“INDIE TOP 10 ALBUM” 2006 by Astar Goodman
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#10 – The Television Personalities – My Dark Places ( Domino ) Il grande ritorno della cult-band inglese (per me in realtà una scoperta). Un disco straripante, mai a fuoco, imperfetto e inconcluso come le cose che alla fine amo di più. Punk e low-fi nell’anima. Talmente folle da divertire come non mai. Talmente sincero da commuovere. All The Young Children On Crack è uno dei singoli dell’anno: una cosa tanto malata e contemporaneamente “pop” era da “Bull in the heater” dei Sonic Youth che non si ascoltava. |
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#9 – Thom Yorke – The Beautiful Lie (XL Recordings) Un disco sul quale avevo molti pregiudizi e riserve. Poi la mia ragazza l’ha comprato e in macchina non abbiamo ascoltato altro per tutto l’autunno. Sarà che in macchina con la mia ragazza sto proprio bene, sarà che lei si è completamente innamorata di questo disco che alla fine mi ha convinto, sta di fatto che ora lo preferisco di gran lunga alle ultime cose dei Radiohead. Calda e avvolgente elettronica minimale con quella voce che ormai è un classico dei nostri tempi. |
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#8 – Madlib – Beat Konducta, Vol. 1-2 ( Stone Throw ) Ebbene sì! Hip hop strumentale! Pura arte cut’n'paste: tecnica inarrivabile ed esaltante, messa in mostra senza troppi problemi di modestia (come di chi sa fin troppo bene di sapere). Conoscenza profonda della materia black ed il gusto di un genio dei nostri tempi. 35 mini colonne sonore in cui si fondono scenari soul 70, electro, jazz del più meticcio e curioso, funk nerissimo e potrei continuare…ma le parole non bastano. Non fate il grossolano errore di pensare che agli indie-rocker l’hip hop non interessi: quest’anno non ho trovato niente di meglio da ascoltare su metropolitane, treni e autobus. |
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#7 – Liars – Drums Not Dead ( Mute ) Sciamani industrial, stregoni sonici: non li avevo mai capiti nè apprezzati veramente. Poi quest’anno li ho visti dal vivo: una bolgia divertentissima, caos e ritmiche tribali, ispirazione e ironia, un moderno rituale di tre geniali cazzoni (se si può dire). Mi avevano convinto. Poi arriva questo disco e tutto cambia di nuovo. La cattiveria è nascosta meglio, la furia compressa e quindi più insinuante, la follia diluita in lunghi brani atmosferici e minimali. Musica ossessionante e orrorifica, dannatamente affascinante. Mp3: |
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#6 – Matmos – The Rose Has Teeth In The Mouth Of A Beast ( Matador ) Ancora non saprei dire se mi è veramente piaciuto tutto questo disco o meno, stà di fatto che l’ho ascoltato tantissimo ed ancora continuo ad ascoltarlo per cercare di comprenderlo o per la curiosità che non si assopisce. E’ un progetto artistico strutturato su più livelli dal perfetto equilibrio tra concettualità e gioco, tra idea formale ed ispirazione sonora. Elettronica che più organica non si può (vengono suonate tra le altre cose lumache, rose, concime, apparati genitali animali…) per andare a comporre dieci ritratti (musicalmente diversissimi) di alcuni famosi personaggi che hanno innovato e sconvolto il modo di concepire la sessualità. Resta, per me, un oscuro oggetto del desiderio. Mp3: “THE ROSE HAS TEETH IN THE MOUTH OF A BEAST” review on INDIE FOR BUNNIES |
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#5 – Hot Chip – The Warning ( Astralwerks ) Tutti hanno bisogno di respirare un pò. L’estate arriva anche per l’indie rocker più intansigente ed impegnato a portare a termine una tesi di laurea. Gli Hot Chip sono stati il mio disco dell’estate: fresco, leggero e divertente senza scadere mai nel troppo (fresco, leggero e divertente). Voci calde, splendide melodie e groove bastardo. I miei amici lo odiano per quante volte gliel’ho fatto mettere su in macchina mentre si vagava la notte. Boy From School insieme a “Young Folks” di Peter Bjorn and Johnn è stato il mio singolo pop dell’anno. Mp3: |
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#4 – Beirut – Gulag Orkestar ( Ba Da Bing ) Il disco indie-rock che non ti aspetti. Timido timido conquista spazio e cuore con le sue delicate ritmiche sghembe, le fanfare ubriache e una voce giovane ma già capace di emozionare. Tradizioni balcaniche recuperate e riviste in splendide canzoni che sono comunque, grazie a qualche accorto trucchetto in produzione o a ritmiche digitali, figlie del nostro tempo. Forse una nuova stella, sicuramente una ventata di nuovo, di un caldo e malinconico vento proveniente da Est. |
