“INDIE TOP 10 ALBUM” 2006 by Helmut

31 Dicembre 2006
Indie Top Ten, decima posizione

#10 - Arctic Monkeys - Whatever People Say I Am, That’s What I’m Not ( Domino )

Anche se all’ultimo posto disponibile, nella mia top ten del 2006 le scimmie artiche ci dovevano essere. Pompatissimi dalla stampa britannica, giovanissimi, grezzi, genuinamente pop. I 13 pezzi dell’album sono 13 potenziali singoli buoni per le radio, per il dancefloor, per i nostalgici dell’epoca brit-pop, per le ragazzine e per chi adolescente non è più.
Aiutati dall’essere nel posto giusto al momento giusto, gli Arctic Monkeys sono stati sicuramente baciati dalla fortuna, ma il disco è buono, fresco e godibile.

Mp3:
I Bet You Look Good On The Dance Floor (thanks to “Indiestatic” Blog)

Indie Top Ten, nona posizione

#9 - The Radio Dept. - Pet Grief ( Labrador )

Me lo aspettavo diverso il secondo lavoro degli svedesi Radio Dept. Immaginavo continuassero a percorrere i territori shoegazing del magnifico “Lesser Matters”, invece Pet Grief irradia ben altri colori: Royksopp, Kings Of Convenience, New Order e, perfino, Pet Shop Boys.
Il cambiamento di rotta non muta l’anima del gruppo, sempre legata ad un’espressione dei sentimenti più contrastanti: amore, odio, passione, fragile malinconia e accesa felicità.
Messe da parte le celestialità chitarristiche di Keen On Boys, di quest’album ricorderò soprattutto la tenue Sleeping In e il meraviglioso singolo The Worst Taste Music.
Il futuro è a Nord…

Mp3:
The Worst Taste In Music
A Window

“PET GRIEF” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, ottava posizione

#8 - Mystery Jets - Making Dens ( WEA )

Definiti dal cantante dei Kooks uno dei gruppi che “spazzeranno via i resti del Britpop”, questa giovane e poco promozionata band inglese mette a segno quello che a mio avviso è l’album pop più convincente dell’anno.
Con l’originalità propria di bands come Gorky’s Zygotic Mynci e Super Furry Animals, in Making Dens i nostri miscelano sapientemente schegge pop Razorlight\Supergrass\Hefner (You Can’t Fool Me Dennis, Purple Prose), esplosioni di colori e hammond (The Boy Who Ran Away), atmosfere 70’s (Horse Drawn Cart) e ballate decembristiche (Little Bag Of Hair).
Un debutto da applausi.

MYSTERY JETS on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, settima posizione

#7 - Paul Weller - Catch-Flame ! ( V2 Music)

Impossibile per il sottoscritto non inserire nei migliori dieci album del 2006 questo SUPERBO doppio cd live del Modfather N. 1 registrato all’ Alexandra Palace.
Passano gli anni, le mode, i gruppi, ma Paul è sempre il grande Paul. Visto dal vivo per il tour promozionale dell’album, la sua classe e la sua energia fanno paura: è imbarazzante vederlo suonare con la carica di un kid alle prime armi, è commovente percepire come si possa amare la musica e restare profondamente umile nonostante quello che si è conquistati nella propria carriera.
Il live contiene tutti i suoi cavalli di battaglia, da A Town Called Malice a Shout To The Top, passando per Porcelain Gods, Savages e In The Crowd.
Un acquisto essenziale per tutti i fan, e non solo.

Indie Top Ten, sesta posizione

#6 - Non Voglio Che Clara - S/T ( Aiuola )

Li abbiamo recensiti, li abbiamo intervistati, li abbiamo incontrati ai loro concerti: per IFB i NVCC sono una delle più belle realtà italiane degli ultimi anni.
Cantautorato di qualità, pop orchestrale alla Bacharach, immaginario cinematografico, storie ordinarie, amori finiti, sognati, sperati, paure inconfessate: questo il mondo dipinto con arguta sensibilità da Fabio De Min e soci, per un album che seduce infinitamente fin dal primo ascolto.
I fallimenti intimi de L’Oriundo e gli amori impossibili della hitchcockiana Cary Grant resteranno a lungo scolpite nella mia playlist italiana di tutti i tempi…

Mp3:
Un Nome Da Signora
Cary Grant

“NON VOGLIO CHE CLARA” review on INDIE FOR BUNNIES

“NON VOGLIO CHE CLARA” interview on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, quinta posizione

#5 - Henri Salvador - Révérence ( V2 Music )

