Mar 6 Mar 2007
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Secondo capitolo per il mostro James Murphy, l’uomo della DeathFromAbove, il Tarantino della musica che con sguardo divertito e disincantato imita i grandi maestri per superarli e portarli a nuovi livelli. Ci si addentra perciò ancora più a fondo nei misteri del ritmo come alienante ed ipnotica ripetizione. Ci si addentra nella visione smaniosa, la scimmia. Una lama fredda e veloce che squarcia le superfici e punta alle profondità. E’ al solito (e ancor di più) musica feroce, prepotente, maleducata (e quindi “rock”), capace di sfasare e far perdere il controllo come poche altre. Composizioni mediamente lunghe, quasi sempre minimali, ripetitive, eccitanti.
Si va dagli elicotteri digitali con cori Talking Heads, a funk bastardi al limite dell’idiozia e “vai coi campanacci”, da tastiere distorte che imitano e sfottono chitarroni electro-rock tamarri fino alle ossa con Murphy a rinverdire i fasti dell’Iguana, a sirene pulsanti su sfondi celestiali fatti di magie elettroacustiche sul limitar del minimalismo storico. E’ supermusica, vivida e luccicante, fiera del marciume che riporta a galla. Musica per decerberati creata da uno dei più grandi cervelli dei nostri tempi. Scuote il corpo producendo un ghigno malefico. Lo sguardo perso ormai chissà dove e avanti così, fino a raggiungere una nuovo stato di giovinezza incosciente. Passato l’effetto di quel che era ci si ritrova tutti sfatti e un po’ più romantici. Si avrebbe voglia di abbracciarsi, di non abbandonarsi più, di piangere, di sciogliersi in un pianto lungo le strade di questa città notturna: c’è ancora tempo per quella meraviglia di ballata commossa che è “ New York I love but you bring me down”. Ed ora i titoli di coda e a casa…senza fare storie! Ho detto di no! Domani te ne do ancora ma adesso devi andare a dormire! |
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(10 votes, average: 4.4 out of 5)




Marzo 6th, 2007 at 10:03
ottima segnalazione e bella recensione. non sono i territori che frequento di solito, però quando si tratta di buona musica, non disdegno mai l’invito all’ascolto (a patto che non si tratti di drone metal
)…
Marzo 6th, 2007 at 11:21
APPREZZO RECE E DISCO.
DAJE ASTAR!
Marzo 6th, 2007 at 16:11
Ne ho letto cose mirabolanti in proposito, e qui altre quattro stelle e mezzo.Ho apprezzato il precedente disco, ora mi devo fiondare su questo.
Marzo 6th, 2007 at 18:12
Mi dissocio!
Rispetto al precedente sembra la brutta copia dei !!!
Qualche pezzo carino c’è, lo ammetto, ma l’album manca di energia e sembra solo un esercizio di stile. It’s time to get away, caro signor James Murphy!
Marzo 8th, 2007 at 18:07
[…] Indie for Bunnies E’ al solito (e ancor di più) musica feroce, prepotente, maleducata (e quindi “rock”), capace di sfasare e far perdere il controllo come poche altre. Composizioni mediamente lunghe, quasi sempre minimali, ripetitive, eccitanti. Voto: […]
Marzo 9th, 2007 at 15:39
a mio parere un gran disco, assolutamente al livello di quello precedente..concordo…