DEERHOOF
Friend Opportunity

Musica. Artisti. Deerhoof. Friend Opportunity. 01 The perfect me. Play.
Botta d’aria fresca come fiotto di gelata acqua sorgente in pieno viso! Un’incontenibile esplosione d’energia manga, vortice di colori-fiori-odori, zapping schizzato da lasciare inebetiti nei pressi della pace dei sensi. Poco amore per le ritmiche dritte, pochissimo per i quattro quarti, tantissimo per le curve improvvise, gli strapiombi e le impennate. Garage blues e trombette, un salto in giocattoleria tra le cianfrusaglie elettroniche e rinchiudere tutto in una bolla, di leggiadro pop nipponico, da sbattere e capovolgere prima dell’uso.
Quante cretinate ci si potrebbe inventare ancora per descrivere uno dei suoni più divertenti e originali degli ultimi anni quando invece sarebbe meglio ascoltarli e tacere: perdersi nei labirinti prog, planare sulle inedite soffusioni orchestrali, andare giù di testa per i passaggi più eccitanti, nascondersi tra i vapori psichedelici. Aspettarsi sempre di tutto e di più, sicuri, che così sarà.
C’è comunque troppa inquietudine avanguardistica per poter essere veramente popular (ma di questo passo ce la si potrebbe quasi fare, album dopo album suono e direzione si definiscono sempre più), troppa naivetè pop ed orecchiabilità per essere dei brutti cattivoni dell’undeground.
I californiani Deerhoof persistono nella loro condizione di “meraviglioso mistero” e grazie alla loro sempre più sapiente arte di decostruzione del pop ci regalano l’ennesima perla, una delle più preziose finora. Possibile che il meglio abbia ancora da venire? Si fatica a crederlo eppure non esistono ragioni per temere il contrario. Teniamoci stretti i Deerhoof! Come nella pubblicità di un vecchio e appicicoso snack: momenti di vero godimento!
2. +81

3. Believe ESP
4. The Galaxist
5. Choco Fight
6. Whither The Invisible Birds?
7. Cast Off Crown
8. Kidz Are So Small
9. Matchbook Seeks Maniac
10. Look Away
DEERHOOF su IndieForBunnies
RECENSIONE “OFFEND MAGGIE”

7 Febbraio 2007 @ 10:17
sticazzi, mi vien da dire così di primo acchito.
Devo ammettere di essere un amante di guesto trio anomalo, ho apprezzato “milk man” (o come diavolo si chiamava) e a suo tempo lo recensii anche (non in queste pagine) dandone ottime referenze. Cheddire, a sto pnto mi tocca prenderlo, con i nomi ch emi tiri fuori nei “similar artist”….
Sabato che fai astar ?!?!? si va a Riccione a vedere i Califone !?!?!?!?
7 Febbraio 2007 @ 11:37
Ormai c’è una telepatia con Astar…calcola che li ho scaricati stanotte..
7 Febbraio 2007 @ 11:39
Ottima recensione. Io continuo a preferire Runners Four però.
7 Febbraio 2007 @ 12:00
Dal Brèis: i migliori trapani elettrici infernali di tutta la rivieeera. Mò venghino siòòòri.
Scherzo…non li conosco ma qualcosa mi dice che li eviterò. Dai che forse ci becchiamo presto anche con fran.
un abbraccio.
7 Febbraio 2007 @ 14:32
Io li conosco poco, e questo mi basta per farmeli evitare, non è la mia tazza di te. Questa è roba che astarro uomobuono apprezza di sicuro.Ma dopo i lavoroa casa nuova e il trasloco non mi va di ascoltare troppi trapani elettrici.
7 Febbraio 2007 @ 17:00
No, non ci sono trapani elettrici tranquilli. Quelli li usano solo gli Einsturzende Neubaten…però dopo averlo ascoltato un paio di volte last week ho decretato che “lo fanno troppo strano” per il mio palato.
E per riappacificarmi con il mondo mi sono dovuto sentire due dischi dei Heuy Lewis and the News, il gruppo che lo fà meno strano nella storia dell’umanità.
Non è stato male.
11 Febbraio 2007 @ 13:28
[...] Indie for BUNNIES C’è comunque troppa inquietudine avanguardistica per poter essere veramente popular (ma di questo passo ce la si potrebbe quasi fare, album dopo album suono e direzione si definiscono sempre più), troppa naivetè pop ed orecchiabilità per essere dei brutti cattivoni dell’undeground. [...]
13 Febbraio 2007 @ 14:53
GRANDE ALBUM!