Indie Top Ten, decima posizione

#10 - Drive By Truckers - A Blessing And A Curse ( New West Records)

Immancabile nella mia classifica il consueto disco di Southern Rock. Chi mi conosce sa che ho una grandissima debolezza per questi ragazzi cresciuti sulle sponde del Mississippi. Una scrittura ispirata, la risposta “sudista” ai Belle & Sebastian, con un piglio più grintoso e nello stereo del furgoncino i “Clarence Clearwater Revival” (ovviamente).

“A BLESSING AND A CURSE” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, nona posizione

#9 - Yo La Tengo - I’m Not Afraid Of You And I Will Beat Your Ass (Matador)

Non si è parlato molto di questo disco per la verità, almeno non quanto si sarebbe dovuto. Gli Yo La Tengo sono ormai un istituzione, al contrario della loro musica, quanto mai mutevole e sperimentale (entro certi canoni a loro convenzionali, per la verità). Ogni uscita è un fuori campo (per rimanere nel baseball [si rintraccino le origini del nome n.d.a.]), questo disco compreso, a dispetto di chi li vorrebbe già in un cantone. Per chi ama nel giusto mix sia i feedback che le melodie pop.

Mp3:
Pass the Hatchet, I Think I’m Goodkind
Beanbag Chair

Indie Top Ten, terza posizione

#8 - Sunn O))) & Boris - Altar ( Southern Lord )

La prima piazza (già, prima, perchè ne avranno anche un’altra) che i Boris si aggiudicano nella mia personale classifica è l’ ottava. In un mini album, registrato con i Sun 0))), il nipponico trio riesce ad ammansire la coppia di stoner più inascoltabile che la storia ricordi. La risultante è un dream-space-rock al contrario, insomma un tenue viaggio “ambient” ai confini dell’ universo dove la paura dell’ ignoto è tangibile: il nightmare-space-rock ora esiste.

Mp3:
The Sinking Belle (Blue Sheep)

“ALTAR” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, diciottesima posizione

#7 - Islands - Retur To The Sea ( Rough Trade )

Ai tempi degli Unicorns gridai al miracolo, forse ero ancora troppo innocente e rimasi irrimediabilmente deluso dal loro scioglimento. Per fortuna il 2006 ha riparato allo sgarbo restituendo una nuova formazione e un nuovo album targati Nicholas & Jamie. Tuttavia quello che pareva un capolavoro di psichedelia elettro-acustica (molto elettro) si è rivelato più un Po(l)ppettone stile Rough Trade ultima maniera, assai meritevole comunque.

Mp3:
Rough Gem

“RETURN TO THE SEA” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, quinta posizione

#6 - The Fiery Furnaces - Bitter Tea ( Fat Possum )

Li per li pensavo che li avremmo persi per sempre, sapete, far cantare la propria nonna in un disco indie non è proprio una mossa da geni del marketing (al di la della qualità). Poi il “furente” fraterno duo ti sfodera un disco che più che un “Thè amaro” sembrerebbe un infuso di acidi elettrici, ed è di nuovo un mezzo capolavoro di genialità.

“BITTER TEA” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, decima posizione

#5 - Electric President - S/T ( Morr Music )

Questo è il vero esordio dell’ anno (forse assieme a quello dei Televise), e non a caso è targato Morr Music. In un momento in cui professarsi lo-fi è come avere stampato nel culo la scritta “rich”, i due ragazzi home-made danno una lezione di bassa fedeltà che sta all’ indietronica come Lou Barlow e J-masics stanno alle origini della bassa-leggenda.

Mp3:
Snow On Dead Neighborhoods

“ELECTRIC PRESIDENT” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, terza posizione

#4 - Battles - EP B/C EP ( Warp )

Ennesimo goal per la Warp, questo dischetto raccoglie i due ep embrionali di questa nuova creatura di Ian Williams (ex Don Caballero). Il disco è perfetto e onestamente faccio il conto alla rovescia per il debutto-lungo-ufficiale. Una chitarra che parla e accordi “matematicamente” ripetitivi che si avvicinano alla perfezione natuarale, sono il disco indie più vicino al Jazz sfornato quest’ anno.

Mp3:
Dance

“EP B/C EP” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, decima posizione

#3 - The Television Personalities - My Dark Places ( Domino )

Concordo con Astar, anche per me sono la scoperta dell’ anno e pazienza se ci siamo arrivati dopo, noi conigli abbiamo i nostri tempi, e poi io personalmente ai tempi del loro esordio ancora guardavo Candy Candy. Hanno contribuito a far diventar grande il twee-pop e la filosofia “se lo fanno loro posso farlo anche io”, un genio, quello di Tracy, forse pari al grande Syd (sigh), e allora forse davvero “avrebbero potuto essere più gradi dei beatles”.

“MY DARK PLACES” review on INDIE FOR BUNNIES

Indie Top Ten, seconda posizione

#2 - Current 93 - Black Ships Ate The Sky ( Durtro )

Al secondo posto ancora una mia tardiva scoperta del 2007, i Current 93. La visione oscura del mondo di David Tibet trova concretezza in questo stupendo affresco di dark ambient a pennellate di “avant-folk”. Il disco (un concept?!?) ruota tutto attorno al concetto-canzone, perlomeno visionario, Black Ships Ate The Sky, tra i partecipanti Antony e Bonnie “Prince” Billy: sublime.

Indie Top Ten, quarta posizione

#1 - Boris - Pink ( Southern )

Il 2006 è stato sicuramente l’ anno dei Boris. Almeno io la vedo così. Frainteso da molti, questo trio Giapponese ha avuto l’ abilità (o forse la fortuna) di riuscire a ripetere un esperienza simile a quella dei My Bloody Valentie, in accordo con i tempi (in mezzo a tanti dischi/cover reverenziali). Tanto romantici e strazianti da apparire Metal o addirittura Stoner, in realtà i loro feedback spinti (quasi pornografici) sono densi di una malinconia che rimane incompresa. Passeranno alla storia come “l’ urlo di Munch shoegaze” del 2006.

Mp3:
Farewell

“PINK” review on INDIE FOR BUNNIES