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#3 – TV On The Radio – Return To Cookie Mountain ( 4ad ) David Sitek è l’uomo che sta dietro ai suoni più accattivanti ed innovativi, in ambito più o meno “rock”, degli ultimi tempi. Con la sua band conferma e supera quel che di buono si era detto e ipotizzato su di loro a seguito del primo sorprendente disco. Il compimento delle intuizioni e la maturazione di un suono che è già nuovo classico: la fusione di caldo e freddo, delle wave bianche col ribollente universo black, il nuovo soul, l’apocalittica visione del Pop nel 2006 ed il suo stato dell’arte. |
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#2 – Nathan Fake – Drowning In A Sea Of Love ( Border Community ) Il disco della primavera quasi estate, delle passeggiate in centro a Bologna lasciandosi disorientare e sfasare da cotanta melodiosa psichedelia. |
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#1 – Joanna Newsom – YS ( Drag City ) Già del primo disco si sarebbero potute stendere lodi perenni. Ma con questo Ys non si può fare altro che stendere il tappeto rosso. Quello delle occasioni importanti. Un disco come non se ne fanno più molti. Un’artista che in tempi in cui ci si accontenta di gridare al miracolo per cose tutto sommato poco sopra la mediocrità ci mostra che l’eccellenza è ancora possibile. Magie di archi Van Dyke Parks, lunghe composizioni che contengono tutta la gamma di emozioni e colori di cui è capace la Musica. Il frutto di un enorme lavoro in fase di composizione e arrangiamento (e si sente). Su tutto la sempre più educata vocina acidula di Joanna che si può amare o anche no, ma che questo disco sia comunque qualcosa di speciale credo sia indiscutibile. Molto molto brava, davvero. |
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(thanks to “Indiestatic” Blog)





6 gennaio 2007 @ 11:35
un salutone astar!
Non sapevo che a Sara piacesse thommasino yorke… neanche a dirlo la tua top ten non riscontra i pareri favorevoli del sottoscritto ma in compenso il sottoscritto spera vivamente di tornare al più presto in emilia romagna quindi dai…fingers crossed che magari ci scappa dell’altro vino insieme!
Da lunedì non so se potrò tornare spesso sul sito anzi non so neanche se avrò un computer per leggervi. Spero comunque di sentirvi lo stesso.
Peace.
6 gennaio 2007 @ 12:59
Bella top ten…non mi riconosco necessariamente nelle scelte, ma direi che ci sono parecchi dischi che quest’anno sono stati decisamenti rappresentativi di certe tendenze nuove e in crescita.
Insomma lavori che avranno indubbiamente un seguito e dei seguiti anche importanti.
Una figatona Beat Konducta di Madlib!
Il discorso Joanna Newsom mi sembra validissimo ma continuo a vederla troppo pompata dall’hype. Inopinabilmente un lavoro strutturatissimo a livello compositivo, il cantato se per timbrica mi ha ricordato subito Macy Gray, credo che armonicamente non aggiunge nulla a quanto fatto da Bjork e Tori Amos già 10 anni fà.
Quindi insomma Newsom artista di un certo calibro indubbiamente, ma difficilmente mi viene in mente qualcosa di più ultrapompato di YS quest’anno.
Anzi no, una cosa mi viene in mente: Future Sex di Justin Timberlake…una ciofeca di dimensioni matematicamente incalcolabili.
Raccapricciamoci.
6 gennaio 2007 @ 13:11
Just hai ragione pienamente; il disco del Giustino Timberlago è orrendo, tranne un paio di tracce (che non a caso son uscite come singoli).
I miracoli/misteri dell’hype…
6 gennaio 2007 @ 14:03
Bravo Astar, fino ad ora la classifica che mi ha convinto di più è stata la tua, tranne per un paio di cose.
Madlib è DA PAURA ( anche l’album precedente ), Nathan Fake, anche( pare che il nuovo di Holden possa sfidare l’abstract techno psichedelica di Fake, attendo tua recensione )
Ma il singolo dell’anno resta solo ” YOUNG FOLKS “!!
Quello che invece proprio non sopporto è Joanna Newsom..il lavoro dietro c’è di sicuro, ma lei è veramente noiosa, troppo noiosa e come dice Just, nenache troppo innovativa,anzi.
Poi l’hype che la sta spingendo è quantomeno sospetto, mi sembra lo stesso trattamento di cui hanno usufruito gli Arctic Monkeys in ambito pop.
Altro gruppo che proprio non riesco a farmi piacere sono i Tv on The Radio. Li ho visti dal vivo due volte, ma proprio non riesco a percepire questi elementi di valore che, in effetti tutti gli riconoscono.
