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#10 – Arctic Monkeys – Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not ( Domino )
Anche se all’ultimo posto disponibile, nella mia top ten del 2006 le scimmie artiche ci dovevano essere. Pompatissimi dalla stampa britannica, giovanissimi, grezzi, genuinamente pop. I 13 pezzi dell’album sono 13 potenziali singoli buoni per le radio, per il dancefloor, per i nostalgici dell’epoca brit-pop, per le ragazzine e per chi adolescente non è più.
Aiutati dall’essere nel posto giusto al momento giusto, gli Arctic Monkeys sono stati sicuramente baciati dalla fortuna, ma il disco è buono, fresco e godibile.
Mp3:
I Bet You Look Good On The Dance Floor (thanks to “Indiestatic” Blog) |
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#9 – The Radio Dept. – Pet Grief ( Labrador )
Me lo aspettavo diverso il secondo lavoro degli svedesi Radio Dept. Immaginavo continuassero a percorrere i territori shoegazing del magnifico “Lesser Matters”, invece Pet Grief irradia ben altri colori: Royksopp, Kings Of Convenience, New Order e, perfino, Pet Shop Boys.
Il cambiamento di rotta non muta l’anima del gruppo, sempre legata ad un’espressione dei sentimenti più contrastanti: amore, odio, passione, fragile malinconia e accesa felicità.
Messe da parte le celestialità chitarristiche di Keen On Boys, di quest’album ricorderò soprattutto la tenue Sleeping In e il meraviglioso singolo The Worst Taste Music.
Il futuro è a Nord…
Mp3:
The Worst Taste In Music 
A Window 
“PET GRIEF” review on INDIE FOR BUNNIES
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#8 – Mystery Jets – Making Dens ( WEA )
Definiti dal cantante dei Kooks uno dei gruppi che “spazzeranno via i resti del Britpop”, questa giovane e poco promozionata band inglese mette a segno quello che a mio avviso è l’album pop più convincente dell’anno.
Con l’originalità propria di bands come Gorky’s Zygotic Mynci e Super Furry Animals, in Making Dens i nostri miscelano sapientemente schegge pop Razorlight\Supergrass\Hefner (You Can’t Fool Me Dennis, Purple Prose), esplosioni di colori e hammond (The Boy Who Ran Away), atmosfere 70’s (Horse Drawn Cart) e ballate decembristiche (Little Bag Of Hair).
Un debutto da applausi.
MYSTERY JETS on INDIE FOR BUNNIES
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#7 – Paul Weller – Catch-Flame ! ( V2 Music)
Impossibile per il sottoscritto non inserire nei migliori dieci album del 2006 questo SUPERBO doppio cd live del Modfather N. 1 registrato all’ Alexandra Palace.
Passano gli anni, le mode, i gruppi, ma Paul è sempre il grande Paul. Visto dal vivo per il tour promozionale dell’album, la sua classe e la sua energia fanno paura: è imbarazzante vederlo suonare con la carica di un kid alle prime armi, è commovente percepire come si possa amare la musica e restare profondamente umile nonostante quello che si è conquistati nella propria carriera.
Il live contiene tutti i suoi cavalli di battaglia, da A Town Called Malice a Shout To The Top, passando per Porcelain Gods, Savages e In The Crowd.
Un acquisto essenziale per tutti i fan, e non solo. |

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#6 – Non Voglio Che Clara - S/T ( Aiuola )
Li abbiamo recensiti, li abbiamo intervistati, li abbiamo incontrati ai loro concerti: per IFB i NVCC sono una delle più belle realtà italiane degli ultimi anni.
Cantautorato di qualità, pop orchestrale alla Bacharach, immaginario cinematografico, storie ordinarie, amori finiti, sognati, sperati, paure inconfessate: questo il mondo dipinto con arguta sensibilità da Fabio De Min e soci, per un album che seduce infinitamente fin dal primo ascolto.
