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Poche decine di chilometri. Quelli che separano in linea d’aria Verbania e Agno. I navigatori ci consigliano di non puntare così dritto, di macinare molta più strada ma di rimanere al piano, di sconfinare costeggiando il lato occidentale del Lago Maggiore, fino a Locarno, e poi scendere veloci, una volta doppiata l’estremità nord del Verbano, verso Lugano. Prima o poi dovremmo incontrare Agno. Ma noi siamo sofisticati, si sa, e allora preferiamo prenderci tutto il tempo che vogliamo, salire su un traghetto fino a Laveno e cominciare il saliscendi, tortuoso e circolare, che ci condurrà sulle sponde del Lago di Lugano. Tortuoso e circolare, e anche cinematico, si.
Il primo disco che infiliamo nel lettore è quello dei Mauve, terzetto di Verbania che ha pubblicato un EP d’esordio per la Canebagnato Records, “Sweet Noise On The Sofa”. Apre le danze la strumentale “Miles Davis”. Rumori agresti, chitarre riverberate a rincorrersi per poi aprirsi in danze più rumorose e distorte, un crescendo di intensità e di morbosità, una coda lacustre. E’ il post-rock di scuola Mogwai il punto di riferimento più evidente che attraversa le quattro tracce dell’EP. La voce di Carlo Tosi, morbida e sognante, riporta a talune soluzioni adottate dai nostrani Giardini di Mirò, come in “Keep Me Warm”, probabilmente il pezzo più riuscito del disco. “Mauve Paranoid” mostra il lato più teso della band, mentre “Autumn Sweet” strizza l’occhio a soluzioni più pop.
Come passiamo il confine elvetico si addensa qualche nuvola. I Far From The Madding Crowd sono un quintetto di Lugano, legato alla Onthecamper Records, etichetta gemellata con la Canebagnato. Le coordinate di partenza sono le stesse dei Mauve, ma l’atmosfera che si respira dalle cinque tracce del disco è più cupa e languida. Nel complesso, un tantino meno originali, ma efficaci e suggestivi. Ci dimentichiamo all’istante dei pascoli alpini che ci attendono. Piuttosto vorremmo sdraiarci in una pozzanghera nera, possibilmente nelle periferie di Glasgow.
Ma ecco che comincia la discesa.
Dalle casse zampillano le note di “Heavenly Voices”, ultima fatica dei Just A Usual Day, band in cui oltre a Massimiliano Ruotolo figura anche Yuri Ruspini, che della Onthecamper Records è socio fondatore, insieme ad Aris Bassetti e Barbara Lehnhoff degli El Toco.
Siamo praticamente arrivati a destinazione, ci concediamo un ulteriore giro costeggiando il lago di Lugano, sposando quella pratica diffusa che porta ad allungare i percorsi per ascoltare i dischi fino all’ultima nota.
I Just A Usual Day ci riconducono al punto di partenza: agli arpeggi aperti e circolari, a quella passione che negli anni ci ha costretto a fare la spola tra Chicago e la Scozia e che ora trova in questa strada di confine un rifugio protetto e selettivo.
Da percorrere. Assolutamente. |
Febbraio 23rd, 2007 at 09:25
ottime segnalazioni, nonostante io frequenti poco questi territori (sonori e geografici). su tutti - in particolare, ma senza togliere niente a nessuno - ho apprezzato i far from the madding crowd - davvero a metà tra scozia e chicago!
ps comunque, fra poco (un duecento anni al massimo) vi fanno la tav, così il problema del traghetto non vi preoccuperà più… mhfsjfhjwefj (risata alla finto-bruno vespa)
Febbraio 23rd, 2007 at 11:14
Oh che bella recensione… sarebbe una bella idea quella di rifare un ‘viaggio in italia’ alla Goethe raccontata attraverso colonne sonore e sensazioni musicali… bene bene..