Comunque grande Astar, vorrei leggere più spesso tue recensioni!
P.S. Hai posta..
6 gennaio 2007 @ 14:20
Sto ascoltando ” The double gone chapel ” di Two Lone Swordsmen…ma cazzo è un capolavoro!!!
6 gennaio 2007 @ 14:50
Ciao astar, bella top, quoto in pieno Nathan e i Tekevision, anche se credo che non riuscirò a far rientrare Fake nella mia classifica .
Per il resto Helmut, anche a me i Tv On Yhe Radio proprio non mi prendono, così come non mi prende “Ys” della Newsom, ma le loro capacità tecniche sono notevoli.
Scatta la colletta : “un pc per Giov” !??!?!?!
6 gennaio 2007 @ 15:04
Onore a te Helmut !!! “The Double Gone Chapel” autentico capolavoro !!! Semplicemente un album che adoro !!!
Per quanto mi riguarda apprezzo la top ten di astar perchè ha quel tocco di elettronica che assolutamente non guasta. Madlib lo devo scoprire mentre ho apprezzato Thom Yorke e Nathan Fake (grazie alla rece dello stesso Astar). L’ultimo Matmos mi lascia perplesso, rimango troppo innamorato del loro “THE CIVIL WAR”, questo mi sembra nettamente inferiore.
La Newsom invece non sono riuscito ancora ad ascoltarla. O meglio per ora ho deciso di aspettare, ne sento ovunque tessere le lodi ad essere sincero mi lascia perplesso questo eccessivo clamore. Ennesimo fenomeno indie-hype ?
Cmq vi anticipo che la JOANNA e i TV ON THE RADIO stravincono la classifica del sondaggio tra i blog (circa 300 blog votanti)…
saluti
6 gennaio 2007 @ 15:31
Cmq vi anticipo che la JOANNA e i TV ON THE RADIO stravincono la classifica del sondaggio tra i blog (circa 300 blog votanti)
Mah….
6 gennaio 2007 @ 15:35
Alessio,
quali altri mi consigli di 2 lone swordsmen?
E Sabres of Paradise?
6 gennaio 2007 @ 15:49
Helmut, ho conosciuto i 2 lone swordsmen proprio grazie a “The Double Gone Chapel”
come ti dicevo, secondo me, un assoluto capolavoro del genere. Ricordo che in seguito recuperai il loro precedente “Tiny Reminders” e non mi entusiasmò. Insomma l’impressione che ho (pur sempre limitata, non essendo un esperto del gruppo in questione) è che “…Gone Chapel” rimane al momento l’apice incotrastato della loro carriera.
Per quanto riguarda i Sabres Of Paradise ho sempre avuto la curiosità di recuperare qualcosa, colmo il gap e ti faccio sapere.
considerando che ti vedo in pieno “periodo elettronico” ti consiglio l’ascolto di GNAYSE di un certo BOLA (..forse già conosci)…grande lavoro di elettronica sognante…
…invece che mi dici dei THE KNIFE…non ne abbiamo mai parlato…secondo me SILENT SHOUT è un gran lavoro…
…cmq caro Helmut hai da parte mia la completa disposizione per una virata di INDIE FOR BUNNIES verso territori elettronici…dovremmo sparare un pò di articoletti su cose del genere…
6 gennaio 2007 @ 16:46
per carità di Dio….mi allontano un po’ giusto in tempo allora…
vabbèh voi minchioni date pure retta agli altri bloggers che sparano a mille tv on the radio e la newsom io intanto ho consegnato a tommy un podcast alquanto artigianale che farà arrivare io nostro sito dritto dritto sulla luna (non ci credo neanche io neanche all 1% mentre lo scrivo, è questo il bello…).
Fran: si la colletta la gradirei altamente anzi “Onore alla colletta per un nuovo pc per me” però qua ancora siamo in alto mare per qualche flyer quindi la vedo male… .
Helmut Astar e Tommy non potete entrare a far parte della famiglia del giov. La vostra top ten non risulta idonea per essere degli affiliati.
Andate a stagliarvi.
6 gennaio 2007 @ 17:32
belle scelte anche se ammetto l’ignoranza su un paio di gruppi.
the milk-eyed mender della newsom era bellissimo. ora dopo aver letto la tua classifica vado di corsa a procurarmi quello nuovo!
