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Sound Of Silver
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Secondo capitolo per il mostro James Murphy, l’uomo della DeathFromAbove, il Tarantino della musica che con sguardo divertito e disincantato imita i grandi maestri per superarli e portarli a nuovi livelli. Ci si addentra perciò ancora più a fondo nei misteri del ritmo come alienante ed ipnotica ripetizione. Ci si addentra nella visione smaniosa, la scimmia. Una lama fredda e veloce che squarcia le superfici e punta alle profondità. E’ al solito (e ancor di più) musica feroce, prepotente, maleducata (e quindi “rock”), capace di sfasare e far perdere il controllo come poche altre. Composizioni mediamente lunghe, quasi sempre minimali, ripetitive, eccitanti.
Si va dagli elicotteri digitali con cori Talking Heads, a funk bastardi al limite dell’idiozia e “vai coi campanacci”, da tastiere distorte che imitano e sfottono chitarroni electro-rock tamarri fino alle ossa con Murphy a rinverdire i fasti dell’Iguana, a sirene pulsanti su sfondi celestiali fatti di magie elettroacustiche sul limitar del minimalismo storico. E’ supermusica, vivida e luccicante, fiera del marciume che riporta a galla. Musica per decerberati creata da uno dei più grandi cervelli dei nostri tempi. Scuote il corpo producendo un ghigno malefico. Lo sguardo perso ormai chissà dove e avanti così, fino a raggiungere una nuovo stato di giovinezza incosciente. Passato l’effetto di quel che era ci si ritrova tutti sfatti e un po’ più romantici. Si avrebbe voglia di abbracciarsi, di non abbandonarsi più, di piangere, di sciogliersi in un pianto lungo le strade di questa città notturna: c’è ancora tempo per quella meraviglia di ballata commossa che è “ New York I love but you bring me down”. Ed ora i titoli di coda e a casa…senza fare storie! Ho detto di no! Domani te ne do ancora ma adesso devi andare a dormire! |
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6 Marzo 2007 @ 10:03
ottima segnalazione e bella recensione. non sono i territori che frequento di solito, però quando si tratta di buona musica, non disdegno mai l’invito all’ascolto (a patto che non si tratti di drone metal
)…
6 Marzo 2007 @ 11:21
APPREZZO RECE E DISCO.
DAJE ASTAR!
6 Marzo 2007 @ 16:11
Ne ho letto cose mirabolanti in proposito, e qui altre quattro stelle e mezzo.Ho apprezzato il precedente disco, ora mi devo fiondare su questo.
6 Marzo 2007 @ 18:12
Mi dissocio!
Rispetto al precedente sembra la brutta copia dei !!!
Qualche pezzo carino c’è, lo ammetto, ma l’album manca di energia e sembra solo un esercizio di stile. It’s time to get away, caro signor James Murphy!
8 Marzo 2007 @ 18:07
[...] Indie for Bunnies E’ al solito (e ancor di più) musica feroce, prepotente, maleducata (e quindi “rock”), capace di sfasare e far perdere il controllo come poche altre. Composizioni mediamente lunghe, quasi sempre minimali, ripetitive, eccitanti. Voto: [...]
9 Marzo 2007 @ 15:39
a mio parere un gran disco, assolutamente al livello di quello precedente..concordo…