiche. Alex Kane non è da meno e pare piuttosto a disagio con in braccio il suo basso. C’è un terzo elemento sul palco ad occuparsi delle basi elettroniche. Ci si aspetta un set intimo, dicevo, ma quel che arriva alle orecchie nei primi minuti è un suono rumoroso ed impastato, complice la pessima acustica del Plastic e i volumi settati evidentemente a caso. Si impegna Ben, ma come fargli capire che non è serata, che le faccine idiote con cui vorrebbe calarsi in una parte indefinita stonano irrevocabilmente, che vorremmo meno note e più colori, che è riuscito a rovinare persino “Good Morning, Hypocrite”. Qualcuno comincia visibilmente ad irritarsi e la prima fila si svuota. E’ un vero peccato perché le canzoni ci sono, eccome. Col passare dei minuti i volumi migliorano e c’è spazio anche per una “Insomnia” che riesce a resuscitare l’interesse dei presenti. Il pezzo si rivelerà in assoluto il momento più riuscito della serata. A seguire, ad una incollatura, una “Ten Thousand Lines” posta quasi in chiusura a lenire il dolore per le aspettative deluse e a regalare qualche speranza di un’evoluzione positiva anche dal vivo |
| Link: Morr Music Official Site Mp3: Snow On Dead Neighborhoods (from the album “Eelctric President”) |

(from the album “Eelctric President”)
21 Dicembre 2006 @ 15:14
Credo si possa dire tranquillamente che la recensione è venuta meglio del concerto.
In fondo le performance live in quanto tali sono influenzabili da varie situazioni.
Io per esempio ho visto due volte dal vivo i Red Hot Chili Peppers: una volta fantastici, la volta dopo a dire poco imbarazzanti nonchè afflitti da grossi problemi tecnici.
21 Dicembre 2006 @ 15:44
tommy: bella recensione. apprezza soprattutto quando si lega l’esperienza musicale a quella affettiva o comunque esistenziale.
just: verissimo. io li vidi all’heineken jamming festival, in occasione del californication tour e non mi entusiasmarono: santana - per la cronaca - suonò la sera dopo e non c’è stato paragone!
21 Dicembre 2006 @ 16:39
Ottima la recensione,ma a me sti electric president non dicono nulla…
21 Dicembre 2006 @ 16:50
ringrazio delle belle parole e ovviamente condivido l’idea dell’influenzabilità dei live. a quanto pare a bologna la sera successiva è stato decisamente meglio. e poi quando si arriva ad un concerto con aspettative piuttosto definite è matematico essere spiazzati.
come si suol dire: da rivedere.
21 Dicembre 2006 @ 17:30
Per quanto mi riguarda gli Electric President finiscono nella top ten del 2006…adoro il loro primo album…
…ho visto i BLACK REBEL MOTORCYCLE CLUB a ROMA diversi anni fa (erano in tour di supporto al loro debutto discografico) e furono un pianto (ricordo che pagai tanto all’epoca considerato anche il gruppo quasi alle prime armi…)… con il batterista che non faceva altro che prendere ignobili stecche tra lo stupore/orrore degli altri 2…ho rivisto i BRMC quest’anno (era uscito HOWL) e sono stati semplicemente fantastici !!! Grande concerto !!! In questo caso secondo me conta anche l’esperienza, magari vale lo stesso x gli ELECTRIC PRESIDENT…
ottimo live report tommy…
21 Dicembre 2006 @ 17:34
poi c’è da considerare che non so quanti di voi siano stati al plastic, che si, sarà fico quanto volete per le serate london loves e i caschetti asimmetrici che ci sguazzano, ma per i concerti è davvero una pessima location.
21 Dicembre 2006 @ 18:29
cazzo tommy bellissima la recensione. la prima parte è scritta da dio e la seconda rende l’idea di quella serata.
21 Dicembre 2006 @ 21:27
Ecco..lo sapevo che non l’avevi scritta tu stà rece Tommy! …e certo non bastava Ila(ria) che ti legge le band impronunciabili, adesso ti fai aiutare pure a scrivere…e per giunta …a Dio!!!..megalomane!!!
Tutto ciò è veramente avvilente…basta non ascolterò mai più Lazy Sundays!
14 Luglio 2008 @ 10:48
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