I fallimenti intimi de L’Oriundo e gli amori impossibili della hitchcockiana Cary Grant resteranno a lungo scolpite nella mia playlist italiana di tutti i tempi…
Mp3:
Un Nome Da Signora 
Cary Grant 
“NON VOGLIO CHE CLARA” review on INDIE FOR BUNNIES
“NON VOGLIO CHE CLARA” interview on INDIE FOR BUNNIES
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#5 – Henri Salvador – Révérence ( V2 Music )
Inatteso è bellissimo il ritorno sulle scene di questo bizzarro e poliedrico 89enne nativo della Guyana francese. Henri Salvador – crooner e compositore soprattutto, ma anche attore, presentatore, comico, primo interprete di un pezzo rock in lingua francese, scopritore di Keren Ann e inventore, secondo Tom Jobim, della bossa nova ( ! ), è da più di mezzo secolo ormai una sorta di mito inarrivabile sia in patria che all’estero.
La sua musica, specie negli ultimi anni, è una garbata miscela dei profumi di Ipanema e del fascino notturno della Rive Gauche, di fumose ed intime atmosfere jazzy e di divertiti e vivaci swing orchestrali.
A differenza del penultimo – e francamente appena sufficiente – “Ma Chére A Tendré” questo Révérence è qualitativamente assai più vicino al meraviglioso “Chambre Avec Vue”, in cui il buon Henri dettava con Francoise Hardy e Toots Thielemans. Nel suo ultimo lavoro, registrato tra New York, Rio De Janeiro e Parigi, gli ospiti – e scusate se è poco! – sono Caetano Veloso e Gilberto Gil.
Non foss’altro per la riproposizione di Dans Mon Ile pezzo che, come si diceva sopra, avrebbe ispirato ad Antonio Carlos Jobim l’invenzione della bossa, Révérence merita di diritto ( almeno ) il quinto posto nella mia classifica annuale. Perché è un album di delicata e rarefatta bellezza, un altro incantevole episodio nella carriera di questo estroso e multiforme artista.
Mp3:
Dans Mon Ile  |

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#4 – The Flaming Lips – At The War With The Mystics ( Warner Bros. )
Il 2006 ci regala il ritorno, a quattro anni da “Yoshimi… “, di una band seminale come i Flaming Lips di Wayne Coyne. Rispetto all’albo precedente – che confesso non mi era piaciuto per niente –, At The War With The Mystics riporta il livello musicale sui livelli a cui ci avevano abituato i Lips.
Soffusamente psichedelico (My Cosmic Autumn Ribellion), popedilicamente obliquo (Yeah Yeah Yeahs Song), radicalmente seventies rock (Pompei Am Gottamerdun), il nuovo dei Flaming Lips non è stato uno degli album che ho ascoltato di più, ma viceversa lo ricorderò come uno di quelli che ho amato più profondamente.
Mp3:
Free Radicals (thanks to “Pop Tarts Suck Toasted” Blog) |

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#3 – Televise – Song To Sing In A & B ( Club AC30 )
Formando i Televise, Simon Scott ( ex Slowdive ) ci regala uno dei migliori album dell’anno. Song To Sing In A & B è un lungo viaggio in 9 parti denso di carezze 4AD e riverberi Creation Records, di echi Telescopes e sognanti vapori Slowdive, luminosamente armonizzati dal “pygmalione” Simon Scott. Il sogno inizia ad avvolgerti alla terza traccia, If I Told You, trasportandoti in un universo di sentimenti che credevi di avere smarrito nei momenti più cupi ed intensi della tua vita, prosegue con il singolo I Don’t Know Why, denso di strabordante energia pop e si dilata nei vortici spaziali di Smile e nelle rifrazioni Catherine Wheel della successiva Underwater, che colorano la notte di lucenti bagliori.
Stupendo.
Mp3:
If I Told You 
Smile 
“SONG TO SING IN A & B” review on INDIE FOR BUNNIES
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#2 – Radio Birdman – Zeno Beach ( Crying Sun Records )
Sono bastati appena due studio album in quasi trent’anni ( l’esordio “Radios Appear ” è del 1977 ) per fare dei Radio Birdman una band di culto.
Seminali iniziatori con i Saints della scena garage punk australiana, artefici di un’esplosiva miscela di Stooges, MC5, 13th Floor Elevators, sonorità surf e, non di rado, dilatazioni psichedeliche doorsiane, i Birdman ( formatisi nel 1974 ) del cantante Rob Younger e del chitarrista Deniz Tek tornano nel 2006 con un nuovo strepitoso album.
