Mer 28 Feb 2007
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L’artista belga Jérôme Deuson, dopo aver pubblicato un paio di anni fa il suo splendido album di debutto A Hundred Dry Trees per la Intr_version, torna ora con una nuova release dal titolo “The Sea Horse Limbo”, sempre per la stessa etichetta. Un compromesso fra la passione di Deuson per il PostRock con le sue melodie tipicamente malinconiche e il suo gusto personale per i glicthes e i trattamenti software del suono.
I nove brani vengono progressivamente destrutturati e trasformati in creature elettroniche per mezzo di sovrapposizioni di suoni sintetici; un brano dietro l’altro, le melodie sono decostruite e dilatate ma all’improvviso schegge di diversi frammenti musicali si ricompongono per assumere una forma più riconoscibile, perfettamente cesellati in melodie pop, sottolineate dal suono di voce e chitarra. Un tipo di musica che richiama in un certo senso Desormais o il Fennesz di Endless Summer ma che si sviluppa in uno stile assolutamente personale. L’album parte con “Why Do I Run Seasons So Fast” in cui prendono vita atmosfere minimali create per mezzo di chitarre acustiche, campanelli, suoni elettronici, glitch, distorsioni e voci sussurrate che sembrano venire da molto lontano. La bellissima “Hit My Country” è forse il pezzo più pop dell’intero album: parte con una melodia trascinante di archi che si sviluppa, soffocata lentamente da crepitii e distorsioni elettroniche, fino a spegnersi quasi del tutto per poi ripartire con più vigore e trasformarsi in una bellissima ballata con voce e chitarre acustiche. “Oh! Le Zeppelin” con i suoi 12 minuti è a tutti gli effetti un pezzo post-rock che parte lentamente per poi crescere di tono e trasformarsi in un potente intreccio di chitarre, batteria e di suoni elettronici. L’album si chiude con la dolcissima “(H)and In The Sand” che con i suoi suoni appena accennati ci trasporta in un paesaggio marino al tramonto, con i riflessi del sole sulle onde e i gabbiani all’orizzonte. Insomma, un album per immergersi in un mondo incantato. |
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(4 votes, average: 4 out of 5)




Febbraio 28th, 2007 at 12:46
Bella segnalazione e bella rece Jag! i sample mi hanno piuttosto eccitato..corro a documentarmi ^ ^
Febbraio 28th, 2007 at 19:08
….questa poi! Ancora non c’ero arrivato: gli internet point dove entri in una delle venti cabine minuscole, ergonomiche, con una luce che ti punta in faccia e la porta che se te la chiudi dietro ti isoli dal mondo completamente. Non soffro di claustrofobia fortunatamente ma tutta sta comunicazione per forza in stile sardine in scatola comincia a diventare troppo anche per me. Pamello io ti strapperò le unghie dei piedi con le pinze….non so quando avverrà ciò ma se oserai svegliarmi ancora e sentirò la tua vocina stridula darmi il buongiorno saranno cazzi amari davvero per te fratello
vabbèh….a parte gli scherzos sono contento di avervi sentito tramite cellulare in questi giorni. Giorni in cui il peggior arturo bandini mi fa un baffo (proprio oggi tra l’altro ho comperato anche delle arance…).
Statemi bene….fran, astar vi aggiornerò io su come si evolve la vita.
“El viento viene
El viento se va
Por la frontera
El viento viene
El viento se va
El hombre viene
El hombre se va
Sin más razón
El hombre viene
El hombre se va
Ruta Babylon…
Por la carretera
La suerte viene
La suerte se va
Por la frontera
La suerte viene
La suerte se va
El hombre viene
El hombre se va
Sin más razón
El hombre viene
El hombre se va
Cuando volverá
Por la carretera…”
ecco… che fa molto “che ne sarà di noi…”
hasta bien hermanos
Febbraio 28th, 2007 at 19:40
suvvia! è che il mio orologio biologico è tarato in maniera tale che le 9 del mattino è quasi ora di pranzo…e comunque, non c’è più religione: ormai il mondo è in mano a dei pazzi. comunque, dopo sanremo, tutto può succedere…
(nb il messaggio abbastanza criptico ed ermetico è dovuto al fatto che lo sto scrivendo con un piede ancora sotto la scrivania e con l’altro che tento di raggiungere il pulsante dell’ascensore, fuori dal mio ufficio…in bocca al lupo, arturo! ma per favore!
)
Febbraio 28th, 2007 at 20:26
Bella Jag, “i trattamenti software del suono” cazzo, che bella descrizione, semplice precisa, dice tutto. Mi piace. Anche il ragazzo promette bene, poi fennez è una garanzia.
Giov, Tien’ bota , come diciamo in romagna !!!!