6 gennaio 2007 @ 19:24
a me la classifica di astar sembra la più “politicamente-corretta”, nel senso che le scelte che ha fatto sono difficilmente attaccabili/contestabili (forse thom yorke), in quanto si tratta di album oggettivamente molto validi (le chicche – a mio avviso – sono i matmos ed i television personalities)…
per quanto riguarda la giovannona newsom, neanch’io l’ho ascoltata. mi sono però reso conto che la maggior parte degli ascoltatori la ama; mentre uno zoccolo duro di ascoltatori (immagino giov nel consiglio direttivo…) la manderebbe volentieri a stagliare.
per quanto riguarda timberlake: non so davvero da dove possa arrivare l’apprezzamento per il suo album…boh!
ps axel: mannaggia a te! con quel discorso intimidatorio sulle uscite già uscite che non si potevano inserire in top ten, m’hai fatto “mancare” gulag orkestar…
pps ebbene sì, giov: ho appena acquistato il 100% delle azioni della faccine & c. guadagno una grossa (in quanto in regime di monopolio) percentuale su tutte le faccine che verranno pubblicate su questo sito; e anche su tutti i ps, pps, ppps, nb, etc, ecc.
ppps anche della parola “stagliare” ho acquisito il copyright, precedendo just di una manciata di secondi all’ufficio brevetti di roma, sito in via ragazzi del ‘99 (gli ho speronato la special con la mia moto guzzi…)
6 gennaio 2007 @ 23:21
Pam ma lo sai che sei proprio simpatico?
7 gennaio 2007 @ 02:13
A parte noto che con molta sottigliezza il diabolico Pam ha dato al Giov dello Zoccolo (e anche duro)..e nessuno se n’è accorto..e vabbè.
Cmq il vero motivo di questo mio ennesimo post è chiarire che io non guido special di sorta, quella è roba da Cesare Cremonini, ma bensì esclusivamente rosse bicilindriche di Borgo Panigale. Since 1992.
Il che indirettamente signfica anche, che se veramente il Pam avesse speronato la mia moto dovremmo cominciare a credere anche ai fantasmi che scrivono sui blog…ma và….
7 gennaio 2007 @ 08:37
helmut: uso una frase ricorrente in questo blog: mi sento leggermente preso per il culo…
just: vedo con piacere che hai notato la sottigliezza…per quanto riguarda il riferimento alla special, mi dispiace: ma allora chi cazzo ho speronato?
7 gennaio 2007 @ 12:33
…Cesare Cremonini?..hai tutta la mia approvazione.
Certo per non lasciare le cose a metà, che è sempre una cosa fastidiosa, potevi finirlo direttamente lì sull’asfalto e via…
7 gennaio 2007 @ 15:25
lo speronamento ideale sarebbe stato cesare cremonini + ballo (occomecavolosichiama quello che suona il violoncello…). se poi fosse passata la pausini sul suo scarabeo, di ritorno con la coppa di best colombian act, vinta ai rigori con l’olympia assuncion, tanto meglio…
7 gennaio 2007 @ 16:15
Lo ammetto, anche io sono tra quelli che si sono innamorati di Nathan Fake grazie alla rece di Astar, just as Axel.
16 gennaio 2007 @ 19:09
[...] “Teenagers make punk/emo albums, they don’t create an album full of beautiful Balkan Brass sounds with ukeleles, trumpets, and accordians. Using these influences as well as an emphasis on songwriting and instrumentation, Condon has mad an irrefutably great album” ( Music For Kids Who Can’t Read Good ) “Reminiscent of Tim Smith from Midlake, Zach sings in a lazily hypnotic manner. Smooth, relaxed, and soothing, Zach’s voice is the perfect complement to his gypsy, folksy style of music. ” ( Both Sides Of Mouth ) “Forse una nuova stella, sicuramente una ventata di nuovo, di un caldo e malinconico vento proveniente da Est.” ( Indie For Bunnies ) “If Condon ascends to the heights that Jeff Magnum did, I’m hoping he’ll have the good sense to keep making music.” ( Faronheit ) [...]
17 gennaio 2007 @ 12:50
[...] “The Warning is probably the best dance album of the year.” ( Music For Kids Who Can’t Read Good ) “Gorgeous, understated melodies, ass-shaking beats and lyrics about monkeys with miniature cymbals…what more could you possibly need?” ( Indietastic ) “…fresco, leggero e divertente senza scadere mai nel troppo (fresco, leggero e divertente). Voci calde, splendide melodie e groove bastardo.” ( Indie For Bunnies ) “Hot Chip, c’est mou, cotonneux, confortable. The Warning, c’est le spleen à la sauce électro-pop. Une envie de danser, une envie de se souvenir qu’on avait envie de danser, une nostalgie qui monte et puis une larme. Tout ça dans un confort moderne à la Ikea.” ( Interprétations Diverses ) “Ooh my GOODNESS, Hot Chip is the shit. Their 2006 release The Warning is an album that you can just groove to. It’s indie rock/electronica/dance/funk/everything imaginable.” ( Both Sides Of The Mouth ) Mp3: And I Was A Boy From School (thanks to “Interprétations Diverses” Blog) [...]