Zeno Beach conferma il perenne stato di grazie di un gruppo che suona selvaggio, devastante e adrenalinico come ai tempi di Anglo Girl Desire e Murder City Nights.
Inarrivabili.
Mp3:
You Just Make It Worse 
“ZENO BEACH” review on INDIE FOR BUNNIES
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#1 – Brightblack Morning Light – S/T ( Matador )
Il disco che quest’anno mi ha affascinato di più è quello degli statunitensi Brightblack Morning Light. Dilatato, notturno, lynchiano, rurale, mai claustrofobico, elegante: un peyote psichedelico di cui da tempo sentivamo la necessità.
Semplicemente straordinario.
Mp3:
Everybody Daylight 
“BRIGHTBLACK MORNING LIGHT” review on INDIE FOR BUNNIES
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31 dicembre 2006 @ 11:33
devo dire – anzitutto – che la classifica rispetta una cert varietà e profondità musicale che la mia – sicuramente – non avrà. detto questo, confesso di essermi perso – per caso o per scelta – la maggior parte dei tuoi ascolti, mio caro helmut. tuttavia, in parte posso dire che:
1. gli arctic monkeys non mi piacciono; dei mystery jets diffido un po’; mentre i radio dept. non mi hanno convinto (difficile comunque migliorare dopo lo splendido lesser matters…)
2. i non voglio che clara hanno fatto un album eccellente che – a quanto sembra – è piaciuto a più persone (compreso me)
3. i brightblack, radio birdman e televise (come molti altri) non ho avuto il tempo di ascoltarli, causa computer rotto ed impegni vari…
comunque, complimenti: davvero una bella classifica che – come ti ho già ripetuto – rispecchia un’ampia sfera culturale/musicale…
31 dicembre 2006 @ 13:20
gli artic monkeys noooo ti prego!!
però sui flaming lips e i brightblack morning light mi trovi d’accordo, sono davvero notevoli
31 dicembre 2006 @ 13:26
Questo anno pesa per me come un secolo e sono veramente contento che stanotte se ne andrà a nanna.
Come vivere quattro anni in soli dodici mesi.
Troppe cose belle.
Troppe cose brutte.
Perché così poche vie di mezzo?
Il mio proposito per il 2007 è quello di vestirmi da coniglio bianco per poi farmi pistare di botte e avere qualche osso rotto?
Spero che alcune sensazioni scompaiano per sempre e spero che altre tornino presto per restare.
Auguroni.
p.s.
onore alla classifica helmuttiana.
31 dicembre 2006 @ 16:46
Giov,
ti sento un pò giù, spero che vada tutto bene…dai su…cmq buon anno a te e signora..se fai il bravo ti invito di nuovo a casa mia per la birra delle 17…
Jaguattina,
pur ben consapevole che gli Arctic non hanno inventato nulla, secondo me in mabito di pop semplice e diretto han fatto un buon album…
Brightblack strepitosi…
Pam,
auguri a te e Michela!
Stasera a letto alle 22, mi raccomando eh!
31 dicembre 2006 @ 17:14
Dimenticavo.
Dalla Top ten sono rimasti esclusi diversi gruppi che ci sarebbero tranquillamente potuti stare se la classifica fosse staat fatta qualche mese fa. Mi piace citarne alcuni qui a margine:
Clinic – Visitations
Broadcast – Future Crayon
The Decemberists- The Crane Wife
Midlake – Trial Of Van Occupanther
Cibelle – Shrine of dried electric leaves
Casiotone for the painfully alone – etiquette
Raconteurs – Broken Boy Soldier
Morrissey – Ringleader of the tormentors
Isan – Plans drawn in pencils
31 dicembre 2006 @ 17:25
Bella top 10, io sono come al solio di passaggio a scrocco, pe cui ne approfitto per fare gli auguri a tutti.ciaps
sachiel
17 gennaio 2007 @ 12:56
[...] “Because it the Flaming Lips. Not one of their top ranking albums but still something enjoyable and exciting.” ( Think Thank ) “Soffusamente psichedelico (My Cosmic Autumn Ribellion), popedilicamente obliquo (Yeah Yeah Yeahs Song), radicalmente seventies rock (Pompei Am Gottamerdun)…” ( Indie For Bunnies/em> ) [...]