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Il primo incontro con quelli del Marinaio Gaio (non mi soffermo, lascio alla vostra curiosità le ricerche, nella convinzione che comunque prima o poi ne risentirete parlare) è stato in una notte fonda di fine agosto alticci dell’alcool delle notti fonde di fine agosto. In spiaggia a Pesaro, campo neutro: di Riccione io di Senigallia loro.Un tizio alto e magro dall’aria simpatica con dei baffi e dei capelli che non vedevo dai tempi dei “Tre moschettieri” mi chiede perché abbia le scarpe e non sia scalzo. Un altro ragazzo coi capelli a scodella ed un gradevole sorriso da eterno adolescente dice che vuole spedirmi il suo demo: lui, il moschettiere ed un altro figuro hanno una band. Si chiamano Chewingum e proprio non riescono a spiegarmi che razza di musica facciano. Pop è l’unica cosa che capisco. Gli lascio il mio indirizzo, mi tolgo le scarpe e concedo loro il mio primo ed ultimo bagno estivo: rigorosamente dalle caviglie in giù. Baci abbracci e un’altra estate è bella che finita.
Quelle contenute in “Eppi” sono quattro canzoncine piene di grazia e immaginario malinconicamente scanzonato, retrò e gocce di pioggia su di me…Chitarra acustica di sole e giri in bici, voce sussurrata come soffio su un dente di leone ( il “soffione”). Ritmi educati e sornioni, comunque frizzanti: da ballare tra sé e sé col sorriso sulle labbra. Nei testi, insoliti ed originali pensieri d’amore, ricchi di dettagli e citazioni esotiche: nomi di città lontane, letteratura del liceo, canzoni che ti salvano dai momenti grigi. Ascoltando queste piccole meraviglie rubate al tempo si rischia di venire rapiti in un’altra epoca forse mai esistita, surreale, dove ancora contano le buone maniere e la cavalleria, dove si può assistere ai corteggiamenti di Valentino e Valentina innamorati dell’amore di quando avevi otto anni e scoprivi i Beatles tra i dischi dei tuoi e c’era quella ragazzina con le trecce sull’altalena che non capivi bene…ma volevi andare da lei. Ci si ritrova inebetiti, travolti da caldi ricordi, sorridenti e sovrappensiero. Ribadisco, innamorati di cotanta naivetè e magnetica semplicità apparente. Annotarsi il nome per il futuro, prego. |
Febbraio 17th, 2007 at 09:15
E bravo astar….
questi dovrebbero essere proprio interessanti.
Bella rece immersa nei ricordi e nella vita. Piacerà a sachiel di sicuro. Non appena mi trasferirò preparati perchè col cazzo che andremo in spiaggia solo una volta d’estate.
p.s.
Grazie per averci ricordato con precisione millimetrica che il soffio sul dente di leone si chiama “soffione” (anche tu sei messo un po’ knock-out dall’esistenza dai…):D
Febbraio 17th, 2007 at 09:30
scusa giov: mi sembra di intuire - dai sottili riferimenti che hai fatto nei 762.898 post precedenti - che vorresti o ti stai per trasferire dalle parti di astar?
ps “trasferimento” nuova parola con cui cercarci su google…
Febbraio 17th, 2007 at 11:42
pamello continua a pensare all’omino michelin e a come l’hanno messo a dieta va…
(faccina con sorriso)
Febbraio 17th, 2007 at 11:45
mi annoto il nome anche per il presente!
Febbraio 17th, 2007 at 11:46
Bene, qui niente trapani e giov dice che potrebbe piacermi, se riesco a smettere di ascoltare un vecchio disco di peter,bjorn and john comprato ieri in offerta, mi scarico il sample e mlo ascolto.
Febbraio 17th, 2007 at 12:09
Grande Astar, sempre mille e mille chicche!!
Febbraio 17th, 2007 at 13:38
Marinaio Gaio potrebbe non essere il nome della mia etichetta ideale…a parte ciò apprezzo sempre la capacità dell’Astar di riportare la mitologia del quotidiano in una dimensione di taglio condominiale…sono attimi in cui l’universo potrebbe non sembrare un posto mostruosamente fuoriscala…deh!hi!eh!oh!oh!
Febbraio 17th, 2007 at 14:47
giov, ma marinaio gaio non sarà mica un velato riferimento alle tue notti abruzzesi?
Febbraio 17th, 2007 at 16:12
ahahah ah ahh ahahh hahah che minchione!
(non in senso letterale, maledetti!!!!!!).
Febbraio 17th, 2007 at 21:16
rece che TRASFERISCE un sacco di emozion, scherzi apparte, molto molto carina, ma come fa un riccionese ad aver fatto un solo bagno dalla caviglie in giu !!!?!?!?!?
Eppure quello dei tre che assomiglia a Portos (a proposito , i 3 moschettieri uno dei miei romanzi di sempre) mi sembra di conoscerlo, non è che si chiama Marco e ha studiato Conservazione dei Beni Culturali a Ravenna (come il sottoscritto=!!?!?!?!?) .
Buon uic end !!!!
P/s
Giov, quando ti TRASFERISCI dalle nostre parti!??!?!?!
P/s
Mia sorella è già impegnata !!!
Febbraio 18th, 2007 at 10:57
ahahahha ahah hha ha qua si passa dal dire che sono gay a tutt’altro…ma che cazzo!
Non lo so fran, spero di sapertelo dire con precisione entro qualche giorno, veramente.
Spero al più presto comunque.
peace.
Febbraio 18th, 2007 at 12:15
fran senti ma, insomma, com’è tua sorella? cioè è carina?
Insomma dai, voglio dire, pensa, potrei entrare stabilmente a far parte della famiglia _pi!
Ci pensi?
Saremmo parenti