JOANNA NEWSOM
Ys
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E’ tutto un gioco, una posa, questo micro spazio che pensiamo di esserci ritagliati . Questa tana, la Nicchia, è solo spazio mentale. Non frega niente a nessuno. Sono solo attimi condivisi, bisogni che trovano il corrispettivo in note. E se da una parte vorremmo offrire, condividere, compartecipare dall’altra scatta anche il meccanismo dell’avevo detto prima io, chi ha scoperto cosa, cosa è under e cosa e mainstream…ma parla come magni! Lo sappiamo che in fondo è un gioco o poco più.
Per queste strane dinamiche indie-stronze e snob ti viene poi alle volte anche voglia di andare contro corrente, di lasciare il tracciato, di non seguire l’onda. E se tutta la stampa, tutto il pueblo underground che ancora (ancora?) si ostina a comprare i cd nei negozi dice una cosa o incensa un’artista, tu allora ti mostri superiore o indifferente, cambi discorso, sposti l’attenzione: Ma l’hai sentito il nuovo di quell’altro, invece? Ancora no? o al più chiudi il discorso con un sempre strategico Preferivo il disco prima, questo è noioso. Cherriddere!!! Da scompisciarsi! Poi per fortuna arrivano dischi che squarciano la tela, che lasciano entrare tutta la luce di cui è talvolta ancora capace la Musica e l’arte tutta (Perché nessuno si aspetta più grandi cose? Perché nessuno si aspetta più grandi rivoluzioni o perlomeno sconvolgimenti interni? Che noia. Che tristezza), che mostrano chiara la linea di demarcazione tra ciò che è routinaria, anche se apprezzabilissima, mediocrità e l’Eccellenza. Instant classic. Senza tempo. Dischi come ormai non se ne fanno più. Musica composta in molto tempo, nota per nota, cantata con una splendida ed inconfondibile voce sempre più capace e duttile (che talento la piccola Joanna con la sua arpa!), arrangiata con cura infinitesimale (la magia degli archi Van Dyke Parks è inconfondibile) , registrata e mixata dai migliori sulla scena (Albini e O’Rourke rispettivamente).
Lunghi brani che sono interi mondi, storie, fiabe e come tali racchiudono mille atmosfere, misteri, stati d’animo. C’è solo da abbandonarvicisi, c’è da sciogliersi, da piangere, da saltare in piedi all’improvviso e battere le mani come bimbi, da correre da chi ami prenderlo per mano e portarlo in giro, senza meta, in una di queste mattine fredde e piene di luce. Luce, aria, distese di silenzio: che bisogno che ne abbiamo! Che voglia di tutto, che voglia di abbracciarvi tutti, di ridere con voi di questo niente che niente non è.
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10 gennaio 2007 @ 11:30
Anch’io ho inserito questa meraviglia di disco tra i migliori del 2006! Ma lo sai che a Gennaio presenterà questo disco con la Sinfonica Orchestra di LONDRA? Sono curiosissimo! Ciao, Matteo (Bologna)
10 gennaio 2007 @ 11:48
” Lunghi brani che sono interi mondi, storie, fiabe e come tali racchiudono mille atmosfere, misteri, stati d’animo.”
Sarà pur vero, come è vero che la Newsom ha delle capacità superiori alla media, come è vero che l’album è arranagiato stupendamente, come è vero – però – che a me ha annoitao come pochi altri ascolti.
10 gennaio 2007 @ 12:32
anche io devo prenderlo a piccole dosi.
devo godermelo un brano alla volta. alla lunga è stucchevole. senza nulla togliere alla voce di lei (stupenda) e agli arrangiamenti.
!g
10 gennaio 2007 @ 14:13
Ecco, helmut ha scritto esattamente quello che avrei voluto scrivere io in proposito. Boh, evidentemente questo disco divide gli ascoltatori, io sono di quelli che non è riuscito a reggerlo nemmeno un pò.
10 gennaio 2007 @ 14:50
gran bel disco, piace anche a mio figlio !
10 gennaio 2007 @ 16:15
Per addormentarsi, Fran??
Il disco divide come pochi altri in effetti; Matteo – a cui do il benvenuto! – lo adora, Astar e Francesco pure, mentre io, Sachiel e Soundverite non lo digeriamo…mah…
10 gennaio 2007 @ 16:18
P.S. Aspetto con ansia la review di Davide – non io, ma Astar – sullo splendido ” The Idiots Are Winning ” di James Holden.
Un album veramente innovativo che, come avvenuto in parte per l’esordio di Nathan Fake, a mio avviso ridisegna i confini della techno…
10 gennaio 2007 @ 16:25
Beh, Natan Fake ha pero’ un’approccio molto piu’ pop, o comunque più di atmosfera. Holden fa muovere le chiappe, questo è indiscutibile. Due dischi diversi e validissimi comunque.
10 gennaio 2007 @ 19:47
Preferivo il disco prima, questo è noioso.
10 gennaio 2007 @ 21:05
Beh io mi sono già pronunciato su quello che passerà alla storia come “L’Affare Newsom” (Pam nun ce prova a fare le solite squallide battutine…): alla fine il disco mi sembra meritevole di elogi, lei è molto brava. Se dovessi criticare qualcosa direi che è probabile che una produzione o comunque un approccio alla composizione più sobrio avrebbe forse reso più incisivo (e assimilabile) un lavoro che a tratti rischia di girare su se stesso e perdere fuoco. In questo senso qualcuno puo trovarlo noioso. Quello che voglio dire è che impostato su questo stile se YS avesse sforato il formato EP dubito che sulla distanza di 10 pezzi Joanna, Albini o il Padre Eterno in persona sarebbe riuscito a mantenere centrato e coeso un lavoro simile.
A me quello che ha seccato è stato lo spreco di superlativi che la maggior parte della stampa ha sprecato senza ritegno. Senza nulla togliere alla Newsom, personalmente è una cosa che indispone chi ha una percezione musicale più ampia dei soliti video di MTV.
10 gennaio 2007 @ 22:43
Esatto Just.
Come ho già detto in altra sede, la Newsom è l’equivalente, nel giornalismo musicale ” d’elite “, degli Arctic Monkeys per l’indie più mainstream.
L’hype che è stato creato intorno all’una e a gli altri è delle stesse dimensioni.
Certo il valore della Newsom è superiore di mille leghie agli AM, ma l’apoteosi di entrambi è imbarazzante..
11 gennaio 2007 @ 09:14
Hey there. Nice one, Joanna is certainly one of the people of the minute. Just so that you know, the track link is actually from our site.
Really great looking blog, I just wish I could understand more of it!
11 gennaio 2007 @ 12:16
Ciao The Muso,i’ve changed the link in the post…thanks so much for the mp3.
I am glad you like our mp3-blog, from today i’ll begin to read yours, it seems interesting too…
thanx again, keep reading us.