Inatteso è bellissimo il ritorno sulle scene di questo bizzarro e poliedrico 89enne nativo della Guyana francese. Henri Salvador – crooner e compositore soprattutto, ma anche attore, presentatore, comico, primo interprete di un pezzo rock in lingua francese, scopritore di Keren Ann e inventore, secondo Tom Jobim, della bossa nova ( ! ), è da più di mezzo secolo ormai una sorta di mito inarrivabile sia in patria che all’estero.
La sua musica, specie negli ultimi anni, è una garbata miscela dei profumi di Ipanema e del fascino notturno della Rive Gauche, di fumose ed intime atmosfere jazzy e di divertiti e vivaci swing orchestrali.
A differenza del penultimo – e francamente appena sufficiente – “Ma Chére A Tendré” questo Révérence è qualitativamente assai più vicino al meraviglioso “Chambre Avec Vue”, in cui il buon Henri dettava con Francoise Hardy e Toots Thielemans. Nel suo ultimo lavoro, registrato tra New York, Rio De Janeiro e Parigi, gli ospiti – e scusate se è poco! – sono Caetano Veloso e Gilberto Gil.
Non foss’altro per la riproposizione di Dans Mon Ile pezzo che, come si diceva sopra, avrebbe ispirato ad Antonio Carlos Jobim l’invenzione della bossa, Révérence merita di diritto ( almeno ) il quinto posto nella mia classifica annuale. Perché è un album di delicata e rarefatta bellezza, un altro incantevole episodio nella carriera di questo estroso e multiforme artista.

Mp3:
Dans Mon Ile

Indie Top Ten, quarta posizione

#4 - The Flaming Lips - At The War With The Mystics ( Warner Bros. )

Il 2006 ci regala il ritorno, a quattro anni da “Yoshimi… “, di una band seminale come i Flaming Lips di Wayne Coyne. Rispetto all’albo precedente – che confesso non mi era piaciuto per niente –, At The War With The Mystics riporta il livello musicale sui livelli a cui ci avevano abituato i Lips.
Soffusamente psichedelico (My Cosmic Autumn Ribellion), popedilicamente obliquo (Yeah Yeah Yeahs Song), radicalmente seventies rock (Pompei Am Gottamerdun), il nuovo dei Flaming Lips non è stato uno degli album che ho ascoltato di più, ma viceversa lo ricorderò come uno di quelli che ho amato più profondamente.

Mp3:
Free Radicals (thanks to “Pop Tarts Suck Toasted” Blog)

Indie Top Ten, terza posizione

#3 - Televise - Song To Sing In A & B ( Club AC30 )

Formando i Televise, Simon Scott ( ex Slowdive ) ci regala uno dei migliori album dell’anno. Song To Sing In A & B è un lungo viaggio in 9 parti denso di carezze 4AD e riverberi Creation Records, di echi Telescopes e sognanti vapori Slowdive, luminosamente armonizzati dal “pygmalione” Simon Scott. Il sogno inizia ad avvolgerti alla terza traccia, If I Told You, trasportandoti in un universo di sentimenti che credevi di avere smarrito nei momenti più cupi ed intensi della tua vita, prosegue con il singolo I Don’t Know Why, denso di strabordante energia pop e si dilata nei vortici spaziali di Smile e nelle rifrazioni Catherine Wheel della successiva Underwater, che colorano la notte di lucenti bagliori.
Stupendo.

Mp3:
If I Told You
Smile

“SONG TO SING IN A & B” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, seconda posizione

#2 - Radio Birdman - Zeno Beach ( Crying Sun Records )

Sono bastati appena due studio album in quasi trent’anni ( l’esordio “Radios Appear ” è del 1977 ) per fare dei Radio Birdman una band di culto.
Seminali iniziatori con i Saints della scena garage punk australiana, artefici di un’esplosiva miscela di Stooges, MC5, 13th Floor Elevators, sonorità surf e, non di rado, dilatazioni psichedeliche doorsiane, i Birdman ( formatisi nel 1974 ) del cantante Rob Younger e del chitarrista Deniz Tek tornano nel 2006 con un nuovo strepitoso album.
Zeno Beach conferma il perenne stato di grazie di un gruppo che suona selvaggio, devastante e adrenalinico come ai tempi di Anglo Girl Desire e Murder City Nights.
Inarrivabili.

Mp3:
You Just Make It Worse

“ZENO BEACH” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, prima posizione

#1 - Brightblack Morning Light - S/T ( Matador )

Il disco che quest’anno mi ha affascinato di più è quello degli statunitensi Brightblack Morning Light. Dilatato, notturno, lynchiano, rurale, mai claustrofobico, elegante: un peyote psichedelico di cui da tempo sentivamo la necessità.
Semplicemente straordinario.

Mp3:
Everybody Daylight

“BRIGHTBLACK MORNING LIGHT” review on INDIE FOR BUNNIES

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