TED LEO AND THE PHARMACISTS
Living With The Living
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Un’onesta incazzatura per come girano le cose di questi tempi e due-accordi-due di basso e chitarra ripetuti a volume da denuncia (sociale): ad un primo - e superficiale sguardo - si potrebbe essere tentati di bollare così il punk del nuovo (fino a quando?) millennio. Non devono pensarla nello stesso modo quelli della Touch & Go - vera e propria indie-istituzione, con i suoi 25 anni di attività - che decidono di puntare sul punk rock di Ted Leo & The Pharmacists. Per l’occasione (si tratta infatti dell’esordio per la storica etichetta), il fratello di Chris (Van Pelt) non abbandona le tradizionali influenze Clash, Jam e Bragg e, con l’aiuto di Brendan Canty (Fugazi), le utilizza come punto di partenza per l’esplorazione di - e la contaminazione con - altri territori. Living With The Living, quinto album per la band, risulta così come il disco più accessibile ed, allo stesso tempo, il più riuscito e completo dell’intera produzione. Ancora una volta è la chitarra a farla da padrone, ma le direzioni che prende - accompagnata del basso di Dave Lerner - vanno dal country-punk di “The Sons Of Cain” alla vena wave di “Army Bound”, dall’adult/pop-punk di “Who Do You Love?” e “Colleen” al combat rock dei Clash (”Bomb.Repeat.Bomb” e “Annunciation Day/Born On Christmas Day”), fino alle sonorità reggae di “The Unwanted Things” ed alla ballatona finale con “The Toro And The Toreador”. In definitiva, Living With The Living non fa che confermare il talento e la vitalità di uno dei personaggi chiave della scena indie a stelle e strisce. Per la serie: quando l’incazzatura (in)civile va di pari passo con la melodia. |
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29 Marzo 2007 @ 11:28
Cazzo Pam, mi scomodi così delle vere e proprie istituzioni di casa “_P” ?!?!?!? Billy Bragg, Clash, Jam, Touch & Go … la conclusione è una sola, sono da ascoltare.
Ciao ciao.
P/s
Abbassa i bassi dello stereo se no scatta la denuncia dei vicini !
29 Marzo 2007 @ 12:21
sì, sì, fran…ormai i miei output sonori sono fatalmente filtrati da un paio di cuffie, mentre per gli input esterni (soprattutto notturni) del condominio in cui abito, mi sono da tempo premunito di tappini di gommapiuma alla groucho marx. per quanto riguarda il disco, non è male. personalmente, non sono un amante di certe sonorità, ma la poliedricità di ted leo non mi dispiace a priori…
29 Marzo 2007 @ 15:19
Nuova recensione nella sezione CINEMA — “GUIDA PER RICONOSCERE I TUOI SANTI” — grande Emanuele !!!
29 Marzo 2007 @ 16:43
ero sicuro che qualcosa te la inventavi…

io mi sbilancio addirittura per le quattro stelle.
!g
29 Marzo 2007 @ 17:50
Dai Pam che ti sta facendo bene frequentare sta conigliera…mi sei pure diventato sovversivo sul lavoro…benebene…!!!
29 Marzo 2007 @ 18:21
soundverite: tanto - lo ribadisco - quello che c’era da scrivere, l’avevi già scritto te…
just: no, è che cerco solo di evitare di partecipare alla cerimonia ufficiale del calcio nel sedere (nonostante i cerchi concentrici disegnati sul mio didietro)…
29 Marzo 2007 @ 22:19
Pamello,
scusa volevo sapere se questa recensione la posterai anche su Blow Up…:-)
30 Marzo 2007 @ 00:17
Mi sono sempre chiesto se i cerchi concentrici nel sedere di pam li fanno gli alieni…..
30 Marzo 2007 @ 08:53
helmut: veramente, l’ho già venduta a “paginatre” della gazzetta del sud, edizione di reggio calabria…
fran: alieni sì, però con un senso dell’umorismo - almeno per me - alquanto discutibile…